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De Rossi e una squadra

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L'uno a uno di Italia-Spagna sta stretto ai campioni del mondo in carica, al netto del tifo (non obbligatorio, peraltro) per una Nazionale azzurra composta da ragazzi che hanno remato tutti nella stessa direzione e che hanno avuto anche le occasioni per una vittoria che sarebbe stata clamorosa. Era il tipo di partita, del genere 'spalle al muro, che raramente l'Italia nella sua storia ha fallito (magari le ha perse, però fallire è un'altra cosa) e a Danzica non si è fatta eccezione. Di più: finché l'assetto tattico è stato quello studiato a tavolino, Prandelli ha superato un Del Bosque volontariamente senza punte rinforzando il centrocampo e costringendo la Spagna a stare più lunga grazie alla presenza di due attaccanti anche negativi come questi Balotelli e Cassano. Inutile proporre la cronaca di una partita che tutti abbiamo visto, su un sito di commenti come è quello del Guerino. Proponiamo quindi qualche nostra impressione a caldo, discutibile come del resto tutto. 1. La difesa a tre, con il centrale di costruzione, mai provata in partite ufficiali, ha tatticamente funzionato e può essere un'arma importante contro squadre (quasi tutte) poco abituate ad affrontarla. Ottimo De Rossi, il migliore degli azzurri senza bisogno di strafare, in una situazione dove però la bella figura per uno bravo come lui è scontata. Il centrale difensivo in una difesa a quattro con Luis Enrique o con Zeman è un'altra cosa... Per non fare i fenomeni ci accodiamo però umilmente al titolo su De Rossi nuovo Franco Baresi. In questo Europeo, quindi, De Rossi lo lasceremmo lì in difesa, anche senza emergenza. Prandelli ha visto giusto. Intenso e positivo Chiellini, mediocre Bonucci. Buffon quasi perfetto, per lucidità e sicurezza trasmessa ai compagni. 2. Nel primo tempo l'Italia è stata quasi più 'barcelloniana' di una Spagna che con Fabregas centravanti aveva di fatto cinque centrocampisti e mezzo (il mezzo è David Silva, che anche nel Manchester City è utilizzato come esterno d'attacco), con un possesso palla molto interessante e fiammate che non hanno acceso due punte che meritano un discorso a parte. Pirlo ha dato l'assist per il gol del vantaggio, Motta è girato un po' a vuoto, Marchisio bene anche nel coprire i buchi dei primi due. Sulle fasce Maggio e Giaccherini sono stati insufficienti, in particolare Giaccherini è apparso proprio fuori contesto. 3. Da Balotelli ci si aspettava tantissimo, ma lui ha dato molto poco. Abbastanza nervoso, però sotto (relativo) controllo, si è creato e mangiato da solo una grande occasione (nel secondo tempo) ma nel primo, quello che l'Italia aveva in mano, non ha mai inciso anche se nel calcio di club la stampa amica (ogni club ce l'ha) avrebbe dato evidenza al tocchetto forse da rigore di Arbeloa su di lui. Nè muovendosi bene né tantomeno con prodezze estemporanee, Balotelli ha però inciso. Rimane il giocatore italiano di maggiore potenziale, con lui sbloccato sarebbe tutto un altro Europeo mentre con mezze soluzioni saremo qui al massimo a sperare in un buon incrocio nei quarti. Da Cassano ci si aspettava qualcosa e lui ha dato qualcosa: un bel cross per Thiago Motta, due tiri pericolosi, e poi un arrancare per il campo fino alla sostituzione. Facile dire adesso 'Deve giocare Di Natale', visto che la stella dell'Udinese può essere molto più pericolosa a partita iniziata e squadre allungate e che la coppia Balotelli-Cassano ha margini di miglioramento. 4. Noi al bar capiamo di calcio più di un allenatore che ha vinto Mondiali e Champions League? Ovviamente no, lo diciamo al nostro e agli altri bar. Del Bosque sapeva di non avere la punta spacca-tutto, inutile aprire la manifestazione con una sconfitta al di là del fatto che Fabregas ormai segni più di Torres (e infatti...). Con gli spazi più larghi aveva invece senso una punta che in questi spazi si buttasse in verticale, non a caso in pochi minuti Torres ha avuto due occasioni enormi: una vanificata dal tempismo di Buffon e l'altra sbagliata di pochi centimetri. Di sicuro chi pensava a una squadra appagata si sbagliava, questi sono ancora i più forti e proveranno a dimostrarlo per la terza volta consecutiva. 5. Concludendo? E' andata non benissimo, ma bene, nella partita psicologicamente più facile delle tre del girone. Stefano Olivari, 10 giugno 2012