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La targa di Pioli

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Stefano Pioli ha prolungato il contratto con il Bologna fino a giugno 2015. L'annuncio dell'accordo e della firma è arrivato in una conferenza stampa, tenuta insieme al presidente Albano Guaraldi. Buon per Pioli, che non ha aspettato la decisione di De Laurentiis (che lo considerava il candidato numero uno per il dopo-Mazzarri al Napoli, sempre che il dopo-Mazzarri inizi davvero a luglio) ed ha scelto la relativa sicurezza rossoblu. Va anche detto che per un emiliano (di Parma) come lui il Bologna non è una squadra come le altre: non ci ha mai giocato, pur essendoci andato più volte vicino, ma è proprio lì che ha iniziato ad allenare nel 1999. Tre stagioni molto istruttive, con anche uno scudetto vinto guidando gli Allievi Nazionali. Se da calciatore la sua ascesa è stata fulminante (dopo gli inizi con il Parma, a 19 anni era già nella Juventus di Platini), da allenatore se c'è una cosa che non gli è mancata è la gavetta. Dopo il Bologna altro settore giovanile, al Chievo, poi nel 2003 una prima squadra: la Salernitana in serie B, raggiungendo il realistico (la squadra era stata ripescata dalla C1) obbiettivo della salvezza. Ritorno nella sua regione, al Modena, e promozione sfiorata alla prima stagione. Travagliata la seconda, con un esonero, un ripescaggio (in mezzo panchina a Viscidi) e il raggiungimento dei playoff promozione. Nel 2006 finalmente la serie A, nella sua Parma: un esordio amarissimo, pochi mesi e poi l'esonero con chiamata di Claudio Ranieri al suo posto. Qui Pioli dimostra molta umiltà, o forse di essere fuori dai giri giusti (a provarlo sono i riciclati multi-esonero, suggeriti dal solito noto noto e dai giornalisti amici), perché è costretto a ripartire in B dal Grosseto, subentrando a Roselli sulla panchina di una squadra ultima in classifica. Salvezza e altro campionato di B, questa volta con il Piacenza. Altra salvezza e passaggio al più ambizioso Sassuolo con cui ottiene un clamoroso quarto posto. Rescissione del contratto e passaggio al Chievo per una stagione in A questa volta fortunata. Nel 2011 entra nel vortice zampariniano firmando con il Palermo e venendo omaggiato di un esonero record a fine agosto e a serie A non ancora iniziata (!). Situazione che però gli consente di rilevare in corsa il Bologna da Bisoli. Il resto è storia di oggi e anche un po' luogo comune, visto che Pioli passa per essere un difensivista. Certo è che nemmeno Mourinho o Guardiola sarebbero stati più adatti di lui a guidare il Bologna. Vale anche il discorso opposto: cioè il rischio di essere 'targato' come allenatore per squadre solo con ambizioni medio-basse, la condanna dei Mazzone e dei Novellino. Ma questo non era il momento giusto per fare il fenomeno, anche se l'anno prossimo quasi tutte le grandi panchine subiranno scossoni.