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Lo Zambia sul tetto d'Africa

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Battendo ai rigori la Costa d'Avorio, lo Zambia si è aggiudicato la prima Coppa d'Africa della sua storia. Per i Chipolopolo è un meritato successo che arriva al termine di una cavalcata costruita soprattutto sulla solidità difensiva, visto che dalla seconda gara in avanti, non hanno subito nemmeno un gol. Ancor più solida, ma è evidentemente non è bastato, è stata la difesa della Costa d'Avorio, che ha chiuso senza gol al passivo l'intero torneo. IL PERCORSO DEI CAMPIONI Il cammino per la nazionale allenata dal francese Hervé Renard, è stato senza intoppi sin dalla fase a gironi, chiusa al primo posto con sette punti frutto di un 2-1 al declinante Senegal, di un 2-2 con la fresca nazionale libica e di un 1-0 alla Guinea Equatoriale co-ospitante del torneo, insieme al Gabon (a proposito: complimenti ai media che per tutto l'arco del torneo hanno abbreviato la Guinea Equatoriale con Guinea e basta. Peccato che la Guinea fosse un'altra nazionale presente a questa manifestazione!). Ai quarti di finale lo Zambia ha interrotto la favola del sorprendente Sudan, liquidandolo per 3-0. In semifinale, battendo il Ghana (1-0), Katongo e compagni hanno tolto alle Black Stars la possibilità di giocare la finale annunciata sin dall'inizio del torneo contro la Costa d'Avorio. Questa edizione era infatti impoverita dall'assenza di Algeria, Camerun, Egitto, Nigeria e Sudafrica: ivoriani e ghanesi erano dunque le grandi favorite. Ed eccoci alla finale contro gli Elefanti di François Zahoui, uno dei pochi casi in Africa di Ct indigeni (ecco gli altri del torneo: il Senegal è allenato dal senegalese Amana Traoré; il Sudan dal sudanese Mohamed Abdallah; l'Angola dall'angolano Lito Vidigal; il Niger dal nigerino Harouna Gadbe; la Tunisia dal tunisino Sami Trabelsi; il Botswana dal botswano Stanley Tshosane). La Costa d'Avorio, squadra di qualità tecniche superiori al resto della concorrenza è arrivata fin qui grazie all'1-0 sul Sudan, il 2-0 al Burkina Faso, il 2-0 all'Angola, il 3-0 alla Guinea Equatoriale e l'1-0 al Mali: una corsa perfetta. LA FINALISSIMA L'ultimo atto, giocato a Libreville (Gabon) è per Didier Drogba l'ultima grande occasione di alzare il trofeo, ma proprio l'attaccante del Chelsea avrà a fine gara i rimpianti maggiori, per un rigore calciato in curva durante i novanta minuti. Lo 0-0, l'unico di tutta la manifestazione, resiste per tutti i tempi regolamentari e supplementari. Si arriva ai rigori, dove la serie è perfetta per i primi quattordici tiri (anche se Bamba per la Costa d'Avorio aveva sbagliato, ma il rigore è stato ripetuto perché il portiere Mweene era troppo avanti), quando sbagliano Kolo Touré e Gervinho, due dei giocatori più rappresentativi. All'errore del centrocampista dell'Arsenal e al seguente centro di Sunzu, può liberarsi la gioia zambiana, che ai rigori aveva fallito col solo Kalaba. Dopo i secondi posti del 1974 (dieci anni dopo la nuova denominazione. Prima lo Zambia era conosciuto come Rhodesia Settentrionale) e del 1994, a Lusaka si fa finalmente festa: quella di Renard è la quattordicesima nazionale a scrivere il proprio nome nell'albo d'oro della Coppa d'Africa. Che tornerà già l'anno prossimo, per spostare la cadenza negli anni dispari e per non sovrapporla più all'anno dei Mondiali. Questo cambio di data toglie allo Zambia la possibilità di disputare l'anno prossimo la Confederations Cup, visto che il posto africano toccherà ai nuovi campioni. A meno che non rivinca il torneo. LE VITTIME DEL '93 È significativo che lo Zambia abbia trionfato proprio in Gabon: proprio al largo di Libreville (capitale e sede della finale), nel 1993 tutta la nazionale zambiana morì in un incidente aereo, mentre si stava recando in Senegal per un match di qualificazione a Usa '94. Non ha mancato di ricordare le vittime di quella tragedia, il Ct Renard al momento dei festeggiamenti, sottolineando che proprio contro il Senegal è iniziata la marcia verso la finale. L'altra dedica è per Kalusha Bwalya, ex allenatore ed ex capitano della nazionale, che non era su quel maledetto aereo solo a causa di impegni col PSV, squadra in cui militava. È lui, oggi vicepresidente della federazione, ad aver voluto il francese Renard alla guida dei Chipolopolo. I PREMI La CAF ha comunicato i migliori undici del torneo: per lo Zambia ci sono il portiere Mweene, il centrale difensivo Sunzu, il centrocampista Mauyka (capocannoniere del torneo, insieme ad altri sei giocatori: Drogba, l'angolano Manucho, il maliano Diabaté, il suo compagno Katongo, il marocchino Kharja e il gabonese Pierre-Emerick Aubameyang) e la punta Katongo. Quattro anche gli ivoriani: Gosso, Yaya Touré, Gervinho e Drogba. A completare l'undici ideale, il ghanese Mensah (difensore del Lione ed ex conoscenza del calcio italiano) e i maliani Tamboura (difensore) e Keita (centrocampista). Gli "italiani" Asamoah e Kharja sono stati inseriti tra le riserve. Una menzione finale la merita il nostro Dario Bonetti: i nuovi Campioni d'Africa infatti sono stati allenati da lui durante le gare di qualificazione. Giovanni Del Bianco