Se il calcio avesse una logica Gerry Cardinale richiamerebbe Maldini al Milan e offrirebbe qualsiasi cosa ad Antonio Conte per arrivare sulla panchina rossonera nella sua situazione perfetta, grande club reduce da una stagione fallimentare. Ma il calcio quasi mai ha logica e Maldini starà alla finestra aspettando la FIGC o altro, mentre al presidente rossonero Conte piace molto meno di altri allenatori che passerebbero più come sue scelte, ognuno può sparare lo spagnolo-catalano-basco da progetto che gli è più simpatico (parentesi: Iraola sarebbe aria pura, scelta rischiosa per la difesa altissima e tutto il resto ma anche molto affascinante). Sono considerazioni non calcistiche, perché quelle calcistiche Cardinale se le fa suggerire da Ibrahimovic, surreale vincitore di una guerra che ieri ha registrato l’esonero di Allegri, Tare, Moncada e Furlani. Mai vista una cosa del genere, per lo meno mai vista accadere in contemporanea e con un comunicato del club in cui senza mezzi termini si parla di fallimento. La stagione in cui Ibrahimovic ha scelto allenatori (Fonseca e Sergio Conceicao) e strategie di mercato, quella di "Io sono il boss", facendo anche da motivatore fra un impegno e l’altro, è stata di sicuro peggio di quella appena conclusa, quindi finora lo svedese da dirigente o consigliere non ha certo mostrato un tocco magico né grande presenza nel quotidiano. A questo punto più del nome dell’allenatore, visto che quelli bravi non mancano (senza dimenticare che con un pareggio contro il Cagliari saremmo qui a esaltare il pragmatismo di Max, la Champions primo step di crescita, eccetera), sarà interessantissimo quello del direttore sportivo. Qui sì Cardinale ha una preferenza sua personale, cioè Paratici, già incontrato l'anno scorso di persona, Difficile ma non impossibile.
L’unico italiano che abbia avuto qualche beneficio dalla Nazionale di Gattuso è… Gattuso. Che dopo il disastro di Zenica riparte dalla panchina della Lazio: le otto partite sulla panchina azzurra hanno quindi rilanciato una carriera finora mediocre, nemmeno paragonabile a quella del Gattuso giocatore: esonero rapido al Palermo, dimissioni rapide all’OFI Creta, promozione in B e poi retrocessione al Pisa (ma in una situazione societaria caotica), in rapporto alla rosa non male al Milan, invece male al Napoli e malissimo al Valencia e al Marsiglia, con poi una discreta stagione all’Hajduk Spalato. In mezzo tante situazioni da ‘manca soltanto la firma’, compresa la Lazio di sette anni fa quando Lotito stava per esonerare Simone Inzaghi e la brutta figura fatta con la Fiorentina, colpa anche di Jorge Mendes che però per tutto il resto deve ringraziare. Con la Lazio potrà fare peggio del nono posto di Sarri, un flop fatto passare quasi come un’impresa? Di sicuro Gattuso ha avuto chance, non dimentichiamo l'offerta del Torino, che nessun altro con il suo curriculum da allenatore avrebbe avuto. Insomma, dire che nel calcio conti soltanto il merito è una frase fatta.
Fra i dirigenti più contestati d’Italia c’è giustamente Luigi De Laurentiis, che dal gol di Pavoletti (stiamo parlando del 2023 ormai) che regalò la A al Cagliari di Ranieri non ne ha più azzeccata una. Playout con salvezza, nono posto, playout con retrocessione, in mezzo a un viavai di dirigenti, Di Cesare l’ultimo, e allenatori scelti senza una linea. Non sarà un record, ma 9 cambi di allenatore in 3 stagioni, con 7 allenatori diversi (Mignani, Marino, Iachini, Federico Giampaolo, Longo, Caserta, Vivarini) sintetizzano bene il disastro. Intanto la scadenza del 2028 si avvicina, anche se magari non sarà il Bari ad essere venduto.
Speriamo che le amichevoli con Lussemburgo e Grecia passino presto, insieme all’annessa retorica sui giovani visto che la Nazionale maggiore, per quando eliminata dal Mondiale (ma comunque dodicesima nel ranking FIFA) rimane qualcosa di diverso dall’Under 21 che Baldini ha convocato in massa insieme a Donnarumma perché il capitano azzurro ci tiene e perché ha già dato la sua disponibilità come fuoriquota per le Olimpiadi di Los Angeles (tutte da conquistare, peraltro). A Creta ritengono di essere stati presi in giro e non hanno torto.
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