Home

Calcio

Calcio Internazionale

Formula 1

Basket

Altri Sport

Personaggi

Guerin Sportivo

LIVE

Difensori di Altobelli

LEGGI TUTTO
© Getty Images
Settanta anni da campione del mondo, Insigne per Sarri e il bronzo dell'Under 17

Bello ogni tanto parlare di un campione del passato senza il pretesto della morte ma soltanto di un compleanno importante: nel caso di Spillo Altobelli i 70 anni, che ricordano il tempo che passa (non che ce ne sia bisogno) a tutti noi che nel 1982 c’eravamo. Non si può dire che l’ex attaccante dell’Inter sia stato decisivo nella madre di tutte le vittorie italiane, anche se il gol del 3-0 alla Germania Ovest è stato il più importante della sua vita, con tutto il rispetto per i 128 segnati in 11 stagioni di Inter. L’aspetto curioso della carriera di Altobelli è stato il fatto di essere il vero successore in azzurro di Paolo Rossi, nonostante sia nato un anno prima dell’eroe Mundial e nonostante caratteristiche tecniche molto diverse. Diventò titolare dopo il fallimento, relativo visto che si parla di una fase finale a otto squadre, dei campioni del mondo nelle qualificazioni europee, rimanendolo fino a tutta la prima fase dell’era Vicini, che lo portò anche all’Europeo e che ai suoi attaccanti del ondiale ’90, soprattutto a Carnevale, diceva “Dovete giocare come Altobelli”. Comunque per un po’ Bearzot provò a farli giocare insieme, ma il precoce declino di Pablito e l’esplosione di Galderisi gli fecero cambiare idea in vista del Mondiale 1986, dove Altobelli fu straordinario, pur divorandosi il gol dell’1-1 contro la Francia, e l’Italia molto meno. Classico caso di punta che va al di là delle statistiche, peraltro zavorrate da un calcio in cui ai difensori veniva permesso di tutto.

Il ritorno di Lorenzo Insigne nel calcio italiano sembra imminente: a gennaio il campione d’Europa 2020 dovrebbe essere, con il mercato sbloccato, un rinforzo per la Lazio particolarmente gradito a Sarri. Una scelta pesante, visto che Insigne in estate ha rinunciato all’ultimo anno di contratto con il Toronto FC (dove era di fatto fuori rosa, pur da giocatore più pagato della squadra) per concedersi a 34 anni una last dance in Italia, a prescindere dai soldi, e adesso tecnicamente è disoccupato dopo i tanti discorsi avviati e mai definiti. Non è indigente, beninteso, può permettersi di preferire il milione e mezzo netto di Lotito (che con questa mossa vorrebbe blindare Sarri), un quinto di quanto prendeva in Canada da designated player, ai 5, stando bassi, del Qatar, ma altri avrebbero ragionato in maniera diversa.

Non vogliamo improvvisarci cultori delle nazionali giovanili, anzi pensiamo che per molti motivi sarebbero da abolire, ma questo non toglie che il terzo posto al Mondiale (a 48 squadre...) dell'Italia Under 17, battendo il Brasile nella finale per il bronzo, sia un grosso risultato, il migliore di sempre in una storia iniziata nel 1991 con la squadra guidata da Sergio Vatta che schierava Sartor, Mirko Conte, Eddy Baggio e soprattutto Alex Del Piero. Meglio è sempre andata agli Europei, con buoni piazzamenti e l'anno scorso vincendoli, con un gruppo in gran parte diverso da quello attuale (peraltro molti, da Camarda a Natali, sarebbero stati da Under 17 anche quest'anno), a conferma del ricambio che esiste e che fa asteriscare molti luoghi comuni, visto che i fallimenti della nazionale maggiore generano dibattiti sui massimi sistemi (parentesi: Inacio, la stella della squadra, ha giocato dai 6 ai 16 anni nell'Atalanta e non in strada) e non sulle colpe di singoli dirigenti, allenatori e giocatori. 

stefano@indiscreto.net