Più profeta altrove che in patria, giocatore a suo modo importantissimo nella storia dei Glasgow Rangers, Lorenzo Amoruso ha incarnato il tipico esempio di difensore centrale di presenza, sia fisica che di leadership. E se è vero che in Italia con Bari e Fiorentina soprattutto si è contraddistinto per le sue qualità, in Scozia è diventato davvero un mito: primo capitano cattolico di un club storicamente legato alla religione protestante.
Legge Bosman
Iniziamo proprio da qui: Amoruso nel 1997 lascia la Fiorentina, ha 26 anni ed è titolare di una squadra che l'anno prima ha vinto la Coppa Italia, qualificandosi per la Coppa delle Coppe, dove ha perso solo in semifinale contro il Barcellona di Ronaldo, Figo e compagnia. Difensore come quelli di una volta, Lorenzo, nato a Bari e cresciuto nel club della sua città: forte fisicamente, buona e sorprendente tecnica di base, quantomeno per uno stopper. Nel 1997 però il calcio mondiale, europeo soprattutto, è a una svolta: c'è la Legge Bosman, i giocatori comunitari ora possono muoversi liberamente per il continente una volta scaduto il loro precedente contratto. Molti italiani vanno in Inghilterra, da Vialli a Ravanelli, da Casiraghi a Benny Carbone. E poi c'è la Scozia, un campionato che, allora come oggi, è sostanzialmente un dualismo tra le due squadre di Glasgow: i cattolici del Celtic e i protestanti dei Rangers, Bhoys contro Gers, due mondi agli antipodi. Lorenzo Amoruso accetta l'offerta dei Glasgow Rangers. Il suo stile "gladiatorio", termine forse un po' abusato, sembra perfetto, anche come clima da battaglia, per lo stopper pugliese. Diventerà un mito, lassù.
Rispetto e onore
Non è facile giocare quel campionato, in realtà. Se sbagli una partita contro una squadra "mediocre" rischi di trovarti a inseguire fin da subito. L'Old Firm, il derby di Glasgow con tutto il suo secolare fascino, è quasi un plus. Anche quello da non sbagliare, naturalmente, ma è ovvio che la concentrazione la catalizza questa sfida. Amoruso ai Rangers diventa subito un leader, arrivando a indossare la fascia di capitano. Non solo è il primo italiano, ma è il primo calciatore cattolico a ricoprire questa carica. I tifosi dei Gers però non stanno lì molto a sottilizzare, al massimo Lorenzo riceve qualche sfottò dai cattolici del Celtic, in un ambiente comunque di massimo rispetto. Di certo c'è che Amoruso può finalmente disputare la Champions, anche perché in quel periodo sono i Rangers a predominare. Non sfigura, nei suoi 6 anni (non pochi) a Glasgow. E pazienza per il tempo spesso inclemente, a fine stagione si può tornare al mare, in Italia. E dopo la Scottish Premier League anche per lui arriverà il richiamo dell'Inghilterra, con il Blackburn, una nobile un po' decaduta. Non riuscirà a dare lo stesso contributo, Lorenzo, limitato dall'età e dagli acciacchi. Ma rimarrà per sempre "l'italiano cattolico capitano dei Rangers".