Il cuoio

Terry e Lampard, i Blues Brothers di Stamford Bridge

John e Frank hanno scritto insieme pagine indelebili della storia del Chelsea. A lungo compagni anche in nazionale, sono oggi promettenti allenatori pronti a trasmettere alle loro squadre un know-how calcistico di primissima qualità

Tra le emozioni che regala il calcio in quanto sport di squadra c’è sicuramente la soddisfacente, rassicurante, stimolante complicità che nasce dall’intesa. Un portiere migliora il proprio rendimento quando, allenamento dopo allenamento, partita dopo partita affina le proprie capacità di ordinare i movimenti della linea difensiva. A un attaccante può bastare un’occhiata, un gesto nascosto per dettare un passaggio al compagno che lo deve lanciare. A volte nemmeno quello è necessario se i due stanno insieme da più stagioni e hanno assimilato movimenti, abitudini e preferenze di gioco reciproche.

Le dinamiche tra difensori centrali e centrocampisti di regia possono essere più articolate per la particolare importanza che assumono sugli esiti di un incontro i meccanismi della zona mediana del campo, quella nella quale la squadra che fa meno errori probabilmente vince la partita. Alzare il raggio dell’azione di dieci o venti metri mantenendo le distanze o, viceversa, garantendo la copertura delle avanzate offensive del compagno comportano attenzione, dialogo, intuito e capacità di applicare gli schemi al meglio. Dinamiche, equilibri, alchimie che nel calcio moderno sono andate sempre più sofisticandosi anche in ragione dell’incremento dell’impatto fisico sul gioco e della scemata necessità di ricorrere ai fondamentali della tecnica di base.

JOHN E FRANK. Di questa forma di collaborazione portata ai migliori livelli di sviluppo sono stati a lungo interpreti straordinari John Terry e Frank Lampard, rispettivamente capitano e vice del Chelsea nei primi tre lustri degli anni Duemila, più precisamente dal 2001 al 2014, anno in cui Lampard lasciò la formazione londinese trasferendosi al Manchester City dell’allora manager Manuel Pellegrini. Terry, invece, nel Chelsea militò altre tre stagioni, prima di chiudere col calcio giocato nelle fila dell’Aston Villa.
Insieme, nel club di Stamford Bridge, hanno giocato centinaia di partite: alla fine 717 per John e 648 per Frank. Uno davanti all’altro, a dare solidità e sostanza all’asse mediano della squadra, quello che deve garantire forza ed equilibrio, muscoli e cervello. John, in mezzo all’area, spiccava col suo metro e ottantasette centimetri utilizzati per eccellere nel gioco aereo; Frank, con tre centimetri in meno, era più dinamico e sapeva andare su e giù da un’area di rigore all’altra. «So tirare, fare tackle e segnare da centrocampo», disse per sintetizzare le sue qualità. E di certo sapeva essere efficace come dimostrano le 211 reti alla fine della sua esperienza a Stamford Bridge che ne fanno il miglior marcatore del Chelsea di tutti i tempi.

I SUCCESSI INSIEME. Terry e Lampard hanno scritto pagine memorabili della storia dei Blues: insieme hanno vinto tre Premier League, quattro Coppe d’Inghilterra, due coppe di Lega, due Community Shield, una Champions e un’Europa League. Anche in nazionale hanno giocato tanto insieme, raccogliendo più presenze che onori, buggerati dalla cronica incapacità dell’Inghilterra di vincere, magari incidentalmente, le competizioni alle quali partecipa.
Con la maglia della Nazionale Terry ha chiuso nel 2012 con 78 presenze mentre Lampard ha salutato i Tre Leoni ai Mondiali 2014 dopo aver collezionato 106 presenze.
È nel Chelsea, però, che più si sono conosciuti e divertiti, il posto nel quale sono cresciuti. Il luogo dove hanno sviluppato una complicità in campo che, in qualche modo, è sfociata nell’amicizia: si intuisce da quello che Frank ha voluto scrivere nella sua autobiografia in merito al patron dei Blues, Roman Abramovich: «Vede il Chelsea come la sua famiglia, e John e io ne siamo senior members». È anche grazie a questa intesa, costruita sugli allenamenti e le partite ufficiali, le vittorie e le sconfitte, la fatica e le soddisfazioni, che John e Frank hanno imparato ai massimi livelli cosa significa il calcio.

OGGI. Un know-how che, unito alla leadership di cui entrambi sono dotati, li ha portati a non avere dubbi sul ruolo da svolgere appena chiusa per l’ultima volta la porta dello spogliatoio: entrambi sono oggi allenatori, anche se Lampard è già il manager del Derby County mentre Terry è il vice di Dean Smith all’Aston Villa. E anche se è difficile pensare che un giorno torneranno a lavorare insieme, a Stamford Bridge John e Frankie resteranno sempre i Blues Brothers.