Home

Calcio

Calcio Internazionale

Formula 1

Basket

Altri Sport

Personaggi

Guerin Sportivo

LIVE

Platini ha vinto la Champions

LEGGI TUTTO
Michel Platini prima del 'sorteggio' di Nyon non avrebbe potuto desiderare quattro quarti di finale di Champions League migliori. Comunque vada a finire tra Barcellona e Milan, se i valori vengono rispettati negli altri tre ci saranno due semifinali di impatto mediatico clamoroso: Barcellona (o Milan) contro Chelsea e Bayern contro Real Madrid. Ma non è questo il punto, visto che è ovvio che dirigenti Uefa e televisioni desiderino scontri fra club in grado di attirare interesse anche fuori dalla propria cerchia di tifosi o dal proprio paese di appartenenza. La vera vittoria di Platini è arrivata portando ai quarti 8 squadre di 7 nazioni diverse: mai successo da quando (edizione 1997-98) la Champions league è diventata un po' meno per... Champions e un po' più commerciale allargandosi alle seconde dei migliori campionati (antipasto della versione attuale). E di queste 8 ben 2 arrivano dai preliminari, l'Apoel di Nicosia addirittura dal secondo turno. Va ricordato che questa in corso è la terza edizione della Champions in cui esiste la fascia protetta nel terzo turno preliminare fortemente voluta da Platini: dividendo i campioni nazionali dei paesi poveri, definiamoli così, e i piazzati dei paesi ricchi, in modo da permettere a qualche squadra del primo gruppo prima di tutto di sognare (senza i sogni non c'è calcio) e poi più concretamente di accedere alla fase a gruppi con relativi incassi. Una innovazione che non ha turbato i grandi club tradizionali, che agli ottavi di finale sono di fatto abbonati e quando non ci vanno sentono di aver fallito (esempio: il Manchester United di quest'anno) e che ha messo in moto meccanismi importanti fuori dai giri del grande calcio. Siccome la somma è zero ci deve essere qualcuno che ha pagato: i club di fascia medio-alta dei grandi paesi, esclusi o costretti a preliminari ad alto rischio con avversari dello stesso rango. Detto questo, la vittoria di Platini oltre che una lezione per chi dice che non ci sono dirigenti con la mitica 'esperienza' (un modo come un altro per tenere fuori dallo sport gli Zoff e i Rivera, a beneficio dei Carraro, dei Petrucci e dei Malagò) è anche una pietra tombale sulle ipotesi di superlega che fino a qualche anno fa venivano buttate lì dai club che contano. L'ex fuoriclasse di Nancy, Saint Etienne e Juventus ha sempre avversato il progetto, ma ha avuto l'intelligenza di non andare contro gli interessi delle grandi. E a pagare, come in tanti altri contesti, è stata la classe media dei paesi benestanti. Una situazione che dopo l'Esecutivo Uefa, in programma settimana prossima a Istanbul, sarà cristallizzata per tre anni e darà a Platini la tranquillità necessaria per diventare numero uno del mondo e questa volta non da calciatore. Da presidente Fifa, poi, il suo principale nemico diventerà proprio la Champions League e il suo successo planetario che sta oscurando anche le nazionali. C'è qualcuno in Europa, in questo momento, che stia sentendo l'avvicinarsi degli Europei? Twitter @StefanoOlivari