Formula 1

Vettel-Leclerc: è doppietta Ferrari a Singapore

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La Ferrari entra nella storia del Gp di Singapore diventando la prima squadra ad aver conseguito una doppietta nelle 12 edizioni della gara corsa sul circuito di Marina Bay con Vettel davanti a Leclerc. Terza la Red Bull di Max Verstappen. Giù dal podio le Mercedes di Lewis Hamilton (quarto) e Valtteri Bottas (quinto).

Una vittoria frutto della strategia, ma anche del cuore. O meglio, del non voler mollare mai. A trionfare sul circuito di Marina Bay a Singapore non sono Mercedes o Red Bull come era lecito immaginarsi alla vigilia di questo weekend di gara, ma è la Ferrari, e lo fa con il pilota che mai come nessun altro aveva veramente bisogno di tornare a vincere: Sebastian Vettel.
In un momento piuttosto delicato per il pilota di Heppenheim complice anche l'esplosione della stella del suo compagno di squadra Charles Leclerc, ecco che la gara di Singapore ci restituisce quel Vettel che più volte avevamo visto negli anni passati, con il coltello tra i denti e abile a trovare i sorpassi al momento giusto, senza rischiare eccessivamente, ma capace al contempo di emozionarsi quando sale sul gradino più alto del podio. Quando, insomma, può finalmente tornare ad assaporare la gioia di una vittoria che mancava dal Gp del Belgio della passata stagione. Poco più di un anno fa.

Una vittoria, quella conseguita oggi da Vettel, che consente alla Ferrari non solo di entrare nella storia del Gp di Singapore diventando così il primo team a conquistare una doppietta (grazie al contemporaneo secondo posto di Leclerc), ma anche di tornare a vincere più di due gare consecutive (l'ultima volta era accaduto undici anni fa, quando la F2008 conquistò ben quattro gare consecutive (Gp della Malesia e Gp di Spagna con Kimi Raikkonen, e Gp del Bahrain e Gp di Turchia con Felipe Massa)).

Una gara, quella odierna, arrivata come sempre succede a Singapore ai limiti delle due ore, e decisa sostanzialmente dalla strategia: sia nella prima fase, quando Charles Leclerc ha condotto la testa della gara per 18 giri procedendo a un ritmo lentissimo (ben 13 secondi sopra la pole conseguita ieri) che di fatto ha tenuto compatto il gruppo nel tentativo di risparmiare benzina nel finale e al contempo di impedire alla Mercedes di Lewis Hamilton di poter pensare a un possibile undercut, sia nel richiamare al momento giusto nel corso del 19° Giro Sebastian Vettel dopo che la Red Bull aveva richiamato ai box Max Verstappen, facendolo fermare in contemporanea rispetto al giovane pilota olandese.

Questa mossa ha così consentito alla Ferrari non solo di proteggere Vettel in merito a una possibile sosta anticipata di Hamilton (cosa non avvenuta), ma ha consentito al pilota tedesco grazie al parziale record nel secondo e terzo settore di prendere la testa della corsa ai danni di un Leclerc, entrato ai box nel corso della tornata successiva a gomme ormai finite. Una mossa che ai più sospettosi potrebbe far pensare a uno sgarbo nei confronti del giovane pilota monegasco, ma che la realtà dei fatti ha dimostrato poi corretta: nel caso in cui Vettel fosse stato fatto entrare dopo Leclerc, non solo il campione tedesco sarebbe stato sorpassato da Verstappen e da Hamilton, ma anche la stessa eventuale vittoria del monegasco sarebbe stata a rischio. Diceva Enzo Ferrari “I piloti passano, ma la Scuderia resta”, ed è quello che abbiamo visto oggi pomeriggio, con una strategia (quella messa a punto da Inaki Irueda, poi salito sul podio) volta non a favorire un dato pilota (nessuno ai box poteva immaginarsi un Vettel così in forma), quanto il miglior risultato per la scuderia.

Una vittoria, quindi, quella di Vettel (la quinta in carriera a Singapore), favorita sicuramente dalla strategia e dall'ottimo pacchetto aerodinamico introdotto in questa gara, ma che il campione tedesco, una volta superato Leclerc, ha nettamente meritato, riuscendo a superare in pista i piloti che gli erano davanti e conquistando la testa della gara con l'autorità dei tempi migliori, con Leclerc che ha faticato un po' di più nel sorpassare i vari Stroll, Ricciardo, e Giovinazzi, ma che alla fine pur girando in alcuni frangenti leggermente più veloce di Vettel, non aveva un ritmo tale da poterlo superare in pista.

Dietro alle Ferrari sale sul terzo gradino del podio la Red Bull di Max Verstappen, autore di una gara regolare, e che beneficia non poco dell'errore strategico da parte della Mercedes, che ha finito con il condizionare non poco, come vedremo, la gara di Hamilton e di Bottas. Bene anche Alexander Albon, buon sesto in una pista dove non aveva mai corso prima.

Non c'è dubbio, però, che a sorpresa la delusione più grossa della giornata provenga dalla Mercedes, favorita alla vigilia anche in virtù dell'ottimo passo gara visto nel corso delle libere con Lewis Hamilton, ma alla fine sconfitta grazie a una strategia rivelatasi a dir poco suicida.
Il ritardare la sosta in attesa che la Ferrari accusasse delle difficoltà nei sorpassi per tornare nelle prime posizioni ha portato Hamilton a finire la gomma accusando negli ultimissimi giri un evidente crollo di prestazioni, ma, una volta montato le gomme dure, il campione inglese se eccettuiamo un avvicinamento a Verstappen nel finale ha dato la sensazione di non riuscire a stare al passo con i primi. Cosa impensabile anche solo ieri. Più competitivo con le dure sicuramente Valtteri Bottas (autore, in alcuni frangenti, del giro più veloce), al quale causa ordini di scuderia non è stata data la possibilità di superare il suo caposquadra, con il risultato di chiudere in quinta posizione. Un vero peccato, perchè per quanto visto Bottas avrebbe potuto tranquillamente lottare con Verstappen per il podio (e magari anche conquistarlo).

Scorrendo la classifica, gara positiva per McLaren (con il giovane Norris) e Toro Rosso (con Gasly), come per Antonio Giovinazzi, che, nonostante la penalizzazione di dieci secondi (arrivando così a 27”855 dal vincitore Vettel) per essersi avvicinato eccessivamente in curva 8 alla gru che stava togliendo dalla pista la Williams incidentata di George Russell, riesce a conquistare un punto preziosissimo per l'Alfa Romeo.

Una gara, quella di Giovinazzi, condizionata giocoforza dalla strategia del suo team di ritardare eccessivamente la sosta dopo una prima fase che lo aveva visto conquistare l'ottava posizione approfittando del contatto tra Sainz e Hulkenberg e poi grazie alle varie soste passare addirittura in testa alla gara, seppur per pochi giri. Dopo la sosta, però, lo spirito battagliero del pilota di Martina Franca è venuto fuori, e così Giovinazzi ha potuto conquistare un decimo posto importantissimo non solo per la classifica, ma anche per il suo futuro, con il Team Principal Vasseur che non ha esitato a complimentarsi a fine gara con lui per il risultato.

In Classifica Piloti Hamilton è in testa con 296 punti, seguito da Bottas a quota 231. Leclerc sale in terza posizione con 200 punti a pari merito con Verstappen, con Vettel quinto con 195 punti. Più staccato è Gasly, sesto con 69 punti, seguito da Sainz (58), Albon (42), Ricciardo (34) e Kvyat (33).

In Classifica Costruttori la Mercedes è in testa con 527 punti, seguita dalla Ferrari con 394 punti. Terza è la Red Bull con 289 punti, seguita da McLaren (89), Renault (67), Toro Rosso (55), Racing Point (46), Alfa Romeo (35), Haas (26) e Williams (1).

Prossimo appuntamento con la Formula 1 Domenica prossima, 29 Settembre, con il Gp di Russia con diretta pomeridiana su SKY e differita in chiaro su TV8.