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Il calcio italiano sarà sconvolto dalle indagini in corso a Cremona e a Bari, con una violenza che farà sembrare Calciopoli uno scherzo. Visto il calendario delle convocazioni del procuratore federale Palazzi (si inizierà martedì con l'ormai famosissimo Gervasoni, per per proseguire con con Doni e con tutti gli altri 'di categoria' del filone cremonese), privo di tutti i personaggi di serie A tirati in ballo a torto o a ragione (Mauri, Pellissier, eccetera), è evidente che la strategia della FIGC sarà quella di non far esplodere bombe almeno fino alla fase finale dei campionati, per poi andare in profondità una volta acquisite le carte di Bari e qualche confessione interessata. La prova di questa strategia è l'assenza nell'elenco di Andrea Masiello, il difensore dell'Atalanta che ha aperto ai magistrati una prospettiva nuova. Perché finché nell'area grigia fra la millanteria e la conoscenza effettiva ci sono giocatori del Chievo o del Bologna qualche nome può anche essere gettato in pasto ai media. Ma quando, mettiamo, le 'proposte' riguardano giocatori di Inter, Juventus, Milan, Roma e Napoli (sono esempi) allora scatta una sorta di autocensura di un sistema che si scopre garantista quando invece si fonda sull'esatto contrario del garantismo e cioè sull'inversione dell'onere della prova. Per molti calciatori di nome potremmo essere nel campo dell'omessa denuncia, visto che sul piano sportivo (definiamolo così) sono le loro squadre le principali beneficiarie dei tarocchi: come bookmaker e scommettitori professionisti ben sanno, il gioco sporco avviene assicurando risultati (o quantità di gol) probabili e non inventandosene di assurdi. Immaginatevi cosa accadrebbe anche solo dal punto di vista mediatico per una semplice audizione del vostro campione preferito a metà marzo, invece che a fine maggio. Senza contare che Palazzi, non avendo la giustizia sportiva possibilità di disporre intercettazioni, non può nemmeno aprire il capitolo dei calciatori che giocano milioni (uno che non gioca più in Italia da qualche anno risultava essere 'sotto' di cinque) in maniera sportivamente e legalmente pulita, cioé senza influire sull'esito delle partite, ma contraria alle leggi sportive. Conclusione: a metà maggio non sarà la preparazione all'Europeo a conquistare i titoli principali. Twitter @StefanoOlivari