Home

Calcio

Calcio Internazionale

Formula 1

Basket

Altri Sport

Personaggi

Guerin Sportivo

LIVE

Messi in prospettiva

LEGGI TUTTO
© APS
L'inflazione di record, la Sampdoria di Corradi, i fischi agli hydration break e la luna di miele di Malagò

Con la doppietta all’Austria, dopo il rigore sbagliato, Lionel Messi ha segnato 18 gol nella storia dei Mondiali, 5 solo in questa edizione dopo 2 partite, diventando il miglior marcatore di sempre nel torneo e staccando quindi Klose. La notizia ha già saturato ogni spazio mediatico, ma prima di inginocchiarci davanti all'ennesima statistica e di ribadire l’ovvio, cioè la grandezza eterna di Messi, bisogna dire una volta di più che ogni confronto con il passato ha poco senso, visto che vengono messi insieme Mondiali a 16 e a 48 squadre, partite tutte giocate alla morte e passeggiate contro gente già contenta di essere lì, epoche con gli attaccanti massacrati ed altre in cui vengono tutelati, zero sostituzioni contro due, tre o cinque, difensori che pressati la passano indietro ed altri costretti a fare un errore, eccetera. Va anche detto che il Gruppo J è particolarmente modesto, visto che i campioni del mondo se le vedono con Algeria, Austria e Giordania. Questo nulla toglie al posto di Messi nella storia del calcio, o al futuro record di Mbappé o di altri, ma quando si parla di storia bisognerebbe conoscere la storia, almeno un minimo. Battaglia persa, visto che spesso i gol nella Champions vengono messi nella stessa graduatoria di quelli della Coppa dei Campioni.

La vita comincia a cinquant’anni, per lo meno la vita da allenatore di club di Bernardo Corradi, con l’incredibile attuale dirigenza della Sampdoria che ha estratto dal cilindro il suo nome dopo un numero enorme di rifiuti di altri allenatori, che hanno reso quasi un complimento la definizione di ‘seconda scelta’. Comunque Corradi non è un tecnico improvvisato, perché prima dell’anno di assistentato con Allegri al Milan, dove si occupava soprattutto di attacco (una delle tante americanate e nemmeno la peggiore), era considerato il grande emergente fra gli allenatori federali delle Under, al punto che Gravina ha considerato la sua partenza una delusione umana enorme. Ma chi comanda alla Sampdoria? Da aprile Tey: l’imprenditore di Singapore ha rilevato le quote di Manfredi e confermato il CEO Freberg, anche se l’uomo forte rimane Nathan Walker, che non ha una vera carica ma rappresenta genericamente gli azionisti. Salutati il direttore sportivo Andrea Mancini, speranza dei tifosi di vedere coinvolto prima o poi Mancini padre, e il coordinatore tecnico Giovanni Invernizzi, altro nome che ricorda l’era Mantovani, rimane una confusione enorme con overdose di consiglieri e consulenti. Stiamo parlando dell’undicesima squadra italiana per numero di tifosi. 

Tutto ci aspettavamo dagli hydration break, tranne che fossero fischiati dal pubblico. E invece al Mondiale sta avvenendo proprio questo, anche durante le partite degli Stati Uniti: la gente, per lo meno quella non ancora pecoronizzata, si ribella alle novità che non migliorano il calcio. C'è speranza, quindi, anche se non troppa. Rimanogono al Mondiale le due interruzioni in più in un calcio già spezzettato, che di fatto è stato trasformato in un calcio con quattro tempi. Il successo commerciale di queste interruzioni è però indubbio ed è per questo che i dirigenti televisivi, anche quelli italiani, danno per scontato che la FIFA proverà a renderli un’usanza fissa in tutte le competizioni per nazionali, a prescindere dal fatto che si giochi con 40 gradi o con 10. L'UEFA al momento è fredda, ma la lunga marcia verso tutto il calcio dato in chiaro (era il punto 1 della Superlega di Perez e Agnelli...) rende interessante qualsiasi spazio per piazzare spot. In ogni caso per chi guarda soltanto gli highlights fa poca differenza, anche se le partite stanno piacendo molto.  

Malagò è un personaggio così trasversale, pur essendo inviso a buona parte del Governo, che fino al primo luglio, cioè al primo consiglio federale, in tanti possono aspirare alla vicepresidenza FIGC, al ruolo di commissario degli arbitri (tema che lascia freddo il neopresidente, fra l’altro la A vorrebbe aspettare che Rocchi esca pulito da quella che allo stato attuale sembra una montatura), a vari incarichi di sottogoverno (in qualche modo dovrebbe rientrare Buffon), a fare il direttore tecnico (ci spera ancora il pentito Ranieri, ma la logica dice Maldini) e ovviamente alla panchina della Nazionale, corsa fra Mancini e Conte con Mancini che è nettamente il preferito di Malagò, che peraltro potrebbe nominarlo anche contro il volere del Consiglio. Una settimana di luna di miele, di giornalisti chiamati per nome, e poi si accorgerà della differenza fra il calcio e sport che fanno discutere soltanto ogni quattro anni.

stefano@indiscreto.net