Formula 1

F1 Ungheria: Hamilton e il duello con Verstappen

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Lewis Hamilton si aggiudica il Gp d'Ungheria al termine di un intenso duello con la Red Bull di Max Verstappen. Staccate di oltre un minuto le Ferrari di Vettel (terzo) e Leclerc (quarto).

Una gara emozionante, almeno per quanto riguarda le primissime posizioni. Il Gp d'Ungheria corso oggi pomeriggio sul circuito dell'Hungaroring verrà indubbiamente ricordato per l'intenso duello che ha visto protagonisti in due fasi la Mercedes di Lewis Hamilton e la Red Bull di Max Verstappen, con il cinque volte campione del mondo inglese risultato alla fine vincitore.
Un duello che ha appassionato non poco il pubblico presente sugli spalti e che è stato reso possibile dall'evidente superiorità sul passo gara (mai testato nel corso della FP2 per le avverse condizioni meteo occorse nella giornata di venerdì) di Mercedes e Red Bull, e in particolare dei rispettivi caposquadra, capaci di tirare fuori il massimo dalle rispettive monoposto.
Se al via Verstappen grazie a un'ottima partenza è riuscito a mantenere la testa della corsa davanti a un Hamilton capace di superare nelle prime curve il compagno di squadra Valtteri Bottas (costretto a una gara di rimonta per via del danneggiamento dell'ala anteriore in seguito a un contatto con Leclerc, sempre nel corso del primo giro) grazie al buon comportamento delle gomme medie sulla sua Red Bull, è con la prima sosta e con il passaggio di entrambi alle gomme dure che la gara diventa ancora più calda, con Hamilton che dai due secondi di distacco accusati prima della sosta comincia gradualmente ad abbassare il distacco fino ad arrivare al 39° Giro, quando con meno di tre decimi il campione inglese tenta il sorpasso andando lungo in curva 4. Hamilton capisce che in pista è difficile superare un Verstappen involato verso la sua terza vittoria stagionale, e così chiede alla squadra di inventare qualcosa di alternativo, che si concretizzerà nel corso del 49° Giro grazie ad una intuizione dello stratega Mercedes James Vowles. Lewis viene infatti fermato ai box per la seconda sosta, e qui i meccanici gli montano un set di gomme medie da usare fino a fine gara. Hamilton torna in pista, in seconda posizione e staccato circa 20 secondi dal giovane pilota olandese e via radio non nasconde tutta la sua perplessità in merito alla strategia selezionata, ma il team lo tranquillizza dicendogli che nell'ultimo giro Verstappen avrebbe avuto dei problemi con le sue gomme dure.
Inizia così una rimonta implacabile da parte del campione inglese, il quale giro dopo giro grazie al suo immenso talento e a una monoposto ben bilanciata comincia sempre più a recuperare il gap sul pilota della Red Bull, arrivando addirittura a guadagnare qualcosa come due secondi a giro.

Un ritmo insostenibile per Verstappen (che negli ultimi giri è sempre più in crisi di gomme), ma non per Hamilton che, arrivato progressivamente a ridosso della Red Bull, nel corso del 67° dei 70 giri in programma supera di slancio la monoposto di Verstappen, andandosi così a involare verso una vittoria impensabile solo ieri pomeriggio, e che consente al cinque volte campione del mondo inglese di conquistare la sua settima vittoria in terra ungherese portandosi a 81 vittorie in carriera (dieci in meno di Michael Schumacher), ma ancor più di infliggere un'importante lezione al suo rivale, abbracciato poi a fine gara. Per Verstappen (che una volta subito il sorpasso di Hamilton è rientrato ai box per montare gomme soft) la soddisfazione di aver conquistato il punto extra per il giro più veloce, oltre al Driver Of The Day (il riconoscimento assegnato dai tifosi di tutto il mondo via internet al pilota ritenuto essere il migliore in gara).

Dietro ad Hamilton e a Verstappen, la Ferrari si classifica in terza e quarta posizione con Sebastian Vettel davanti a Charles Leclerc al termine di una gara che ha una volta di più confermato l'evidente mancanza di carico aerodinamico della SF90 (fondamentale su una pista tortuosa come quella dell'Hungaroring) con le Rosse che hanno tagliato il traguardo staccate di oltre un minuto (il peggior distacco della stagione), e con un passo gara molto più lento di quello del duo di testa.

In casa Ferrari non hanno esitato anche a differenziare le strategie, con Leclerc a cui sono state montate nel corso del 27° giro dopo il primo stint con gomme medie le gomme dure per arrivare fino a fine gara, e con Vettel che, grazie ad un'accorta gestione delle gomme, è potuto passare dalle medie alle soft nel corso del 39° Giro, riuscendo non solo a recuperare il gap accusato nei confronti di Leclerc al momento della sosta, ma anche a conquistare nel corso del penultimo giro il terzo gradino del podio superando il compagno di squadra (in crisi con le gomme dure)grazie a un bellissimo sorpasso d'esperienza.
Una gara a parte, quindi, per la Rossa, in attesa di poterla vedere maggiormente competitiva nelle due prossime gare di Belgio (a Spa-Francorschamps) e a Monza, dove il layout dei suddetti circuiti (Monza in particolare) sulla carta dovrebbe di gran lunga privilegiare le caratteristiche tecniche della SF90.

Il Gp d'Ungheria ha dimostrato una volta di più che dopo Mercedes, Ferrari e Red Bull, esiste un gap davvero considerevole con le altre scuderie: riprova ne è il fatto che i primi 4 classificati (Hamilton, Verstappen, Vettel e Leclerc) siano stati gli unici piloti a concludere a pieni giri.

Scorrendo quindi la classifica e andando oltre le prime quattro posizioni, da segnalare ancora una volta la gara della McLaren e in particolare di Carlos Sainz Jr che chiude in quinta posizione, sopravanzando il compagno di squadra Norris nono, ribadendo una volta di più che se il giovane rookie inglese riesce a dare qualcosa di più in qualifica, il più esperto pilota spagnolo riesce nei limiti del possibile a dare il massimo in gara, riuscendo persino a tenersi dietro la Red Bull di Pierre Gasly, autore anche questo weekend in Ungheria di una gara anonima, assolutamente imparagonabile all'ottima gara del già citato compagno di squadra Verstappen.

Ottima anche la prestazione di Kimi Raikkonen, che nel finale di gara riesce a difendere la settima posizione conquistata dalla sua Alfa Romeo dagli attacchi di Valtteri Bottas (ottavo), la cui corsa, come sopra detto è stata pesantemente condizionata dal danneggiamento dell'ala anteriore della sua Mercedes (toccata nel primo giro dalla gomma anteriore sinistra della Rossa di Leclerc) che ha spinto i meccanici a richiamarlo forse con troppo ritardo nel corso del sesto giro, obbligandolo così a una gara di rimonta dal fondo dello schieramento.

A concludere la top 10, infine, la Toro Rosso con Alexander Albon, autore tutto sommato di una buona gara che lo ha visto nel corso del 19° Giro soccombere nei confronti del compagno di squadra Kvyat (classificatosi poi 15°) al termine di un intenso e combattuto duello in famiglia svoltosi in maniera assolutamente corretta e senza contatti tra le macchine, con ben quattro curve che le due Toro Rosso hanno corso affiancate.

In Classifica Piloti Hamilton rafforza la propria leadership con 250 punti, seguito da Bottas a quota 188, tallonato a sua volta da Verstappen con 181 punti. Seguono i due piloti Ferrari con Vettel quarto con 156 punti, e Leclerc quinto a quota 132. Più staccato è Gasly, sesto con 63 punti, seguito da Sainz (58), Raikkonen (31), Kvyat (27) e Norris (24).

In Classifica Costruttori la Mercedes è in testa con 438 punti, seguita dalla Ferrari con 288 punti. Terza è la Red Bull con 244 punti, seguita da McLaren (82), Toro Rosso (43), Renault (39), Alfa Romeo (32), Racing Point (31), Haas (26) e Williams (1).

La Formula 1, dunque, si ferma per la consueta pausa estiva, pronta a ripartire Domenica 1° Settembre sul circuito di Spa Francorschamps con il Gp del Belgio (diretta esclusiva SKY, differita pomeridiana su TV8), e poi Domenica 8 Settembre con l'attesissimo Gp d'Italia a Monza (diretta tv sia su SKY che su TV8).