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Alla ricerca del teatrino perduto

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TELECOMMANDO - La fortuna del Novantesimo Minuto dei tempi d'oro dipendeva in parte dal monopolio Rai e in parte dalle famose gag degli inviati-tifosi. Franco Lauro ha studiato la storia, almeno quella della trasmissione...
In effetti la conduzione di 90° Minuto inaugurata ieri da Franco Lauro potrebbe essere una soluzione ai problemi di Raisport, almeno di alcuni. La situazione è quella che conoscete: la Rai da molto tempo (diciamo da quando ha perso il monopolio del calcio) non è più credibile nella sua proposta sportiva. Le immagini bene o male (più male che bene) le garantisce anche, benché pure quelle in quantità decrescente, ma non sa affiancargli commenti all’altezza. Una volta aveva Beppe Viola, Sandro Ciotti, Bruno Pizzul, Sergio Zavoli, Adriano De Zan, Enrico Ameri, a cui poteva aggiungere opinionisti intelligenti e precisi come Gianni Brera, Italo Allodi, Sandro Mazzola. Adesso è restato solo quest’ultimo, e sul livello medio (mediocre) del resto taciamo per evitare querele. E poi accanto alle varie trasmissioni serie e ben fatte ce n’era una che invece puntava pressoché dichiaratamente sul cabaret, sul teatrino dei pupi, ed era 90° Minuto, che mostrava per prima i gol, aggiungendoci commenti improbabili dei corrispondenti dalle varie sedi Rai, tra marcati accenti dialettali, tifo smodato per la squadra di casa, strafalcioni vari e a raffica. Insomma, vedevi i gol e ti divertivi. E quella trasmissione faceva ascolti mostruosi, arrivando a punte di 20 milioni, tantissimi anche in epoca di monopolio. Adesso ovviamente è cambiato tutto: c’è Sky, il digitale terrestre, lo streaming. E 90° langue anzichenò, sia come ascolti che come interesse giornalistico, non arrivando più per prima. Ma Franco Lauro, che dev’essere uno che ha studiato la storia, quantomeno della trasmissione, sta cercando di rimediare. E con frequenza crescente sta infarcendo le sue verbose chiacchiere con Jacopo Volpi di trascinanti battute che catturano l’interesse del pubblico come ai tempi di Bubba, Necco e Castellotti. E in effetti immaginiamo le famiglie che, di ritorno dalla gita domenicale, corrono davanti a Raidue per gustarsi, tazza di cioccolata fumante in mano, le sue gag. Per non dire degli «ospiti di ospedali, case di cura e di riposo» che saluta sempre a un certo punto, i cui dolori vengono per un momento magicamente alleviati. D’altronde sono giochi di parole che fanno sempre ridere. Memorabile la doppietta che il nostro inanellò a metà novembre per un match del Brescia: «Ed ecco la perla di Diamanti», seguita da «Un Diamanti è per sempre». E ieri addirittura una tripletta. «Lotito e Reja cantano Il nostro canto Libor» (per le due reti di Kozak), «Una Viola appassita» (sulla crisi della Fiorentina), e il capolavoro «Matri-monio in vista» (sul possibile acquisto della Juve, le spieghiamo anche se sono tanto belle che non servirebbe). Battute di notevole Bagaglino culturale, scritte chissà da chi (ma un sospetto l’abbiamo). Dove può arrivare quest’uomo? Purtroppo non abbiamo risposta, è un mistero più avvincente del campionato. E scoprirlo è forse il vero motivo per seguire ancora 90° Minuto. Livio Balestri telecommando@hotmail.it