Home

Calcio

Calcio Internazionale

Formula 1

Basket

Altri Sport

Personaggi

Guerin Sportivo

LIVE

Kvara Champions

LEGGI TUTTO
© Getty Images
Il miglior calciatore del mondo, l'insulto di Roma-Lazio e l'orario di PSG-Arsenal

IL PSG è di nuovo in finale di Champions League e a Monaco si è vista un’altra prestazione pazzesca di Kvaratskhelia per qualità individuale ma anche per numero di palloni toccati. Se non fosse l’anno del Mondiale il Pallone d’Oro sarebbe già suo di diritto: se la Champions è sul piano tecnico il miglior torneo del mondo lui in questo momento è il miglior calciatore del mondo. La domanda, che si è fatto anche Conte un anno fa, è semplice: perché Kvaratskhelia gioca nel PSG e non nel Napoli? Meno semplice è la risposta, nonostante la clamorosa differenza di ingaggio: il georgiano al Napoli era uno dei meno pagati fra i titolari, circa 1,5 milioni netti l’anno, mentre al PSG ne prende quasi 11. Certo De Laurentiis più volte aveva provato a prolungargli il contratto, che sarebbe scaduto nel 2027 (quindi non era con l’acqua alla gola), a una cifra intermedia, e nell’estate dell’arrivo di Conte aveva anche rifiutato offerte ben più alte di quelle che poi avrebbe accettato dal PSG il gennaio successivo. Offerte di mezza Premier League e anche dello stesso PSG… Cosa è poi successo in pochi mesi? È successo che Kvaratskhelia non ha avuto dal Napoli l’ingaggio che voleva, ma soprattutto che non gli piaceva il modo in cui Conte lo utilizzava e del resto fare l’esterno con libertà nel 4-3-3 di Spalletti è diverso che fare la seconda punta o peggio ancora l’esterno di centrocampo nel 3-5-2. Inoltre l’agente gli aveva messo in testa, giustamente, che la Champions League avrebbe avuto più probabilità di alzarla con il PSG di Luis Enrique, che peraltro in quel periodo stava facendo pena, che con il Napoli di Conte. E così a Manna non è rimasto che accettare il premio (comunque 80 milioni, la somma di quanto pagato mesi dopo per Beukema, Lucca e Lang) di consolazione. Rimane la curiosità di sapere cosa avrebbe fatto il Napoli di Conte in Champions con Kvara: tre stagioni fa con Spalletti arrivò nei quarti, due stagioni fa con Rudi Garcia e Mazzarri si qualificò per gli ottavi. 

Fra le polemiche più pretestuose dell’anno c’è senz’altro quella sul derby di Roma domenica 17 maggio alle 12:30, orario non ancora ufficiale, che Sarri ha definito “Un insulto alla città di Roma”, annunciando che diserterà le interviste nel post-gara: ma DAZN cosa c’entra? A dire il vero l’insulto non arriva soltanto dall’incompetenza della Lega e degli stessi club, che alla compilazione dei calendari conoscevano già la data della finale degli Internazionali d’Italia di tennis (altri chiedono di evitare concomitanze con la sagra della porchetta, non si dice con Sinner), appunto il 17 maggio, ma anche da quella minoranza rumorosa di tifosi di Roma e Lazio che non permette di giocare il derby in notturna. Il problema delle 12:30 è anche, se non soprattutto, il costringere a giocare in contemporanea le partite della squadre con lo stesso obbiettivo della Roma, quindi Como-Parma, Genoa-Milan, Juve-Fiorentina e magari Atalanta-Bologna. 

A proposito di orari, PSG e Arsenal giocheranno alle 18 di Budapest (che poi sono anche le 18 nostre) la loro finale di Champions. Una vera svolta rispetto al passato, basata sulle idee personali di Ceferin e anche sulla maggior parte dei sondaggi, che indica nel tardo pomeriggio dei giorni festivi la collocazione delle partite più gradita ai tifosi allo stadio e anche a quelli a casa. Senza contare la possibilità maggiore di intercettare i più giovani e i bambini, difficilmente coinvolgibili fino a mezzanotte, in caso di supplementari. Insomma, per motivi anche televisivi un ritorno a un passato paleo-televisivo, ricordando le certe finali di Coppa dei Campioni degli anni Cinquanta e Sessanta, su tutte quella del 1963 quando il Milan a Wembley battè il Benfica di Eusebio giocando alle 15 di un normale mercoledì pomeriggio (e infatti lo stadio era mezzo vuoto). Senza arrivare a tanto, sembra una buona idea giocare la maggior parte delle partite poco prima di cena o comunque non costringendo la gente ad andare di notte per i vari Bronx. 

stefano@indiscreto.net