Il cuoio

Lazio-Milan, quell'Angelo Biondo vola verso uno storico scudetto

Il 30 dicembre 1973 il gol allo scadere di Luciano Re Cecconi diede una spinta decisiva alla Lazio di Maestrelli per vincere il campionato

Lazio-Milan ha sempre raccontato storie particolari. Il rosso, il nero e il diavolo contrapposti al bianco, il celeste e l’aquila. L’inferno e il paradiso, quasi sempre invertiti, però, nella storia raccontata da più di cent’anni di calcio italiano. Non il 30 dicembre del 1973, quando le due squadre scesero sul terreno dell’Olimpico nel mezzo delle vacanze di Natale, frapponendosi a ingolfate di zuccheri e abbondanza di regali, per garantire a 80.000 spettatori le emozioni che babbo calcio dona ai suoi fedeli tutte le domeniche della stagione. Una Lazio, quella, capace di scavare ricordi indelebili nella memoria di tifosi che, ancora oggi, luccicano gli occhi al suo solo pensiero. Un miracolo sportivo che trovò nella triade Lenzini-Maestrelli-Chinaglia la forza esplosiva di riemergere dalla serie B nel 1972, sfiorare lo scudetto nel 1973 e conquistarlo l’anno successivo. Giovani di talento e affamati, qualche giocatore in cerca di rivincita e un centravanti inarrestabile sapevano che quella domenica pomeriggio sarebbe stata cruciale sulla strada verso il titolo. Anche perché, non più tardi di otto mesi prima, la sfida col Milan aveva già significato molto per la Lazio: una vittoria difficile, contestata dai rossoneri per un gol annullato a Chiarugi sul finire, che forse avrebbe potuto cambiare le sorti della stagione milanista. Una vittoria che aveva tenuto in piedi fino all’ultima giornata la corsa scudetto della Lazio e che in quella vigilia di Capodanno andava replicata per provare a dare uno strappo significativo al campionato, visto che la squadra di Maestrelli era già reduce da quattro successi di fila.

LA SFIDA. Squadre in campo alle 14.30, orario ufficiale delle domeniche di campionato invernali. Piove e fa freddo ed è forse per questo che la partita si accende subito delle ambizioni delle due squadre col Milan che, in caso di vittoria, si porterebbe a un solo punto di distacco dalla Lazio capolista. C’è ritmo, intensità, emozioni sfumate: al 28’ a Garlaschelli viene giustamente annullata una rete a seguito di un tocco di palla con la mano. Anche Bigon deve soffocare l’urlo del gol, siglato pochi secondi dopo lo scadere del primo tempo. I protagonisti attesi non deludono: Chinaglia da una parte, Bigon dall’altra creano problemi a Vecchi e Pulici, entrambi rassicuranti e decisivi nei loro interventi a difesa dei pali. La Lazio esprime un gioco più corale mentre il Milan crea occasioni verticalizzando le sue trame. La supremazia territoriale dei padroni di casa si infrange sulla solidità difensiva della squadra di un ancor giovane Cesare Maldini. Arrivato il novantesimo la partita sembra avere espresso definitivamente il segno X da segnare in schedina, quando l’arbitro Ciacci fischia un calcio di punizione nella metà campo rossonera a favore della Lazio. Nanni appoggia a Frustalupi che, con sguardo attento, mappa la posizione dei compagni d’attacco. Re Cecconi si propone sulla sua verticale, dettando il passaggio con uno scatto nello spazio che il buon Mario non ha difficoltà a tracciare. L’Angelo Biondo si avventa sul pallone, fa scudo col corpo per evitare l’intervento del difensore avversario e con un destro a mezz’aria fulmina Vecchi in uscita. Non è solo lo sliding door della partita ma, probabilmente, dell’intero campionato: con l’Olimpico in stato d’estasi la Lazio chiude solitaria il 1973 in vetta alla classifica, lasciando intendere alle contendenti di non voler abdicare fino alla fine della stagione.