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© LAPRESSE
La scelta dei Friedkin, il c.t. dell'Italia ripescata, la Serie B alla Gravina

Nella sua lunga carriera Claudio Ranieri ha fatto tante scelte giuste e qualcuna sbagliata. E la più sbagliata di tutte, per distacco, è quella di aver detto di no alla panchina della Nazionale per fare il consulente alla Roma: era così con il senno dello scorso giugno, vista la vaghezza del ruolo, a maggior ragione è così adesso che i Friedkin hanno scelto Gasperini mettendolo nelle condizioni di andarsene. Tutto ufficializzato con un freddissimo comunicato, quasi offensivo per la storia di Ranieri. Si chiude quindi male la sua quarta vita romanista dopo quelle da giovane difensore lanciato da Scopigno, da allenatore di un quasi scudetto, da traghettatore nel post Di Francesco e da salvatore della patria giallorossa dopo l’esonero di Juric, con la Champions sfiorata e la tuttora inspiegabile trasformazione in consigliere dei Friedkin. Inutile scrivere sul passato cose già scritte dal Guerino questi mesi, passiamo al futuro. Quello di Massara, sgradito a 'Quarta scelta' Gasperini, sarà quasi certamente lontano da Roma: dal mazzo dei direttori sportivi disoccupati quello con la cilindrata più alta è Giuntoli, avrebbe più senso di qualche fantomatico profilo internazionale scelto da cacciatori di teste. Quanto ai giocatori, in puro stile Atalanta Gasperini ne vuole cambiare pochi in modo da sfruttare il lavoro già fatto: una buona notizia per i vari Pellegrini, Cristante e Mancini, meno buona per i Friedkin visto che i colpi non dovranno essere da trading ma colpi veri, per vincere o come minimo per migliorare. Quanto alla posizione di Ranieri, che come abbiamo visto non era una gran posizione, sembra tagliata su misura per il ritorno di Totti. E Ranieri? Solo l’incastro giusto in FIGC, come sorta di direttore sportivo del Club Italia, potrebbe strapparlo alla meritata pensione.

Come nel calciomercato, a forza di parlare di uno scenario impossibile sembra che questo scenario diventi reale. Con il ripescaggio mondiale dell’Italia sta andando proprio così, senza che sia cambiato qualcosa rispetto alla situazione di guerra in Iran (nessuno può prevedere cosa accadrà anche soltanto fra un’ora) o all’arbitrarietà con cui la FIFA può spedire al Mondiale la prima delle asiatiche escluse, ipotesi più probabile, la vincitrice di un playoff o direttamente chi vuole, anche l’Italia che ne avrebbe titolo per la sua storia e per il suo presente, essendo fra le non qualificate la prima del ranking. Comunque non risulta che questa FIGC provvisoria, con Gravina ancora tecnicamente presidente pur essendosi dimesso il 2 aprile, abbia un piano di emergenza in caso di ripescaggio (Quale c.t.? Richiamiamo Gattuso? Quale logistica? I piani erano stati fatti per un altro girone), le informazioni in possesso di Gravina sono di sicuro migliori delle nostre. Di sicuro surreale, vista la tanta retorica sulla Danimarca 1992, il dibattito sull’opportunità o meno di accettare o meno il regalo grondante sangue. 

Il ritorno della Serie B su Sky, o meglio ancora in chiaro, visto che la finale dei playoff sarà trasmessa da TV8 oltre che da Sky Sport e DAZN, significa una disperata ricerca di visibilità per un torneo che al di fuori delle tifoserie delle squadre partecipanti non fa più notizia, se non per le difficoltà finanziarie di qualche squadra. Il progetto di Gravina di fare della Serie B, chiamata diversamente, l’unico campionato professionistico al di fuori della Serie A, tirando dentro il meglio della C e traghettando il resto verso il dilettantismo, aveva il consenso di quasi tutti (e del resto Gravina era statao votato da tutti), e aveva anche un senso. Il punto d’arrivo dovrebbe essere questo anche per Malagò, con la mega Serie B (due gironi da 20 squadre l’uno, ipotizziamo) ambiente ideale per le seconde squadre dei grandi club che lo sostengono, finora utilizzate come plusvalenzificio anche quando effettivamente, come nel caso della Juventus, hanno tirato fuori tanti giocatori buoni. 

stefano@indiscreto.net