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Italia da non buttare

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© Getty Images
L'Under 17 di Franceschini ha vinto l'Europeo di categoria, smentendo qualche luogo comune...

Diciamolo subito: le medaglie giovanili sono da asteriscare quando le vincono gli altri ma anche quando le vinciamo noi. Detto questo, il trionfo dell’Italia Under 17 di Franceschini agli Europei di Tallinn, due anni dopo quello del 2024 a Cipro (l’anno scorso terzo posto), dice che la qualità dei giovani italiani più forti è del tutto paragonabile a quella dei presunti modelli che vengono tirati fuori dopo ogni fallimento della nazionale maggiore: Spagna, battuta in semifinale ai rigori, Francia, battuta 1-0 nel girone, lo stesso Belgio superato in finale ai rigori, Germania e Inghilterra che nemmeno si erano qualificate, l’Inghilterra addirittura perdendo tutte le partite. Diversa è senza dubbio la quantità di buoni giocatori, in rapporto alla popolazione, che viene prodotta, ma questo è anche un discorso che riguarda l’opportunità e la convenienza dei club.

L’Italia è fra le 8 qualificate anche per l’Europeo Under 19 che si gioca a fine mese in Galles, mentre l’Under 21 di Baldini ha finora avuto un rendimento decente, che le consente di sperare nel passaggio alla fase finale come migliore delle seconde o, al limite, attraverso i playoff. Quanto alla nazionale maggiore traghettata nelle ultime due amichevoli con i giovani, due vittorie e un'operazione simpatia di cui c'era bisogno. Nessuno scenderà in piazza per questi risultati ma va sottolineato come un buon livello medio giovanile non sia mai mancato.

Semmai c’è da riflettere non sul fatto che l’appassionato medio non conosca Lupo, l’eroe della manifestazione, o Biondini, cosa che ci sta, ma sulla carriera dei campioni di due anni fa. Chi ha avuto una reale possibilità di assaggiare il calcio vero, pur essendo ancora in età da Under 19? Pessina nel Bologna per poche partite, molto più concretamente Camarda nel Lecce e Liberali nel Catanzaro. E basta. Per avere l’idea della carriera completa prendiamo come riferimento l’Under 17 di Zoratto, seconda all’Europeo 2013, quindi con gente che oggi ha 30 anni o quasi: da quella squadra sono emersi Dimarco, Audero e Calabria, ma dignitose carriere, hanno avuto quasi tutti gli altri, da Scuffet a Bonazzoli, da Tutino a Calabresi.

stefano@indiscreto.net