L’usato relativamente sicuro di Allegri preferito a suggestioni da nerd ma anche ad allenatori di Serie A in ogni senso come Italiano. La scelta di De Laurentiis per il Napoli del futuro ha sorpreso molti, tranne chi ha seguito il suo club negli ultimi 22 anni: le scommesse lui le ha sempre fatte sui giocatori, e nemmeno tante, mai invece sugli allenatori. O, se vogliamo, su alcuni attori ma mai sul regista: il cinepanettone deve vincere il suo campionato, non avere buona stampa, quindi va affidato a Neri Parenti e non a un regista emergente. Tornando al calcio bisogna dire che fra Ventura e Allegri ci sono stati altri undici tecnici e quasi tutti (Reja, Mazzarri, Benitez, Ancelotti, Spalletti, Garcia, Conte) al momento della firma erano rodatissimi, mentre qualche rischio in più era stato preso con Donadoni, comunque ex c.t. della Nazionale, Sarri, che aveva alle spalle una lunga carriera ma solo un anno di Serie A, Gattuso, che già era stato sulla panchina del Milan, e Calzona, c.t. della Slovacchia e con un bel passato da assistente a Napoli. Come si vede, gente che al Napoli ha fatto benissimo e gente che ha fatto malissimo, non è questo il punto. La costante è che De Laurentiis, così come la maggior parte degli imprenditori, non ha mai affidato e mai affiderebbe i suoi investimenti al ‘giovane’ che piace ai media ed infatti l’unico vero concorrente di Allegri era Sarri.
Esiste un solo tifoso del Real Madrid che sia rimasto turbato dalle convocazioni di De La Fuente per il Mondiale? Ecco, al di là dei discorsi nostalgici il nuovo calcio è tutto qui, nelle scarse reazioni (al massimo se ne è parlato come si parla di una curiosità) al fatto che per la prima volta in 17 campionati mondiali il club più prestigioso del mondo non abbia nemmeno un convocato nella Spagna, mentre ovviamente ne ha tanti altri in nazionali non spagnole, da Mbappé in giù. L’unico possibile fra i 26 poteva essere Huijsen, secondo noi escluso ingiustamente, ma nessuno a Madrid scenderà in piazza per lui. Al massimo i tifosi del Real guarderanno con antipatia una nazionale con 8 giocatori del Barcellona. In scala minore, minore anche perché al Mondiale non ci siamo qualificati, è quello che accade anche in Italia, almeno dagli anni Novanta. Bambini sconvolti dal flop di Zenica non ne abbiamo visti, ma nemmeno adulti.
Non crediamo allo scudetto dei bilanci, spesso usato a sproposito per giustificare fallimenti sportivi, mentre crediamo molto nell’importanza dei dirigenti e degli allenatori. Per questo è interessante ed istruttiva la classifica stilata dal sito Calcio & Finanza riguardante il costo per punto nella Serie A 2025/26, sommando ammortamenti, costo dei prestiti, ingaggi lordi e dividendo per il numero dei punti al termine delle 38 giornate. Da tutto questo emerge che i dirigenti e/o allenatori più bravi d’Italia fra i top club sono quelli del Como con 1,46 euro a punto (fra l’altro Fabregas è sia dirigente sia allenatore, addirittura anche azionista), seguiti da quelli del Bologna con 1,57 e dalla Lazio del contestato Lotito a 2,05. Quarta l’Inter campione d’Italia che ha pagato 2,26 milioni ogni suo punto, davanti all’Atalanta e alla Roma, rispettivamente 2,32 e 2,34. Settimo il Milan a 2,75, fuori da teoriche coppe Fiorentina (2,87), Napoli (3,16) e Juventus (3,49). Non c’era bisogno di statistiche per intuire che nel calcio senza salary cap non si gioca ad armi pari, ma i numeri però danno una buona misura di chi ha fallito e di chi no.
Sembrava poter essere l’inizio di una grande storia d’amore ed alla fine, invece, ognuno se ne andrà per la propria strada: Ricky Massara da una parte e Gian Piero Gasperini dall’altra. Ora è ufficiale: il club giallorosso infatti ha annunciato, tramite un comunicato ufficiale, la risoluzione consensuale con il dirigente a meno di un anno dal suo (terzo) arrivo a Trigoria. “La AS Roma - si legge nel comunicato - annuncia la risoluzione consensuale del contratto con il Direttore Sportivo Frederic Massara. Il Club ringrazia Frederic per la professionalità, la dedizione e il contributo offerti nel corso della stagione. Anche grazie al suo lavoro sono stati raggiunti importanti obiettivi, tra cui la qualificazione alla prossima edizione della UEFA Champions League".
Gasperini non fa prigionieri, a maggior ragione dopo la conquista della qualificazione alla Champions. Il terzo addio di Massara alla Roma era scontato da quando Ranieri se ne era andato e infatti è arrivato, con il direttore sportivo che dopo meno di un anno (subentrò a Ghisolfi) lascerà il posto a Tony D'Amico, che all'Atalanta ha lavorato bene con Gasperini e che alla Roma riproporrà quel modello con pressioni però nemmeno paragonabili a quelle di Bergamo, dove ad esempio il settimo posto di quest'anno è stato preso con filosofia. Tutto da dimostrare che D'Amico abbia quell'aggressività sul mercato che secondo Gasperini mancava a Massara, visto che alla Roma il problema a parte i paletti UEFA è la catena di comando con i Friedkin al tempo stesso vicini e lontani.
Il personaggio del raduno della Nazionale A-Sperimentale-Under 21, non sapremmo come chiamarla, radunatasi a Coverciano è ovviamente Silvio Baldini, eredità dell'epoca di Buffon kingmaker che forse arriverà a fino alle Olimpiadi di Los Angeles, se si qualificherà, con la sua Under 21. Grande elargitore di titoli da conferenza stampa (l'ultimo sul calcio italiano gestito da lestofanti, ma è lo stesso calcio che ha lui come c.t.), Baldini per qualche giorno aveva cullato il sogno di succedere davvero a Gattuso, grazie ai tanti veti incrociati su questo o quel nome, e adesso aspetta con una certa ansia la nomina del nuovo c.t. e soprattutto del direttore tecnico che Malagò vorrebbe giocarsi con un nome indiscutibile alla Maldini o uno di prestigio ma un po' ammaccato come Ranieri. In sintesi: l'unico dei nomi in circolazione con cui Baldini ha una buona sintonia è Roberto Mancini. Non significa che il c.t. sarà Mancini, ma soltanto che con chiunque altro la posizione di Baldini sarebbe meno solida.
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