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Una vera squadra di Hodgson

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L'Inghilterra di Hodgson gioca male come quella di Capello, ma il calcio è fatto di episodi e con la convalida del gol di Lampard contro la Germania a Sudafrica 2010 adesso magari a Trafalgar Square ci sarebbe la statua equestre di Don Fabio al posto della colonna di Nelson. Invece l'incredibile errore del giudice di porta Vad (che era in linea! Un vero spot pro tecnologia...) ha rubato all'Ucraina il gol del pareggio di Devic che visto il momento avrebbe potuto ridare entusiasmo agli uomini di Blokhin e 'regalarli', per così dire, a Prandelli nel quarto di finale di domenica sera a Kiev. Invece adesso abbiamo un avversario con la testa leggera, arrivato all'Europeo con meno aspettative del solito, con una stella fresca e in crescita di condizione come Rooney che dopo due partite in tribuna è stato decisivo e non solo per il casuale gol. E' stato decisivo perché il solito 4-4-2 di Hodgson è, per usare un eufemismo in allenatorese, molto 'basso' e le due punte devono quindi percorrere molti metri in più di quanti ne percorrerebbero in una squadra offensiva. Logico quindi affiancare a Rooney, anche contro gli azzurri, il dinamico Welbeck invece dell'ariete Carroll. Visto che senza conoscere il risultato vale tutto, andiamo oltre: un Hodgson privo di condizionamenti se la giocherebbe con Rooney e Young inserendo un centrocampista in più e tenendosi Walcott per il finale, che ci pensasse Prandelli a fare la partita. Contro questa Inghilterra sarà quindi difficile applicare l'italianissmo schema di ingigantire gli avversari (tipo Flo-naldo 1998 o De La Cruz 2002), ma questo non toglie che abbia un'identità forte. Soprattutto in difesa, dove Johnson-Terry-Lescott-Cole sono una garanzia fisica anche se non certo di costruzione (stranamente timido Cole sulla sinistra) e Hart è nella fascia alta dei portieri europei. Modesto il centrocampo, soprattutto sulle fasce (infatti quando Gerrard si sposta a destra sembra che si accenda la luce) dove Milner appare sempre in sofferenza. Modesto e, va detto, pochissimo appoggiato dai laterali difensivi (qui c'è tutto Hodgson). Il reparto è sembrato più propositivo nella partita di esordio contro la Francia, ma c'era il trucco: l'uomo in più, visto che Young era stato messo in mezzo, con l'inserimento di Oxlade-Chamberlain a sinistra (e una sola punta, Welbeck). Con un assetto così l'attacco può solo sfruttare quel poco, pochissimo, che arriva. Insomma, per l'Italia quarto di finale abbordabile e che come minimo ci si giocherà alla pari. Solo due settimane fa avremmo firmato per trovarci in questa situazione, inutili i calcoli sulla Germania (finora la squadra migliore dell'Europeo) in semifinale e sulla Spagna in finale. Si può passare sia con il compitino (traduzione: 4-4-2 blindato) che con la fiducia alle schegge impazzite (il modulo delle prime due partite, con fiducia a Balotelli), rimandando di due anni gli editoriali sul declino del calcio italiano. Stefano Olivari, 20 giugno 2012