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La posizione di Ghirardi

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Nel caso Parma, al di là di come andrà a finire (male, in ogni caso) c'è un gigantesco non detto, se si vuole uscire dal mero calcolo dei debiti, circa 96 milioni di euro al netto dei crediti e prendendo per buone le cifre del bilancio. Il non detto è che una società di serie A senza ambizioni diverse dalla salvezza, come appunto era ed è il Parma, in un ambiente con poche pressioni (essendo Parma una città civile) e con 50 milioni all'anno di fatturato può tranquillamente mettere in campo uno squadrone, squadrone in proporzione ai suoi obbiettivi. Grazie alla legge Melandri nel 2014 il club adesso legato agli enigmatici bonifici di Manenti ha incassato di diritti televisivi (evidentemente solo italiani) 37 milioni di euro, circa un terzo di quelli che Barcellona o Real Madrid (!!!) prendono per le loro partite di Liga. Con un valore dei giocatori e un numero di simpatizzanti nel mondo che è un millesimo... In altre parole, la gestione corrente dei sette anni di Ghirardi è stata disastrosa, nella migliore delle ipotesi per incapacità (si mette 4 alla prestazione di un giocatore, magari senza aver visto la partita, ma i dirigenti sono tutti geniali), senza alcuna delle giustificazioni esterne che si tirano sempre fuori: lo scarso appeal della serie A, il bacino di utenza troppo piccolo, eccetera. No, con i suoi 50 e passa milioni di fatturato il Parma aveva tutto per vivacchiare dignitosamente, quindi al di là del salvataggio della società non si può far passare in cavalleria la posizione di Ghirardi. Uno che fino a pochi mesi fa era considerato credibile (anche da noi) e che era coccolato dal gotha del calcio italiano, Galliani e Lotito in testa. Da Ghirardi non ci aspettiamo tanto la spiegazione dei singoli debiti, quanto di ciò che è avvenuto negli ultimi mesi. Quest'uomo ha preso in giro tutti, come ha affermato giustamente Alessandro Lucarelli, ma soprattutto non ha chiarito perché per tre mesi abbia di fatto consegnato la società a Taci, nome evidentemente suggeritogli da qualche grande dirigente del calcio italiano, con il risultato di rallentare le sue prospettive di salvezza e di permettere l'arrivo di Manenti. Personaggio che al di là della solidità della sua Mapi, società con sede a Nova Gorica e su cui non investiremmo tutti i nostri risparmi, dovrà trovare in tempi brevissimi i soldi (nemmeno tanti, per sistemare le pendenze più urgenti basterebbero 6 o 7 milioni) per il Parma. Che curiosamente negli anni scorsi si è legato al Nova Gorica, la squadra locale, che nel 2014 ha vinto la Coppa di Slovenia sotto la guida tecnica dell'ex gloria del Parma (e anche azzurra, in campo nella fine del Mondiale del '94) Gigi Apolloni, da qualche mese esonerato nonostante l'ottimo lavoro svolto, e le cui strategie sembrano essere decise da uomini di Ghirardi, fra i quali il moggiano direttore sportivo Leonardi, forse la persona più indicata per spiegare tutta una vicenda in cui i debiti non sono probabilmente la parte peggiore. Twitter @StefanoOlivari