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Tra Fabregas e Allegri

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© AC Milan via Getty Images
Il dibattito giochisti-risultatisti, i punti del Bologna e gli ascolti del Napoli

Il risultato di Como-Milan ha ravvivato lo stantio dibattito fra giochisti, in estrema sintesi cultori di Fabregas, e risultatisti, in estrema sintesi cultori di Allegri. Di più vecchio ci viene in mente soltanto gioco a zona contro gioco a uomo... Come se non fosse più probabile vincere se si creano più occasioni da gol rispetto agli avversari. Poi è chiaro che a volte si può vincere senza meritare, del resto una delle peculiarità del calcio. Ma stando ai numeri, pur asteriscabili in base ai criteri di rilevazione, chi sarebbero i giochisti della Serie A? Aggiornata al momento in cui stiamo scrivendo queste righe, la classifica degli Expected Goals vede al comando l’Inter, con 48,49, davanti a Juventus e Milan, 37.63 e 35.63, con l’Atalanta quarta, il Napoli quinto e la Fiorentina sorprendentemente (non per chi guarda le partite) sesta, con il Como settimo a 30,43. Sono numeri che assumono senso solo in una serie di partite, ma che qualcosa dicono.

In un calcio italiano in cui tutti amano recitare la parte dei poveretti, al massimo degli outsider, comunque mettendo le mani avanti, è interessante fare qualche conto per valutare in maniera oggettiva le capacità di allenatori e soprattutto dirigenti. Tutti fenomeni? No. Citiamo lo studio di Calcio e Finanza relativo al girone di andata della Serie A, che considera gli ingaggi lordi dei calciatori e le quote di ammortamento dei loro cartellini. Il primo posto non è soprendente, perché il Bologna risulta essere la miglior squadra del campionato, con un costo per singolo punto conquistato di 1,5 milioni di euro. Al secondo posto il Como, che nella nostra testa è una squadra che spende come le grandi ma che nella realtà ‘paga’ ogni suo punto sul campo quasi 1,6 milioni. Sul terzo gradino del podio l’Inter con 2,19 milioni, poco sopra la Lazio. Fra le altre pretendenti allo scudetto da segnalare il Milan, a quota 2,25, la Roma a 2,27, il Napoli a 3,06 e la Juventus a 3,34. Con l’asterisco delle tante situazioni del passato ereditate (esempio massimo: Vlahovic), qualche domanda. Chivu è più bravo di Conte? Tare è più bravo di Comolli? Italiano meglio di Gasperini? Parrebbe di sì. Il cattivo inizio di campionato ha portato l’Atalanta a un costo di 2,42 milioni per punto, mentre la Fiorentina batte tutti, si fa per dire, con 4,55. 

Al di là dei singoli club, fa impressione leggere gli ascolti ufficiali su DAZN riferiti al girone di andata, statistica possibile soltanto dopo i recuperi giocati ieri. In sintesi la Serie A su DAZN ha avuto il 18% di telespettatori in più rispetto al girone di andata della scorsa stagione. In vetta alla classifica degli ascolti per squadra troviamo la Juventus con 22.337.106 di spettatori totali, seguita da Milan (21.219.326), Inter (20.742.805), Napoli (18.647.512), Roma (14.513.261) e Lazio (10.541.133). Ultime, per un ovvio discorso di bacino di utenza, Parma (5.885.629) e Pisa (5.868.847). Molto significativo lo status raggiunto dal Napoli, ormai quasi al livello delle tre grandi tradizionali, grazie anche al meccanismo del tifo contro, che poi è la grande fortuna del calcio rispetto a sport in cui i tifosi sono interessati soltanto alla propria squadra. 

stefano@indiscreto.net