Con Ruben Amorim il Milan ha decisamente voltato pagina rispetto ad Allegri. Per motivi tattici, visto che la rigidità del portoghese con un 3-4-3 o 3-4-2-1 viene da dire alla Zaccheroni, e con l’enfasi sulla costruzione è tutt’altra cosa rispetto alla gestione delle situazioni dell’allenatore oggi al Napoli. Per motivi caratteriali, perché Amorim ha la fama di essere rigido in molti rapporti, un po’ alla Conte, e che quindi funziona di più in un contesto medio-alto come lo Sporting Lisbona, dove ha fatto benissimo, che in uno stellare (sulla carta) come il Manchester United che rilevò da Ten Hag, portandolo al peggior piazzamento della sua storia recente. Per motivi di passaporto: perché con questo ribaltone tutto internazionale (Kröschke direttore tecnico e Hardung direttore sportivo, sempre che si liberino dall’Eintracht, cosa non sicura, più Bobby Gardiner, al Milan dal 2019, promosso responsabile dello scouting) il segnale lanciato da Cardinale e Ibrahimovic è chiarissimo. Aria nuova, scouting, plusvalenze, sostenibilità, progetto, eccetera, insomma tutte le parole-slogan che ormai sono interiorizzate e ripetute a pappagallo da buona parte dei giornalisti-addetti stampa e dei tifosi-clienti del calcio italiano. Questo non toglie che Amorim sia giovane, bravo e desideroso di riscatto in un ambiente che fino a marzo sognava lo scudetto e che quindi tanto male, come è sembrato con l’ultimo Allegri, non deve essere.
Ci sono domande che non possono avere risposta e una di queste è la seguente: cosa importerà mai a Claudio Lotito della Reggina? Il proprietario della Lazio, pressato da più parti per vendere a un acquirente che ancora non si è palesato, è adesso seriamente interessato a rilevare la Reggina da Nino Ballarino e la sua offerta sarebbe stata ritenuta migliore rispetto a quella di Rizzetta, padrone del Campobasso ma soprattutto del Napoli basket, alla finestra fra l’altro con De Laurentiis per il Napoli calcio e attivissimo su tutti i nuovi fronti della pallacanestro europea, in mezzo a un caos organizzativo senza precedenti. Va detto che la Reggina è in Serie D, quindi Lotito nel caso non infrangerebbe le nuove regole sulla multiproprietà (peraltro valide dal 2028), ma rimane il fatto che un imprenditore che sta annaspando con la Lazio si imbarchi in un’avventura senza alcun senso, se non per il potenziale di Reggio Calabria e della Calabria (ma all’ultimo conteggio Roma ne ha di più). Già la sola trattativa non aumenta la sua popolarità presso i tifosi della Lazio. Che comunque potrebbero ritrovarsi uno che dice le stesse cose di Lotito ma in inglese.
Domanda con risposta è invece questa: quanto è bravo il procuratore di Juric? Beppe Riso è riuscito a collocare di nuovo in Serie A, con il neopromosso Monza lasciato inspiegabilmente da Bianco, un allenatore reduce da fallimenti alla Roma, al Southampton e all’Atalanta, scatenando le ire di tanti allenatori disoccupati contro il proprio, di procuratore. Va detto che Riso con il Monza, fin dai tempi in cui c’era il suo maestro Galliani, ha un rapporto preferenziale, ma questo non toglie che in uno sport opinabile come il calcio la meritocrazia spesso non esista. Non significa che Juric sia un cattivo tecnico, anzi pensiamo che Monza sia la sua giusta dimensione, ma soltanto che alcuni (Gattuso?) abbiano opportunità che il 99% dei colleghi, a parità di risultati, si sognerebbero.
L'onestissimo catenaccio di Capo Verde, con un portiere in stato di grazia e mille errori della Spagna, ha portato al risultato più clamoroso di questa prime giornate del Mondiale. Anche se tutti i giocatori di questo piccolo paese sono cresciuti calcisticamente all'estero e in molti casi ci sono anche nati: insomma, più che una favola buona per lo storytelling si tratta di una distorsione prodotta dalle doppie nazionalità, una cosa tipo Curaçao ma non solo (pensiamo al Marocco, salendo di livello). Mandiamo in Africa o meglio ancora in Centro-America un'Italia B o anche C e la vedremo quasi certamente nella fase finale del Mondiale. Tutto questo per dire che non è che ogni partita del Mondiale si possa trasformare in una lagna anti-italiana: sono andati male Gravina, Gattuso e i giocatori, ma un movimento non si può giudicare per un gol sbagliato da Kean o Dimarco.
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