I settant’anni di un’icona assoluta come Zibì Boniek ricordano a tutti noi quanto siamo vecchi ma anche la facile collocabilità in ogni epoca dei campioni. Soprattutto quelli totali come Boniek, molto più dell’agnelliano ‘Bello di notte’ che raccoglieva i lanci di Platini nella Juventus e del leader della Polonia in tre Mondiali: capace di eccellere in più ruoli, la migliore versione del polacco italianizzatissimo si è vista probabilmente nella Roma 1985-86, con Eriksson allenatore. In panchina Boniek sarebbe poi stato un disastro, rifacendosi però fuori dal campo con i successi come imprenditore e soprattutto come politico: in almeno due occasioni ha rifiutato di fare il ministro dello Sport in Polonia, mentre ha guidato per 9 anni la federcalcio locale, prima di un quadriennio da vicepresidente della UEFA terminato pochi mesi fa. Sarebbe un grande presidente della FIFA, ma visto il trattamento riservato all’amico Platini non ci ha provato e non ci proverà mai.
Anche Infantino comunque fa cose buone. Una delle possibili novità del Mondiale, per cui non ci sarà bisogno di deliberazioni IFAB ma soltanto di raccomandazioni agli arbitri, potrebbe essere il suggerimento del presidente della FIFA di espellere chi parla coprendosi la bocca in modo da non far leggere il labiale alle telecamere. Lo spunto è arrivato dal caso Prestianni-Vinicius, ma è del tutto evidente che chiunque parli coprendosi la bocca sta pronunciando una frase offensiva, anche senza bisogno del razzismo. Ci dovrebbe però essere un altro metro per gli allenatori, perché in linea teorica la segretezza potrebbe essere giustificata da indicazioni tattiche da tenere nascoste. Questo uso del VAR porterebbe a qualche squalifica ingiusta, ma ancora più ingiusto è punire qualcuno sull'univa base della parola di un suo avversario.
Il Pisa è già da tempo in Serie B, al di là dell’aritmetica, e una sconfitta totalmente immeritata come quella contro il Bologna dice tutto di una stagione disputata al massimo delle proprie possibilità, anche con Gilardino prima dell’esonero, con anche qualche innesto a gennaio, ma con una qualità media dei singoli troppo bassa. Secondo questo parametro a retrocedere dovrebbero essere anche il Verona, che ha gli stessi punti, e un Lecce che di punti ne ha 9 in più, rispetto a una Cremonese che è lì terzultima ma ha qualche colpo in canna. Poi la Fiorentina sta facendo di tutto per sorprendere in negativo e a Udine è stata ancora una volta imbarazzante, ben al di là degli errori di Rugani, contro una squadra che sembrava da settimane in modalità… Udinese.
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