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Addio Cristiano Ronaldo

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© APS
L'uscita del Portogallo agli ottavi contro la Spagna è stata l'ultima partita in un Mondiale di un fuoriclasse che ha dato tutto e anche di più...

La storia mondiale di Cristiano Ronaldo si è chiusa ieri a Dallas nell’equilibratissimo ottavo finale contro la Spagna, che nel primo tempo il Portogallo ha giocato decisamente meglio avendo con João Felix, lo stesso CR7 e Nuno Mendes (traversa colpita dopo una deviazione di Pedro Porro) buone occasioni per andare avanti. Facile dire con il senno di poi che De La Fuente ha azzeccato i cambi, visto che il gol della vittoria è arrivato da una combinazione tra Ferran Torres e Merino, ma in ogni caso si sono viste due squadre dello stesso livello e anche abbastanza bloccate, con poche fiammate anche da Yamal.

Cristiano Ronaldo ha salutato con una discreta prestazione, eccezionale se pensiamo ai 41 anni di età, con Martinez che ha fatto all-in su di lui tenendo in panchina Gonçalo Ramos e lui in campo fino alla fine. Ma i palloni giocabili sono stati davvero troppo pochi e per questo le lacrime finali sono state anche di rabbia, per non essersela potuta giocare fino in fondo. Di questo suo sesto Mondiale rimarranno l’abbraccio con Yamal, il cui padre è più giovane di CR7, e record che non valgono la Coppa, traguardo politicamente impossibile per il Portogallo della situazione, anche se potesse schierare 11 Cristiano Ronaldo di 25 anni. Di sicuro adesso vedremo se era lui a limitare l'esplosione dei tanti talenti portoghesi, al dunque quasi tutti mezzi giocatori. 

Unico giocatore nella storia a segnare in sei edizioni differenti del Mondiale, con una serie di statistiche assurde che non staremo a copiare, Cristiano Ronaldo ha giocato il suo primo Mondiale nel 2006, nel Portogallo di Figo e Deco, allenato da Scolari, che sfiorò la finale contro gli azzurri di Lippi, e ha chiuso in una squadra più o meno dello stesso livello, pur pompata dalle veline degli agenti, per non dire dell'agente: non abbastanza per sfondare il soffitto di cristallo che all'Europeo ad esempio non c'è (lo hanno vinto Danimarca, Grecia, lo stesso Portogallo di Ronaldo) e alimentare l’inevitabile, oltre che sbagliato (una punta, spesso unica punta, con un trequartista), paragone con Messi. Nemmeno la sua autostima può fargli pensare di essere in campo nel 2030, con il Portogallo co-organizzatore. Ma un ruolo lo avrà di sicuro, secondo noi ha la testa del c.t. più che dell'allenatore di club. Per adesso soltanto la tristezza di non vederlo più in campo, a meno di volersi infliggere qualche partita araba. Una vita e sei Mondiali volati via. 

stefano@indiscreto.net