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Klopp non è un flop

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La Bundesliga è attualmente il torneo più eccitante sotto il profilo dello spettacolo e dell’imprevedibilità. La partenza sprint del Mainz ha attirato le giuste attenzioni, ma anche il loro diretto inseguitore, il Borussia Dortmund, non è da meno. Senza dimenticare squadre come l’Hannover, il Wolfsburg rigenerato da Diego, oppure l’imprevedibile Werder Brema, sempre più croce (dei tifosi) e delizia (degli spettatori neutrali). Il top dal punto di vista del gioco lo ha finora proposto il Borussia Dortmund di Jürgen Klopp, che in trasferta sul campo del St. Pauli ha centrato la quinta vittoria consecutiva, portando a 16 il numero di reti segnate in sole sei partite. Mai nella loro storia i gialloneri erano partiti così bene. Sabato Klopp ha vinto due volte: in campo grazie al suo Volgass-fußall - così la stampa ha definito il gioco del Dortmund, liberamente traducibile in “calcio a tutta birra” - e fuori per merito del Mainz; la squadra allenata da Klopp dal 2001 al 2008 (esperienza che ha portato la prima storica promozione in Bundesliga e la partecipazione, grazie alla graduatoria fair-play, alla Coppa Uefa) ha infatti espugnato l’Allianz Arena di Monaco, permettendo al proprio ex-tecnico di vincere una scommessa (100 euro la posta) con il direttore tecnico del Borussia Micheal Zorc. Aneddoti a parte, alla base del progetto Borussia Dortmund c’è una politica giovanile, intrapresa per pura necessità qualche anno fa da club, che sta regalando frutti interessanti. Qualche nome? Großkreutz, Sahin (un regista con i fiocchi), Hummels, Görlitz (doppietta al Karpaty Lyiv il biglietto da visita in Europa di questo esterno destro classe 92). A questa va aggiunta la lungimiranza in sede di mercato: se lo scorso anno venne messo a segno il colpo Lucas Barrios (23 reti nel 2009/10, 8 quest’anno, di cui 4 in Europa League), oggi il nome nuovo si chiama Shinji Kagawa. Mezzapunta giapponese classe 89, Kagawa è stato pagato al Cerezo Osaka l’irrisoria cifra di 350mila euro. Del resto si trattava di un giocatore che annoverava appena una manciata di presenze nella prima divisione giapponese, essendo cresciuto nella serie cadetta. Risultato? 6 reti stagionali, 4 delle quali in Bundesliga, dove si è issato al comando anche della classifica di rendimento generale. La doppietta che ha deciso il derby della Rhur contro lo Schalke 04 lo ha già reso un idolo del Westfalenstadion (oggi Signal Iduna Park). Un luogo dove sempre più spesso si vede del bel calcio. Ne abbiamo tutti bisogno.