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Simpata per Fabregas

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© LAPRESSE
Le generazioni di allenatori, la spina di Nicola e la Salernitana di Lotito

Perché Fabregas è antipatico ai colleghi? Non soltanto a Gasperini… A bordocampo non si comporta peggio della maggior parte degli allenatori, anzi è abbastanza composto, nelle interviste fa il finto prete come quasi tutti, inoltre non si può dire che il club degli Hartono (che comunque fanno parte del partito giusto in seno alla Lega) sia aiutato dagli arbitri. La spiegazione che il Como da Champions cominci a dare fastidio, a chi ritiene il quinto posto un fallimento, può avere un senso ma non è tutto. La realtà è che tutti i tecnici dei grandi club sanno che in questo momento le rispettive proprietà potendo scegliere liberamente metterebbero il trentanovenne Fabregas al loro posto: Spalletti, Gasperini e Sarri potrebbero in teoria essere suoi genitori, Allegri e Conte quasi, mentre Chivu l’estate scorsa è stato la seconda scelta di Marotta quando il Como ha preteso da Fabregas il rispetto del contratto. Da qui l’antipatia diffusa che Fabregas riceve da giochisti e resultadisti, e dai loro trombettieri. 

La Cremonese perdendo allo Zini contro la miglior Fiorentina di stagione ha fatto un deciso passo verso il ritorno in Serie B, anche se il Lecce quartultimo è soltanto 3 punti sopra e non sembra superiore, anzi. Dal punto di vista di Nicola il problema è che da tre mesi a questa parte, da dopo la vittoria proprio sul Lecce con tanti complimenti per essere in quella che ai nostri tempi si chiamava parte sinistra della classifica, la squadra ha staccato la spina: in 15 partite 11 sconfitte e 4 pareggi, anche se in alcune occasioni la squadra ha giocato discretamente e in almeno due casi (Torino e Lecce) si è vista negata due rigori clamorosi. Ieri però piattezza totale, a partire da un Audero fuori fase per arrivare alle punte che sulla carta, da Bonazzoli a Djuric a Sanabria al reintegrato Okereke che potrebbe davvero essere l’uomo salvezza (e Vardy era infortunato), formano un reparto da squadra ambiziosa. A questo punto per la mitica scossa ci vorrebbe un Nicola, solo che Nicola è l’allenatore in carica e a questo giro l’esonero potrebbe toccare a lui. 

Quanto è costata la Salernitana a Danilo Iervolino? Domanda che ha senso, visto che sta vendendo il club a Cristiano Rufini, il signor Olidata, praticamente per niente. Certo la Saletrnitana è in Serie C, ma ha un pubblico numericamente da Serie A e quindi sulla carta sarebbe un affare: non per Iervolino, che in 4 anni fra ricapitalizzazioni e copertura perdite ha speso sui 150 milioni di euro, a questo punto davvero buttati via. Soldi con cui Lotito avrebbe tenuto il club in B, o in una bassa A, per un paio di secoli. 

stefano@indiscreto.net