La Turchia di Vincenzo Montella è fuori dal Mondiale dopo due sole partite, perse contro Australia e Paraguay a causa di un numero incredibile di occasioni da gol sbagliate e del rendimento sotto le aspettative dei giocatori più attesi, da Calhanoglu a Yildiz, da Akturtoglu a Kadioglu, con il solo Arda Guler a sembrare brillante. Risultati bugiardi ma comunque risultati, per sfortuna di Montella che ha un contratto fino al 2028 e difficilmente resisterà a questo flop e alla pressione dei media che invocano il ritorno di Fatih Terim, 73 anni, già tre volte c.t turco fra alti (le semifinali a Euro 2008) e bassi, il quasi coetaneo Gunes (c.t. del precedente Mondiale turco, quello storico del 2002) e altri nomi il più credibile dei quali è Avci. In ogni caso da questo girone alla fase a eliminazione diretta andranno una discreta squadra, gli USA di Pochettino, e forse due impresentabili come Australia e Paraguay. Ma non c’è alcun complotto o ingiustizia: non segnare è una colpa e il fu Aeroplanino lo sa bene.
Ronaldinho torna a giocare a 46 anni e lo fa in Serie C, nel Ravenna. Ovviamente è una trovata pubblicitaria, nella migliore delle ipotesi il campione del mondo 2002 vedrà il campo qualche minuto, comunque per noi emozionante, nella squadra che ha come vicepresidente Ariedo Braida, decisivo (insieme ai soldi male investit da Ronaldinho nel recente passato) nel convincerlo. La presentazione ufficiale è fissata per il 23 giugno a Miami, in un evento che il patron del Ravenna, Ignazio Cipriani, vuole in grande stile. L'ultima partita ufficiale di Ronaldinho risale al 2015, con il Fluminense. Da allora, apparizioni in tornei di esibizione, eventi di beneficenza, qualche partita di beach soccer, spot. Ricollegandoci al discorso sui quarantenni e dintorni, più volte fatto, il calcio di oggi con le cinque sostituzioni, le tante interruzioni e le rose sterminate (non è il caso del Ravenna di Mandorlini) avrà anche ritmi più alti ma favorisce queste presunte ‘favole’. Poi tutti noi amiamo il già visto e il già sentito, il tempo che si ferma, il vecchio campione che non si arrende. Comunque obbiettivo raggiunto: tutto il mondo sta parlando del Ravenna, a prescindere dal fatto che Ronaldinho ci giochi davvero.
In questa prima fase del Mondiale il Brasile di Ancelotti sta spendendo davvero poco ed è giusto così, per chi sogna di dover giocare otto partite, di cui cinque senza domani. Contro Haiti è bastato un primo tempo di passaggi filtranti in verticale contro una difesa da calciobalilla per portare a casa partita e complimenti esagerati, figli anche delle critiche post Marocco. Decisivi gli inserimenti di Danilo in difesa e soprattutto di Matheus Cunha in attacco al posto di Igor Thiago: la punta del Manchester United si è trovata benissimo con Vinicius e Raphinha e senza infortuni la Selecão andrebbe avanti così fino alla fine, a meno di una resurrezione di Neymar che il commissario tecnico è il primo a non augurarsi anche se per la partita contro la Scozia il giocatore più amato del Brasile sarà disponibile. Non è comunque una vicenda soltanto mediatica, perché Ancelotti il Neymar trentaquattrenne lo vede al massimo come trequartista centrale, alternativa a Paquetà (che sta giocando bene), non come alternativa alle punte anche se il problema muscolare di Raphinha nell’immediato suggerirebbe questa soluzione. Ma se c'è uno che sa come prendere le stelle questo è Ancelotti.
L’atmosfera un po’ turistica del Mondiale ha quasi azzerato le polemiche sugli arbitraggi, comunque finora mediamente buoni. Questo non toglie che le prime applicazioni delle nuove regole stiano facendo discutere. Proprio nella citata Brasile-Haiti l'arbitro spagnolo Hernández ha sanzionato la perdita di tempo del portiere di Haiti, reo di aver impiegato più di cinque secondi per rinviare il pallone. Conto alla rovescia, e alla scadenza ha assegnato un calcio d'angolo al Brasile. Nessun cartellino, nessuna ammonizione: solo la palla che cambia squadra. Tutto giusto, speriamo di vederlo applicato anche in una normale Serie A, anche se il tempo effettivo renderebbe inutili tutte queste trovate anti-furbizia. È arrivato anche il primo cartellino rosso legato alle parole pronunciate coprendo la bocca con la mano: protagonista Almiron, ala destra del Paraguay, espulso contro la Turchia. Il principio è chiaro: coprire la bocca per sfuggire alla lettura labiale non è una furbizia tollerata, ma un'aggravante. Se vuoi insultare l'avversario, almeno fallo alla luce del sole.
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