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La guerra dei motori

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Un nuovo caso potrebbe scuotere a breve-medio termine il mondo della Formula 1 a causa di quella che, a partire dalla scorsa stagione, è diventata la parte più importante della monoposto, ancora più dell'aerodinamica, che negli ultimi anni aveva fatto da padrona: il motore. Come avrete sicuramente sentito nelle ultime settimane, con una lettera mandata ai team poco prima di Natale dal delegato tecnico della FIA, Charlie Whiting, la Federazione ha consentito ai team di poter utilizzare i 32 gettoni a disposizione per poter modificare il motore (pari al 48% della power unit) non più entro il 28 Febbraio ma nel corso dellla stagione con al massimo 4 power unit disponibili per pilota . Questo consentirà quindi alle scuderie e in particolar modo ai motoristi di potersi gestire autonomamente al meglio i gettoni e quindi gli step evolutivi al meglio durante l'anno e non più entro la spada di Damocle del 28 Febbraio grazie alla falla presente nel Regolamento FIA scovata dal Dt della Ferrari, James Allison, in occasione dell'ultima gara della scorsa stagione ad Abu Dhabi e poi approfondito nelle settimane successive. A vederla così non ci sarebbe nulla di male, fosse solo che questo provvdimento ha già cominciato a far discutere per il semplice fatto che non riguarderebbe tutti i motoristi. Ad usufruire di questo provvedimento sarebbero solamente i tre motoristi che lo scorso anno avevano omologato la loro power unit entro il 28 Febbraio: quindi Ferrari e Mercedes e Renault. Resterebbe fuori la Honda, in quanto rientrando quest'anno in F1 al fianco della Mc Laren il motorista nipponico sarebbe costretto a seguire la stessa procedura adottata dai motoristi concorrenti omologando quindi la propria power unit entro il 28 Febbraio e non potendo più intervenire su di essa fino a fine stagione a meno che non sussistano dei problemi di sicurezza. Inutile dire che sia la Honda che la Mc Laren sperano che gli incontri iniziati ieri con la FIA possano portare anche nel loro caso alla possibilità dello sblocco dei gettoni nel corso della stagione. La domanda che tanti appassionati si fanno è che cosa possa succedere a questo punto. Francamente al momento è difficile capire cosa possa succedere. Una delle ipotesi potrebbe essere il portare la questione da parte della Mc Laren-Honda dinanzi a un giudice d'appello FIA con, nel caso la contestazione venisse accolta, la possibilità di poter sviluppare il proprio motore nel corso della stagione. Possibilità a dire il vero piuttosto basse. Un'altra opzione, secondo il magazine britannico Autosport, potrebbe essere l'accettare l'omologazione del motore per il 28 Febbraio. Se in questo caso la Honda affronterebbe questa stagione con un handicap, potrebbe invece avere un grosso vantaggio nei confronti dei concorrenti il prossimo anno: ricordiamo infatti che il prossimo anno Ferrari, Mercedes e Renault avranno a dispsizione solo 25 gettoni a disposizione per evolvere la propria power unit contro i 32 che spetterebbero invece al motorista nipponico come secondo anno di utilizzo della power unit omologata quest'anno. In attesa di capire cosa deciderà la FIA, ci permettiamo di sollevare una considerazione. Anziché imporre delle omologazioni che scadono il 28 Febbraio, che costringono così chi ha sbagliato motore, come successe a Ferrari e Renault lo scorso anno, a dover aspettare un anno per poter fare delle modifiche sulla propria power unit, venendo così a impoverire lo spettacolo della F1 sapendo fin dall'inizio chi avrebbe vinto chi avrebbe vinto quelle date corse o persino il Mondiale, non avrebbe avuto più senso fin dall'introduzione delle power unit nella scorsa stagione autorizzare lo sviluppo dei motori nel corso della stagione senza mettere gettoni o termini di omologazioni? Probabilmente i vincitori sarebbero rimasti gli stessi, vista la grande esperienza nel campo dei motori turbo-ibridi della Mercedes, ma indubbiamente avremmo avuto lo scorso anno un campionato molto più aperto e di sicuro molto più appassionante di quello che abbiamo visto. Rüdiger Franz Gaetano Herberhold