Formula 1

Leclerc e la quarta pole consecutiva

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Il giovane pilota monegasco della Ferrari conquista la pole position del Gp di Russia (davanti alla Mercedes di Lewis Hamilton e alla Rossa di Sebastian Vettel) eguagliando il record conseguito nel 2000 da Michael Schumacher.

Un pilota capace di fare la differenza. Le qualifiche del Gp di Russia corse oggi pomeriggio sul circuito di Sochi hanno mostrato una volta di più il grande talento di Charles Leclerc (Ferrari), autore della pole position davanti alla Mercedes di Lewis Hamilton e all'altra Rossa guidata da Sebastian Vettel, e capace di eguagliare il record di 4 pole consecutive conseguito da Michael Schumacher sul finale della stagione 2000 (Italia, Stati Uniti, Giappone, Malesia). Annata che poi portò il campione tedesco a conquistare il titolo mondiale a bordo della Rossa ventuno anni dopo il Mondiale vinto da Jody Scheckter.

Se nel 2000 il campione tedesco iniziò una entusiasmante rimonta caratterizzata dalle già citate quattro pole (e conseguenti vittorie) e culminata poi nel titolo mondiale dopo il sorpasso subito ad opera di Hakkinen in Belgio nel rettilineo del Kemmel mentre entrambi erano intenti nel doppiaggio della BAR-Honda di Ricardo Zonta, le quattro pole consecutive conseguite da Leclerc (Belgio, Italia, Singapore e Russia, alle quali vanno ovviamente aggiunte anche quelle conseguite nella prima parte di campionato in Bahrain e in Austria) sono frutto non solo dell'evidente crescita tecnica della monoposto (con il pacchetto aerodinamico introdotto a Singapore che si è comportato molto bene anche a Sochi), ma anche della sopraggiunta maturità del pilota monegasco che, gara dopo gara, ha cominciato sempre più a prendere confidenza con la sua monoposto, imparando ad utilizzarla al meglio in qualifica.

Una confidenza, quella con la SF90, che Leclerc ha evidenziato anche a Sochi riuscendo a portare la monoposto al limite con una certa facilità tirandone così fuori tutto il potenziale, facendo il record nei primi due settori e difendendosi piuttosto bene dalla Mercedes di Hamilton nell'ultimo settore (e riuscendo in alcuni frangenti a fare anche in questo caso il record), come abbiamo potuto vedere sia nelle libere di ieri che nelle qualifiche odierne. Una cosa, questa, che al momento non riesce a Sebastian Vettel, autore non solo del terzo tempo in griglia, ma anche di una serie di errori che alla fine per 23 millesimi non hanno consentito al campione di Heppenheim di affiancare in prima fila il suo giovane compagno di squadra.

Chi esce sicuramente a testa alta dal circuito di Sochi è Lewis Hamilton, che in questo momento rappresenta senza ombra di dubbio il punto di riferimento in pista per la Mercedes. Il campione del mondo inglese a bordo di una W10 apparsa seriamente in difficoltà nel mandare in temperatura le gomme non ha mancato di fare la differenza conquistando un preziosissimo secondo posto in griglia frutto del suo talento, in attesa che dal prossimo Gp in Giappone debutti il nuovo pacchetto aerodinamico.
Meno bene, invece, Valtteri Bottas: se nelle libere il pilota finlandese aveva dimostrato tutto il suo feeling con la pista di Sochi risultando anche più veloce del titolato compagno di squadra, in qualifica ha commesso qualche errore, generato non solo dalla voglia di fare bella figura su una pista che in passato gli ha regalato non poche soddisfazioni, ma anche dalle problematiche della W10 sopra esposte, qualificandosi quinto (domani in griglia partirà quarto per via della sostituzione del motore sulla Red Bull di Verstappen).

Da ricordare, infine, che a differenza della Ferrari entrambe le Mercedes partiranno con gomma media e non con gomma Soft. Appurata la maggiore competitività della SF90 con il compound più morbido portato da Pirelli, in casa Mercedes si è preferito puntare per il primo stint di gara su una mescola più dura con cui entrambi i piloti si trovano meglio, pur consapevoli del fatto che nonostante la maggior durata al via la gomma media garantisce meno grip della gomma Soft, e che di conseguenza Vettel potrebbe sfruttare la scia di Hamilton e superarlo nel rettilineo successivo.

Luci ed ombre in casa Red Bull: se Verstappen con una RB15 apparsa sotto tono riesce comunque a conquistare un decorosissimo quarto posto (che per via della penalità legata alla sostituzione della power unit Honda costringerà il pilota olandese a partire dal nono posto in griglia), delude non poco la prestazione di Alexander Albon (eliminato dalla Q1 per via di un incidente in curva 18 che non ha consentito al pilota anglo-thailandese di poter migliorare il proprio tempo cronometrico).

Un vero e proprio campanello d'allarme nel giorno in cui Gasly (retrocesso in Toro Rosso prima di Ferragosto a favore proprio di Albon) conquista un preziosissimo undicesimo tempo (diventerà 16° in griglia per via della sostituzione della power unit Honda), e con la Red Bull con le idee ancora poco chiare in merito al nome del pilota che dovrà affiancare Verstappen il prossimo anno.

Positiva la qualifica delle due McLaren: nel giorno in cui è stato ufficializzato a partire dal 2021 il ritorno alla motorizzazione Mercedes, le due monoposto del team di Woking conquistano il sesto e l'ottavo tempo (partendo domani in griglia quinto e settimo) con Sainz davanti a Norris riuscendo una volta di più a star davanti al team ufficiale Renault (che fino al termine della stagione 2020 continuerà a fornire la propria power unit alla McLaren), con Hulkenberg settimo (sesto domani in griglia) davanti a Ricciardo decimo.

Scorrendo la classifica, da registrare il buon risultato di Romain Grosjean che consente alla Haas grazie al nono tempo (domani ottavo in griglia) di poter tornare nella top 10.
Fuori dalla top 10, l'Alfa Romeo, con Antonio Giovinazzi ancora una volta davanti al più esperto compagno di squadra Kimi Raikkonen (eliminato in Q1), ma con una monoposto che non ha particolarmente brillato sia nelle libere di ieri che nella giornata odierna.

Senza tempo, infine, l'idolo di casa Daniil Kvyat. Dopo il problema tecnico al motore accusato nella FP1 di ieri mattina, anche nella FP3 il pilota ha accusato un nuovo problema alla power unit Honda, che ha spinto la Toro Rosso a rinunciare alle qualifiche, dovendo giocoforza partire dal fondo dello schieramento in modo da mettere a disposizione del pilota un motore più fresco.