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Spalletti a metà

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© LAPRESSE
La Juventus del futuro, ranking e coppette, i bookmaker sulla maglia

Il rinnovo di Spalletti con la Juventus è un tema caldissimo, visto che la Juventus avrà paletti stretti per il suo prossimo mercato e quindi la mano dell’allenatore conterà in proporzione molto più che in altri grandi club. La domanda è quindi una sola: nel mezzo campionato, esattamente 19 partite da quel 30 ottobre in cui ha firmato, in cui ha avuto in mano la Juventus si può dire che Spalletti abbia fatto bene? In queste 19 partite l’Inter ha fatto 49 punti, il Milan 42, con la Juventus che sarebbe terza a 35, a pari merito con Como e Napoli. È un periodo di tempo abbastanza significativo per tirare fuori i mitologici expected goals, che non possono contare per una singola partita ma per valutare un lavoro in prospettiva senz’altro sì. Ebbene, in questo periodo la Juventus di Spalletti ha come expected goals il secondo attacco e la seconda difesa, in entrambi i casi dietro l’Inter, non male se si fa il confronto con la gestione Tudor, con i bianconeri quinti nelle statistiche sia offensive sia difensive. Il gigantesco asterisco è che non stiamo parlando del Lecce e nemmeno di una Juventus di emergenti, ma della seconda rosa della Serie A per monte ingaggi, 129 milioni di euro, anche in questo caso seconda all’Inter e davanti a Roma, Napoli e Milan, con il Como dei presunti miliardari (lo sono senz’altro i suoi padroni, ma non i giocatori) molto più giù, a quota 47. In estrema sintesi, Spalletti ha fatto il suo ma senza che si debba gridare al miracolo.

Virtuale eliminazione dell’Atalanta dalla Champions, Bologna e Roma che si tolgono punti a vicenda, la Fiorentina B quasi tutta italiana che ha dato qualche segno di vita. Anche l’ennesima settimana di coppe andata un po’ così va messa comunque in prospettiva, visto che il ranking UEFA, fatto sulla base degli ultimi cinque anni con il quinto che gradualmente ‘esce’, vede l’Italia saldamente al secondo posto dietro l’Inghilterra, molto davanti a Spagna e Germania: queste le quattro leghe che avranno quattro squadre in Champions assicurate per il 2027/28, con possibilità della quinta sulla base del ranking annuale. In altre parole, ci sono pochissime possibilità che la Serie A esca da questa élite e poche che venga nei prossimi anni agganciata da Liga e Bundesliga, che in campo internazionale, dicono gli aridi risultati e non il disfattismo da nerd che vede ‘progetti’ ovunque, si riducono a due o tre squadre. Questo non toglie che per i club italiani sia stata una stagione pessima, con il focus troppo sull'orticello nazionale, una stagione sul piano dello status non riscattabile da una coppetta.

Per una squadra di calcio è opportuno pubblicizzare un sito di scommesse? Mezza Premier League pensa di sì, basta guardare le maglie, e anche la Serie A si sta avviando su questa strada: se parliamo di main sponsor bisogna dire che dopo Betsson-Inter è arrivata Eurobet-Roma, con tante altre sponsorizzazioni simili alle porte, sempre con il pietoso escamotage di promuovere un sito di informazione perché promuovere dichiaratamente quello di scommesse sarebbe ritenuto immorale. In realtà i bookmaker seri sono i primi a tifare per un calcio pulito, in cui matematicamente guadagnano sempre, semmai il problema è di quali bookmaker stiamo parlando: aziende che guadagnano sugli scommettitori (nel calcio il payout è comunque molto alto, in certi campionati ben oltre il 90%) o centrali di riciclaggio della criminalità organizzata? Insomma, non si può generalizzare. E non è che i poveri calciatori diventino disonesti, pardon ludopatici, perché vedono un brand su una maglia.

stefano@indiscreto.net