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Derby senza Sinner

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© Getty Images
La paura di Roma-Lazio, l'incompetenza sui calendari, il ritiro di Masiello, i bosniaci all'estero e la nuova vecchia Supercoppa

Un autentico capolavoro di incompetenza farà sì che metà turno di Serie A si giochi domenica prossima alle 12:30: non soltanto Roma-Lazio, ma anche le partite delle squadre che come la Roma hanno ancora la qualificazione Champions in discussione, da Pisa-Napoli a Como-Parma, da Genoa-Milan a Juventus-Fiorentina. Una tragedia per gli ascolti televisivi italiani, senza contare i disagi per le persone che vanno allo stadio. Ma c’è ancora un asterisco, perché in ogni caso il prefetto di Roma Giannini, non l'indimenticato Principe, potrebbe decidere di far slittare tutto, e quindi tutte e cinque le partite, a lunedì. Non di sera, come sarebbe logico per partite disputate in un giorno feriale, ma alle 18 perché che il derby romano non possa più essere giocato di sera è diventato un dogma. Da terzo mondo ma pur sempre un dogma, infatti l’ipotesi serale era sempre stata scartata da Simonelli e De Siervo ben sapendo che il prefetto l’avrebbe bocciata. a dirla tutta, anche con il derby alle 12:30 tifosi di calcio e di tennis si incroceranno lo stesso per almeno un'ora, a meno che i secondi non arrivino all'ultimo momento. 

Dicevamo dell’incompetenza: ma chi è che fa i calendari? La faccia è quella di Simonelli e De Siervo, ma dal punto di vista operativo la responsabilità di Andrea Butti, nella Lega Head of Competions and Operations: spettava a lui studiare e inserire alcuni limiti nell’algoritmo del sorteggio. Così è stato per San Siro durante le Olimpiadi, per gli scontri diretti fra suadre impegnate in Europa, per gli stessi derby che non possono essere collocati in turni infrasettimanali, oppure nella prima e nell’ultima giornata. L’ex dirigente dell’Inter, di recente convocato dal pm Ascione come persona informata sui fatti nell’inchiesta su Rocchi e il sistema arbitrale, è sottoposto a pressioni da parte dei club e televisioni, soprattutto per anticipi e posticipi, ma questo non c’entra con il caso specifico, perché da un anno si sapeva che domenica 17 maggio ci sarebbe stata la finale del torneo di tennis. L’incompetenza è ovviamente anche di chi non è in grado di mantenere l’ordine pubblico per una partita di calcio, mentre il problema di base sono i delinquenti, che molti giornalisti ancora nel 2026 considerano ‘i veri tifosi’, che impediscono al 99% dei tifosi di Roma e Lazio di assistere al derby di sera.

Non si può dire che Andrea Masiello mancherà al calcio italiano, ma il suo ritiro annunciato qualche giorno fa al Südtirol, evitando per l’ennesima volta di incrociare il Bari (questa volta nei playout di B) ha fatto lo stesso discutere, a 15 anni dal Bari-Lecce combinato, con tanto di autogol dello stesso Masiello, che gli spezzò (giustamente) la carriera, poi ripresa con buoni risultati a Bergamo. Da allora Masiello da giovane destinato a grandi traguardi è diventato il cattivo di un sistema che, come poi si è visto, ha scommettitori e taroccatori in ogni squadra, spesso gente che fa soldi truffando i compagni. 

I 26 convocati della Bosnia per il Mondiale offrono uno spunto di riflessione sul tema ‘italiani che non giocano in Serie A’, visto che nessuno dei 26 gioca in Bosnia e andando oltre i giocatori da copertina, da Dzeko ad Alajbegovic passando per gli italiani Kolasinac, Muharemovic e Hadzekadunic, tanti sono in campionati di secondo piano come quelli rumeno o cipriota. Non c’è soltanto la Serie A e arrivati a 19 anni ci si può mettere in mano a un bravo procuratore che trovi una situazione per crescere giocando piuttosto che a un maneggione da tutto e subito, magari da panchinaro fisso.

Inter-Lazio di domani non sarà soltanto la finale di Coppa Italia, ma in data da definirsi sarà anche quella di Supercoppa. Sì, perchè nel disinteresse generale le Final Four sono state abolite e la Supercoppa è tornata in partita unica con il rischio addirittura che si possa giocare in Italia. Eppure un torneino con un trofeo in palio fra, ipotizziamo, Inter, Napoli, Juventus e Lazio, sarebbe stato interessante, magari in una grande città senza Serie A, la Bari della situazione.

stefano@indiscreto.net