Formula 1

F1 Monza: Leclerc in pole, ma a vincere è il caos!

© Getty Images

Il pilota monegasco della Ferrari conquista la pole position del Gp d'Italia davanti alle Mercedes di Hamilton e di Bottas al termine di una sessione di qualifica che verrà ricordata per il caos che ne ha contraddistinto il finale.

Uno spettacolo a dir poco deludente. Le qualifiche del Gp d'Italia non verranno ricordate per la pole position conquistata dalla Ferrari di Charles Leclerc (la seconda consecutiva dopo quella ottenuta una settimana fa in Belgio) davanti alle Mercedes di Lewis Hamilton e di Valtteri Bottas, quanto per il finale che ha contraddistinto la sessione. L'anticlimax che si è venuto a creare con alcuni piloti (Hulkenberg e Stroll in primis) impegnati a rallentare gli altri pur di ottenere una posizione migliore in griglia ha finito con il penalizzare lo spettacolo in pista, andando così a privare il pubblico dell'emozione dell'ultimo tentativo.
Già ieri in Formula 3 era successo qualcosa di simile, con ben 19 piloti su 30 penalizzati più o meno in modo grave per aver rallentato gli altri pur di avere la miglior scia possibile (cosa, questa che su un circuito come quello brianzolo paga non poco), e con la Direzione Gara che nella giornata di oggi aveva ben chiarito come i piloti nel giro di lancio non potessero rallentare più del tempo stimato dietro alla Safety Car (1:45 circa).

Nessuno però poteva immaginare quanto accaduto oggi in Q3, con i piloti che hanno aspettato fino a due minuti dal termine della sessione per scendere in pista per l'ultimo tentativo per evitare di dare a qualcuno un vantaggio di scia, e poi, una volta andati in pista, Hulkenberg (Renault) èandato lungo in curva 1 con Stroll (Racing Point) che rallenta improvvisamente il gruppo alla chicane, con Sainz (McLaren) che solo dopo la chicane passa il pilota canadese per poi andare piano all'altezza della Variante della Roggia, e riprendere un po' più di ritmo poco prima della Parabolica. Questa situazione finisce con il penalizzare 7 dei 9 piloti scesi in pista per l'ultimo tentativo (con Albon e Stroll che alla fine chiuderanno la sessione senza tempo, al pari di Raikkonen, andato a muro alla Parabolica nel corso del primo tentativo in Q3 come avvenuto ieri nel corso della FP1), con Sainz e Leclerc (per un decimo) che tagliano il traguardo senza prendere la bandiera a scacchi, ma con il monegasco che affronta il giro lanciato andando piano, da una parte perchè il suo ingegnere di pista lo informa di aver preso per un niente la bandiera a scacchi, dall'altra consapevole di aver ottenuto la pole position.

Se da una parte la Direzione Gara ha deciso di comminare a Hulkenberg, Sainz e a Stroll solo una reprimenda, dall'altra non c'è dubbio come l'episodio in questione rischia di condizionare il rapporto in casa Ferrari tra Vettel e Leclerc, con il tedesco che nel corso del primo tentativo doveva dare la scia a Leclerc (non andata poi a buon fine per il dritto di Vettel alla Prima Variante, che ha determinato l'inserimento delle Renault di Ricciardo e di Hulkenberg, dei quali il giovane monegasco ha sfruttato la scia per ottenere il tempo che gli ha valso poi la pole position (1'19”307)), e che quindi nel secondo e ultimo tentativo si aspettava la scia dal compagno di squadra. Cosa non avvenuta, sia perchè Leclerc si è messo davanti a Vettel solamente all'altezza della Variante Ascari, sia perchè lo stesso pilota tedesco ha al contempo rallentato troppo al fine di ottenere la miglior scia possibile dal compagno di squadra, tagliando però il traguardo troppo tardi, e rimediando di fatto la bandiera a scacchi, mantenendo così la sua quarta posizione.
Vettel poi nel tardo pomeriggio (per la precisione alle 19:20) è stato convocato dai commissari in quanto da alcune immagini televisive era emerso che il tempo ottenuto nel primo tentativo in Q3 era stato ottenuto affrontando la Parabolica con tutte e quattro le ruote fuori dalla pista. Dopo aver parlato con il pilota ed esaminato nuove prove, la Direzione Gara poco fa ha assolto il pilota tedesco della Ferrari in quanto da alcune immagini prese dall'elicottero le quattro ruote sembrano essere all'interno della pista.

Chiuse le questioni extra-pista e tornando ad analizzare quanto visto in qualifica, quello che emerge è sicuramente una Ferrari piuttosto competitiva a Monza, ma non quanto era lecito aspettarsi. Se sul rettilineo la SF90 conferma quanto di buono già visto in Belgio, in curva la Rossa evidenzia i soliti problemi cronici che consentono alla Mercedes di limitare non poco i danni, potendo contare su un maggior carico aerodinamico di base sulla W10, e portando così a 1-2 decimi il gap del team campione del mondo nei confronti della scuderia di Maranello. Decisamente meno rispetto agli oltre sette decimi accusati da Hamilton in qualifica a Spa-Francorschamps. Una cosa, questa, che era lecito aspettarsi: se anche lo scorso anno il Belgio aveva sorriso alla Ferrari, negli ultimi cinque anni a Monza la Mercedes aveva conseguito un filotto di 4 pole position consecutive (interrotto lo scorso anno da Raikkonen), e al contempo ottenuto 5 vittorie consecutive (quattro con Hamilton nel 2014-2015-2017-2018 e una con Rosberg nel 2016). Alla luce di questo, non c'è dubbio come la gara si preannuncia piuttosto combattuta per entrambi i team, con Verstappen destinato a una gara di rimonta, affidabilità del motore Honda permettendo (elemento, questo, che sembrava superato, ma che è tornato nuovamente in primo piano dopo la mancanza di potenza del nuovo motore accusata in Q1, che non gli ha consentito di ottenere alcun tempo cronometrato. In serata la Direzione Gara ha consentito a Verstappen di prendere comunque parte al Gp, partendo ovviamente da fondo griglia per via dell'adozione della nuova power unit).

Scorrendo la classifica, da sottolineare la buona performance della Renault che riesce a qualificare in quinta e in sesta posizione Daniel Ricciardo e Nico Hulkenberg, anche se resta ancora un punto interrogativo il passo gara, apparso non proprio esaltante. Nonostante il mancato tempo in Q3, da rilevare ancora una volta la buona performance di Alexander Albon, che conferma una volta di più la bontà della scelta Red Bull di promuoverlo in prima squadra, con il pilota anglo-thailandese che nel corso delle sessioni di libere ha girato su tempi simili a quelli di Verstappen.