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Scommessa alla Palladino

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© APS
Il 4-4-2 dell'Atalanta, la tendenza delle italiane e la stagione di Vicario

La Serie A esce dalla Champions League agli ottavi di finale, con il solito paradosso di chi arrivando più avanti di tutti, a questo giro l’Atalanta, viene criticato più di chi si è fatto eliminare prima o addirittura non c’era. Detto questo, la squadra di Palladino partiva sfavorita contro il Bayern Monaco ma l’allenatore ci ha messo del suo inventandosi un 4-4-2 mai visto nelle precedenti 26 partite alla guida dell’Atalanta. La scommessa era quella di rischiare gli uno contro uno in difesa, senza rete di protezione, per essere più aggressivi a centrocampo sperando poi nella vena di Scamacca e Krstovic. Scommessa strapersa, esponendo Hien e Kolasinac a una figuraccia in un primo tempo da incubo, una sconfitta certificata dallo stesso Palladino che dopo l’intervallo ha messo Djimisiti al posto di Scamacca. Una scommessa però difesa alla fine da un allenatore che rischia di perdere la patente di predestinato, peraltro assegnata quasi sempre in base alle simpatie e all’atteggiamento ‘da progetto’, con il maglioncino attillato e tutto il resto. Detto questo, con almeno metà delle altre squadre arrivate agli ottavi l’Atalanta se la sarebbe giocata tranquillamente. Adesso la sua Europa passa più dalla semifinale di Coppa Italia con la Lazio che dal campionato, anche se 4 punti con 10 partite da giocare sono rimontabilissimi. Il bilancio del temutissimo dopo-Gasperini è quindi da rimandare, ma per quanto riguarda il club si era alla quinta partecipazione alle ultime 7 edizioni della Champions, un cambio di status ormai consolidato che i tifosi bergamaschi hanno capito. E adesso sei mesi di esterofilia pura, magari con esaltazione acritica di un modello tedesco che evidentemente non riguarda il Borussia Dortmund, secondo in Bundesliga ed eliminato dall’Atalanta. 

Mentre i cultori dello scudetto dei bilanci, ormai purtroppo non soltanto giornalisti embedded ma anche normali tifosi, si dicono soddisfatti per la cessione di Lookman a gennaio possiamo osservare che nessun club italiano è ai quarti di finale di Champions. Comunque la si veda è un risultato deludente ma non strano: è la quarta volta nelle ultime sei edizioni che accade. Essere nell’élite, al netto di incroci di tabellone sfortunati, significa però per una lega approdare con continuità agli ottavi e questo nelle sei stagioni in questione è accaduto sempre: Juventus, Lazio e Atalanta 2020-21, Inter e Juventus 2021-22, Inter, Milan e Napoli 2022-23, Inter, Napoli e Lazio 2023-24, solo Inter l’anno scorso, solo l’Atalanta quest’anno. Insomma, la tendenza è nettamente al ribasso anche se c’è poco da invidiare a Ligue 1 e Bundesliga, se non la corazzata. 

Non avevamo mai visto un portiere sostituito per scarso rendimento dopo 17 minuti ed è probabile che Igor Tudor venga ricordato dai tifosi del Tottenham soprattutto per questa trovata. A Madrid contro l’Atletico accantonato Vicario, sempre titolare in stagione, e lancio di Kinski che con due errori allucinanti ha aperto la strada al 3-0 della squadra di Simeone dopo un quarto d’ora. Quindi Vicario in campo a limitare i danni fino al 5-2 finale, quarta sconfitta in quattro partite per un allenatore che sembra lanciato verso il doppio esonero, dopo quello alla Juventus. Il caso Vicario è comunque interessante, perché stiamo parlando di un nazionale che fra poco potrebbe tornare in Serie A. La sua stagione è stata finora inferiore alle precedenti e al di là delle statistiche ci sembra anche che abbia perso sicurezza con il pallone fra i piedi. Portiere sempre di alto livello ma da rilanciare, con ingaggio che ragionando sul netto non è troppo superiore a quelli di Sommer e Di Gregorio.

stefano@indiscreto.net