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Un altro Commisso

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© LAPRESSE
Giuseppe, figlio dello scomparso Rocco, è il nuovo presidente di una Fiorentina in cui la famiglia ha investito 600 milioni di euro. Non è certo il momento giusto per lasciare...

La Fiorentina ha ieri proseguito la sua tragica stagione facendosi eliminare negli ottavi di Coppa Italia dal Como. Risultato non imprevedibile, visto che Vanoli aveva schierato quasi la Fiorentina B (ma anche il Como non era quello del campionato) e considerando la differenza di valori tecnici, comunque amaro perché la Viola era andata in vantaggio con Piccoli. Ma una buona notizia per la Fiorentina c’è comunque stata e cioè l’ufficializzazione di Giuseppe Commisso come nuovo presidente, il venticinquesimo nella storia di un club dove spesso questa carica è stata onorifica o di facciata.

Non è il caso del figlio di Rocco, prima di tutto perché insieme all’impero Mediacom il quarantacinquenne Giuseppe ha ereditato, con il resto della famiglia, anche la Fiorentina. E poi perché la struttura dirigenziale (Stephan CEO, Ferrari GM, Paratici responsabile della parte sportiva) era stata già scelta dal padre nella prospettiva di andare avanti, non di vendere al migliore offerente. Del resto, fra i soldi dati a Della Valle, le ricapitalizzazioni, le autosponsorizzazioni, eccetera, finora i Commisso hanno messo nell’operazione Fiorentina almeno 600 milioni di euro, vincendo molto meno di quanto ipotizzabile e non soltanto per certi maccanismi, anche mediatici, denunciati da Commisso padre.

In questo periodo (cioè dal 2019 ad oggi) squadre che hanno speso molto meno della Fiorentina, come Inter, Milan e Napoli, hanno ottenuto ben altri riosultati e comunque sono quasi sempre state al piano di sopra. Pensando anche al nuovo Franchi, comunque non prima del 2029 e in ogni caso non di proprietà, questo non è quindi il momento di alzarsi dal tavolo ma di consolidare lo status raggiunto, iniziando ovviamente con il rimanere in Serie A, facendo umilmente la corsa sul Lecce e dimenticando gli expected goals, che dicono di una Fiorentina settima forza del campionato e non diciottesima. Poi Commisso rilancerà, consapevole che escludendo i fondi la seconda proprietà più ricca della Serie A è proprio quella della Fiorentina. 

stefano@indiscreto.net