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Calciatori per Malagò

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© LAPRESSE
I saluti al commissario, il livello di Atletico Madrid-Arsenal, la regola Prestianni-Vinicius

Solo un improbabilissimo commissario potrebbe impedire a Giovanni Malagò di diventare il 22 giugno presidente della FIGC. Calciatori e allenatori, cioè AIC e AIAC, si sono infatti dichiarati a favore della sua candidatura e siccome di solito votano compatti questo 30% complessivo si sommerà al 18% della Serie A. A questo punto a Malagò per la presidenza basterebbe il sostegno della B di Bedin, probabile, o della C di Marani, da valutare, o al limite cercare di convincere autonomamente qualche delegato dei Dilettanti, a meno che Abete non si tiri indietro lasciando spazio a una candidatura unica. Ecco, questo non sembra l’orientamento di Abete, che solo per il fatto che il Governo non voglia Malagò è diventato il candidato del Governo. Insomma l’unico argomento a favore del commissariamento rimane quello della riscrittura radicale delle regole: impossibile che Malagò o chiunque altro possa cambiare i pesi elettorali di chi lo ha eletto o che possa davvero rivoluzionare il sistema arbitrale. Semmai, se la posizione di Rocchi (tuttora gradito alla Serie A) dovesse aggravarsi il futuro presidente della FIGC potrebbe lui commissariare l’AIA convincendo al grande ritorno uno fra Rosetti (UEFA) e il più probabile Rizzoli (CONCACAF), anche se la mossa di maggiore impatto sarebbe Collina. Tornando a calciatori e allenatori, da cosa è stata motivata la loro scelta? La storia di Malagò insegna che il coinvolgimento degli ex atleti e degli uomini di campo, per lo meno di quelli con un minimo di spessore, ha sempre fatto parte del suo bagaglio e delle sue pubbliche relazioni. Quindi le candidature dirigenziali pop, uscite dalla porta insieme alle 900 pagine di Baggio, rientreranno dalla finestra sottoforma di Maldini o altri. 

L’andata di Atletico Madrid-Arsenal 1-1, con due rigori inventati all’italiana anche se Makkelie è olandese, non è stata proprio calcio-fogna, anzi è stata una partita ben giocata, ma certo nemmeno qualcosa di paragonabile allo spettacolo, comunque lo si voglia giudicare, di PSG-Bayern. A proposito: come ha ricordato Italo Cucci sul Corriere dello Sport, la teoria dello 0-0 risultato perfetto era di Annibale Frossi, non di Brera che comunque la condivideva. Al di là di questo è sembrato di vedere una buona partita di Serie A, come a dire che i fallimenti europei dei vari club non possono essere tutti ricondotti a un presunto ‘sistema’ ma a colpe di singoli e squadre. Per una volta ci vengono in supporto le statistiche, visto che i mitologici ‘dribbling tentati’ in Atletico-Arsenal sono stati 30, quasi la metà dei 57 di PSG-Bayern, mentre in Serie A di media se ne tentano 50 a partita. Nessuno ingabbia la fantasia, è solo che ci sono giocatori e allenatori più scarsi di altri, o magari capaci uguale ma che nell’occasione hanno fallito. Se è normale che l’Inter esca con il Bodo Glimt ‘bene organizzato e compatto’ (magari avrebbe dovuto scansarsi) e il Napoli si piazzi trentesimo su trentasei con nessuno che critichi Conte, allora è normale tutto. 

Il caso Prestianni-Vinicius ha prodotto una novità regolamentare, a partire dal Mondiale. In pratica chi parlerà con compagni e avversari portandosi la mano alla bocca, per coprire il labiale, sarà espulso. Una norma assurdamente severa, l’ennesima area di discrezionalità (e se si portano sulle labbra due dita invece dell’intera mano?) degli arbitri che creerà polemiche, più nei campionati futuri che al Mondiale, in cui tutti nella media si comportano meglio. L’incredibile fine del caso citato, con la linea difensiva di Prestianni del genere ‘gli insulti erano omofobi, ma non razzisti’ e le sei giornate di squalifica (ma di fatto tre), ha contribuito a far passare senza discussioni l’ennesimo provvedimento calato dall’alto, che almeno non ha l’ipocrisia di essere provvisorio come le soste alla metà dei tempi o, ai tempi del COVID, le cinque sostituzioni. Chissà Rocchi, o il suo successore, chi manderà a OpenVAR ai primi casi di espulsione per mano sulla bocca.

stefano@indiscreto.net