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Platini contro Infantino

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© Getty Images
Il ribaltone della FIFA, la clausola di Yamal, la carta Baldini e il segnale di Commisso

Con il Mondiale ormai al fischio di inizio la FIFA ha un presidente che viene considerato una sorta di usurpatore da molti, in particolare da chi avrebbe voluto e dovuto essere in quel posto dopo la fine dell’era Blatter. Michel Platini ha adesso presentato una denuncia per calunnia e traffico di influenze proprio contro Infantino, suo ex collaboratore e sua invenzione politica. Si ritorna al 2015, quando l’ex fuoriclasse della nazionale francese e della Juventus, dalla UEFA lanciato verso il governo del calcio mondiale, fu azzoppato dall’accusa dei pubblici ministeri svizzeri di avere percepito illegalmente dalla FIFA quattro anni prima (quindi nel 2011) due milioni di franchi. In cinque diverse sedi giudiziarie, due volte presso la FIFA, poi presso la Corte Arbitrale dello Sport e poi presso due tribunali penali federali svizzerii, Blatter e Platini hanno spiegato che si trattava di un accordo verbale stipulato nel 1999 su un compenso che Platini avrebbe dovuto ricevere per un incarico di consulenza svolto tra il 1998 e il 2002. Risultato finale: dopo quasi un decennio di indagini e un'assoluzione in primo grado nel 2022, Platini e Blatter sono stati nuovamente assolti dalla Corte d'appello di Muttenz, in Svizzera, nel marzo 2025. In parole povere: quei soldi erano per un lavoro che effettivamente Platini aveva svolto per la FIFA, ed erano anche stati dichiarati al fisco. La domanda è quindi semplice: clamoroso errore giudiziario o complotto con un beneficiario ben chiaro?

Il miglior presidente calcistico di club, non soltanto del Real Madrid, di tutti i tempi, con tutto il rispetto per Santiago Bernabeu che non doveva battere avversari con dietro nazioni e fondi illimitati, ha deciso di pagare 15 milioni per liberare Mourinho dal Benfica e soprattutto ha promesso un mercato di enorme impatto dopo Konaté e Dumfries. Verrebbe da dire mercato galactico se non fosse che nel calcio di oggi esiste un solo fuoriclasse che unisca popolarità, valore in campo e capacità di essere personaggio divisivo, e questo personaggio si chiama Lamine Yamal. Il cui miliardo di euro di clausola di rescissione lo mette al di sopra dei sogni anche di un Florentino Perez. 

Le azioni dei possibili nuovi commissari tecnici della Nazionale salgono e scendono minuto per minuto, senza novità sostanziali e senza nemmeno che sia sicuro il nome del nuovo presidente della FIGC (entro il 22 giugno i nemici di Malagò, cioè buona parte del Governo, cercheranno di usare la carta dell’ineleggibilità) o che questi abbia deciso fra i suoi due principali candidati, Conte e Mancini con il secondo in grande risalita, e gli outsider amati dai giornalisti. Fra questi outsider, che Malagò non 'vede', un Silvio Baldini che si sente lanciato dalle due insulse amichevoli con Lussemburgo e Grecia e da Olimpiadi ancora tutte da conquistare. Aria fritta, che potrebbe smettere di essere tale se Malagò verrà bloccato: in questo caso un candidato di apparato come Abete potrebbe davvero giocarsi la carta Baldini. Ma a due settimane dal voto sembra fantacalcio.

La Fiorentina è il treno giusto per Fabio Grosso, visto che peggio della passata stagione non potrà fare e che il campione del mondo 2006 ha diverse caratteristiche che fanno pensare a una stagione positiva. Un rapporto eccellente con Paratici, che lo lanciò nella Primavera della Juventus, quindi difficilmente vedremo il solito teatrino allenatore-direttore sportivo, una notevole esperienza in ambienti molto diversi fra di loro, con alti (Frosinone e Sassuolo su tutti) e bassi, anche molto bassi, un 4-3-3 che non porterà rivoluzioni in una rosa viola che non sarà rivoluzionata, una fama di giochista (qualsiasi cosa voglia dire) alimentata dai media che a quelli del 2006 riservano un trattamento di favore, permettendo ai vari protetti di trovare sempre nuove occasioni dopo i fallimenti. La vera incognita della Fiorentina 2026-27, la prima stagione che parte senza Rocco Commisso, è Giuseppe Commisso. E la sua richiesta di riduzione del monte ingaggi, attualmente intorno ai 60 milioni, quindi in zona settimo-ottavo posto in Serie A, non è un gran segnale. 

stefano@indiscreto.net