La pallacanestro italiana è quasi scomparsa dai media generalisti, ma dal punto di vista dell’afflusso di nuovi capitali sta vivendo una nuova età dell’oro. Fra le due romane, quella di Doncic e quella di Matiasic, la Napoli di Rizzetta che punta al bersaglio grosso (una polisportiva che comprenda anche il calcio, De Laurentiis permettendo), la Varese base italiana della franchigia NBA Europe di Cardinale, e ciò che si sta muovendo intorno alla Virtus Bologna con Zanetti in uscita, ci sembra quasi di sognare. Senza contare il gruppo Armani che anche dopo la morte del fondatore ha rispettato le sue ultime volontà confermando un impegno da Eurolega ambiziosa nell’Olimpia Milano. È chiaro che a interessare gli investitori stranieri non è la Serie A in quanto tale, ma le città italiane con prospettive di entrare nel grande giro europeo, comunque finisca (tutti pensano con un accordo) la battaglia fra l’Eurolega allargata e la versione B della NBA. Il risultato immediato è un campionato spaccato in due: da una parte chi gioca in Europa, più o meno per vincere, dall’altra le sei squadre che lotteranno per non retrocedere, Scafati, Cantù, Udine, Treviso, Verona e una Trieste dal futuro incerto. Viene da dire che è meglio un campionato spaccato in due che una stagione con una o due corazzate a dominare, assurdo rimpiangere un passato meraviglioso quasi mai esistito. Il prezzo da pagare è stata la sostanziale abolizione del diritto sportivo, con Petrucci notaio plaudente. Cosa diremmo di Malagò e del vituperato calcio se qualcuno comprasse il Lecce e lo trasferisse a Milano?
La prossima stagione della Serie A, sulla carta la più interessante da un quarto di secolo a questa parte, ha già il suo grande colpo italiano. La firma di Amedeo Della Valle con Varese dice molto delle ambizioni europee del club guidato da Luis Scola, sopravvissuto ad anni di ristrettezze e adesso con la possibilità di fare un salto di qualità grazie ai soldi di Cardinale. Della Valle, a 33 anni miglior italiano della Serie A e nel 2021-22 MVP assoluto, dopo cinque stagioni ha lasciato la Brescia diventata Maxima Roma andando a guadagnare la stessa cifra di prima, sui 350.000 euro netti a stagione, per i prossimi tre anni. Non crede al progetto Matiasic? Difficile farlo, perché al di là dei nomi che si possono sempre ingaggiare e delle manifestazioni per cui si può in pratica comprare il biglietto d’ingresso (l’Eurocup), la vera sfida è la creazione di un pubblico in concorrenza con la SPQR in una città in cui gli appassionati sono legati alla Virtus Roma che da poco ha sfiorato la promozione in A2. Ancora più improbabile che questo pubblico sia ‘premium’ per i parametri americani, vista la media (della Serie A) di 15 euro a biglietto. Per adesso i soldi ci sono e nemmeno sono nostri, quindi possiamo parlarne come si fa al bar. Ma entro due anni più di qualcuno farà un bagno di sangue.
L’unica squadra della Serie che a metà luglio è già fatta è quella campione d’Italia, la prima Olimpia targata Poeta a livello di scelte. Fra gli italiani il colpo è stato Darius Thompson, campione di Spagna con il Valencia ma con gli ultimi mesi davvero ai margini, mentre fra gli stranieri da copertina è Alec Peters, dall’Olympiakos, aspettando Moses Wright per sostituire Nebo e Garrison Mathews per Brooks. Partiti Mannion, Ellis, Brooks, Shields e LeDay, arrivati Akele, RJ Cole, Devon Hall (un ritorno) e Burnell, di base sembra una squadra che in Eurolega potrebbe avere più continuità rispetto alle stagioni precedenti, con i playoff come obbiettivo davvero minimo. Di sicuro in Italia l’EA7 le distanze con le seconde, visto il ridimensionamento bolognese e le romane in costruzione, sembrano aumentate.
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