Formula 1

Formula 1: presentazione Gp Ungheria

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La Formula 1 sbarca in Ungheria per la 12° prova del Mondiale 2019, l'ultima prima della pausa estiva.

Un vero e proprio banco di prova. La Formula 1 affronta il suo secondo back to back stagionale approdando dopo pochi giorni dall'emozionante gara di Hockenheim sul circuito dell'Hungaroring a Budapest per il Gp d'Ungheria (dodicesima prova del Mondiale 2019, l'ultima prima della pausa estiva), con i tre top team (Ferrari, Mercedes e Red Bull) alla ricerca di risposte ben chiare da cui può dipendere anche il loro futuro.
Chi è alla ricerca di una risposta è in primis la Ferrari, capace a sorpresa di ben impressionare ad Hockenheim su una pista sulla carta a lei sfavorevole sia nelle libere che in gara, ma che purtroppo non sempre brilla in termini di affidabilità. Se il circuito tedesco poteva aiutare la Rossa per via dei rettilinei presenti nei primi due settori, in Ungheria non sarà così su un circuito piuttosto tortuoso che richiede lo stesso set-up normalmente utilizzato a Monaco e in cui la trazione è a dir poco basilare. A consolare la scuderia di Maranello (che presenta un Vettel rilanciato dopo l'ottimo secondo posto di Hockenheim, e un Leclerc che deve subito scacciare dalla testa l'errore commesso con il bagnato) il terzo settore della pista tedesca, simile a quello ungherese, in cui la SF90 ha ben brillato. Un'occasione,quella dell'Hungaroring, non solo per avere un'idea definitiva sulle novità portate nelle gare precedenti, ma anche per valutare il nuovo pacchetto aerodinamico atteso per questa gara.

Chi deve cancellare Hockenheim dalla propria testa è sicuramente la Mercedes, capace di conquistare nella gara di casa solo un nono posto con un Lewis Hamilton in non eccellenti condizioni fisiche a causa della febbre che lo aveva colpito nei giorni scorsi, ma chiamata a fare la differenza su una pista (l'Hungaroring) che sulla carta dovrebbe favorirla viste le caratteristiche tecniche, con il caldo che potrebbe però penalizzare non poco la W10.

Chi invece è chiamata a confermare la gara di Hockenheim è la Red Bull con un Max Verstappen in assoluto stato di grazia. La scuderia di Milton Keynes al pari della Mercedes viste le caratteristiche tecniche della propria vettura dovrebbe essere protagonista della gara ungherese. Ferrari permettendo.

CENNI STORICI.

Un Gp, quello ungherese, giunto alla sua 34° edizione, che, seppur tacciato di essere piuttosto noioso per via della difficoltà a compiere sorpassi, non ha mancato in passato di regalare delle gare estremamente emozionanti. Basti pensare all'edizione del 1989, che vide la vittoria di Nigel Mansell, partito 12°, grazie a una serie infinita di sorpassi, compreso un bellissimo duello con Ayrton Senna, ripetutosi poi anche nel 1991 e nel 1992, quando a vincere fu invece il brasiliano. In fatto di rimonte, da ricordare anche la prima vittoria ottenuta in carriera da Jenson Button nel 2006 al volante della BAR Honda (con il motorista nipponico che torna dopo 39 anni ad assaporare la gioia della vittoria), con l'inglese che si era qualificato 4° ma che era stato retrocesso in 14° posizione per aver sostituito il motore. Sotto la pioggia (condizione meteeologica che caratterizzerà buona parte del Gp) Button riuscirà meglio degli altri a leggere la gara, dando vita a una entusiasmante rimonta che lo porterà sul gradino più alto del podio.

Un altro pilota che ha vissuto dei momenti emozionanti su questa pista è stato sicuramente Michael Schumacher, capace di vincere la gara nel 1998 pur con una sosta in più rispetto alle McLaren, autentiche mattatrici il giorno prima in qualifica. Sempre all'Hungaroring nel 2001 il campione di Kerpen grazie alla vittoria conquistata si aggiudicò il quarto titolo piloti in carriera (il secondo consecutivo con la Ferrari), mentre la scuderia di Maranello vinse in contemporanea il titolo Costruttori. Celeberrimo il “We are the Champions” cantato sul podio dallo stesso Schumacher e da Barrichello, al quale il pilota tedesco donò il suo trofeo come riconoscimento e ringraziamento per l'ottimo lavoro svolto in quella gara così importante.

Un Gp, quello ungherese, che vide nel 2003 la prima vittoria in Formula 1 di Fernando Alonso alla guida della Renault, con il pilota asturiano che addirittura doppiò il campione del mondo, Michael Schumacher, il quale si classificò quinto con la sua Ferrari F2003 GA.

Proprio qui all'Hungaroring ad esempio scoppiò definitivamente la rivalità tra Hamilton e lo stesso Alonso nel 2007 quando entrambi correvano con la McLaren allora motorizzata Mercedes,con l'asturiano che, resosi conto che il team gli aveva montato delle gomme dure (e non le morbide da lui richieste, destinate ad Hamilton), non esitò a restare fisso nella piazzola riservata alla sosta impedendo così al compagno di squadra inglese di cambiare le gomme e così scendere in pista per l'ultimo tentativo lanciato. Gesto che portò i commissari a privarlo della pole position e a penalizzarlo retrocedendolo di 5 posizioni in griglia.

Un altro pilota che su questo circuito ha vissuto dei momenti piuttosto delicati è stato sicuramente Felipe Massa. Dopo un amaro ritiro nel 2008 a tre giri dal termine per un problema al motore che non solamente gli costò la gara ma con il senno di poi anche il Mondiale perso poi ad Interlagos per due punti nei confronti di Hamilton, nel 2009 il pilota brasiliano della Ferrari venne colpito al casco nel corso della Q2 da una molla persa della Brown-Mercedes di Rubens Barrichello. Felipe perse conoscenza, e la monoposto andò a impattare a circa 190 Km/h contro le barriere di gomme posizionate all'altezza della curva 4. Immediati i soccorsi, con il pilota trasportato d'urgenza in ospedale. Dopo aver rilevato una lesione ossea nella zona sovraorbitaria con una commozione cerebrale, i medici operarono d'urgenza il pilota brasiliano salvandogli la vita, e consentendogli di tornare in pista l'anno successivo nella gara inaugurale in Bahrain.

Emozionanti, infine, le corse del 2014 e del 2015. Se nel 2014 a vincere fu la Red Bull di Ricciardo seguito dalla Ferrari di Alonso, costretto a cedere la testa a tre giri dalla fine per le gomme eccessivamente usurate, nel 2015 fu la scuderia di Maranello a vincere la gara con Sebastian Vettel pochi giorni dopo la scomparsa di Jules Bianchi. Ferrari che vinse anche nel 2017 con Vettel davanti a Raikkonen, con a seguire le Mercedes di Bottas e di Hamilton.

Per quanto riguarda l'albo d'oro, nelle 33 edizioni finora disputate, il pilota ad aver ottenuto il maggior numero di pole position è Michael Schumacher (7), seguito da Lewis Hamilton (6). Più staccati Ayrton Senna e Sebastian Vettel, entrambi a quota 3 pole.
Per quanto riguarda i piloti plurivittoriosi in Ungheria, in testa alla classifica troviamo Lewis Hamilton con 6 vittorie (2007, 2009 e 2012 con la McLaren, 2013, 2016 e 2018 con la Mercedes), seguito da Michael Schumacher con 4 vittorie (1994 con Benetton, 1998, 2001 e 2004 con Ferrari) ed Ayrton Senna con 3 vittorie (1988, 1991 e 1992 con McLaren). Restando ai piloti attualmente impegnati nel Mondiale, dopo Hamilton troviamo Sebastian Vettel con 2 successi (2015, 2017), ottenuti entrambi con la Ferrari.

CIRCUITO ED ASSETTO DELLA MONOPOSTO ALL'HUNGARORING.

La conformazione del circuito dell'Hungaroring, situato nel comune di Mogyorod, a circa 25 Km da Budapest, ricorda molto quella delle viuzze di Montecarlo, essendo un circuito abbastanza tortuoso, e dove sorpassare è normalmente assai complicato. Non è quindi un caso che le scuderie adottino per questa gara lo stesso set-up utilizzato per la gara monegasca, con alto carico aerodinamico al fine di avere la massima aderenza possibile in pista, visto anche lo scarso grip normalmente garantito dalla stessa. Bisogna anche dire che in passato il circuito presentava degli avallamenti, ridotti però dopo la riasfaltatura del 2016. Importante è ovviamente la trazione, che qui ricopre un ruolo basilare sopratutto in uscita della curva 14, che porta al rettilineo finale, e che se presente sulla monoposto può favorire il sorpasso, nell'unico punto dove, oltre alla curva 3 si può superare. Bisogna dire che il progetto iniziale del circuito prevedeva solamente il rettilineo principale come unico punto di sorpasso, ma alla luce dei pochi sorpassi effettuati, nel 1989 venne deciso di immettere la curva 3 nel lungo rettilineo che porta alla curva 4, e nel 2003 di allungare lo stesso rettilineo principale, ottenendo però negli anni dei risultati piuttosto esigui.

GOMME PIRELLI IN UNGHERIA.

Per via delle sollecitazioni longitudinali sia in trazione che in frenata, così come anche nei rapidi cambi di direzione, la Pirelli ha deciso di portare in Ungheria le mescole C2, C3 e C4.

Differenti le scelte fatte dai top team (e in alcuni casi anche dai singoli piloti): se Hamilton (Mercedes) ha optato per 8 set di gomme morbide C4, 3 set di gomme medie C3 e 2 set di gomme dure C2, il compagno di squadra Bottas ha optato per 8 set di gomme morbide C4, 4 set di gomme medie C3 e 1 set di gomme dure C2.


In casa Ferrari Vettel ha optato per 9 set di gomme morbide C4, 2 set di gomme medie C3 e 2 set di gomme dure C2, mentre Leclerc e i due piloti Red Bull (Verstappen e Gasly) hanno optato per 9 set di gomme morbide C4, 3 set di gomme medie C3 e 1 set di gomme dure C2.

COPERTURA TELEVISIVA SU SKY E TV8.

Per quanto riguarda, infine, la trasmissione televisiva del Gp, prove libere (Venerdì 2 Agosto alle 11 e alle 15 FP1 e FP2; Sabato 3 Agosto alle 12 la FP3), qualifiche (Sabato 3 Agosto dalle 15 alle 16) e gara (Domenica 4 Agosto alle 15:10) verranno trasmesse in diretta esclusiva su SKY SPORT F1 HD (canale 207 della piattaforma Sky per satellite e fibra) e su SKY SPORT UNO (canale 201 della piattaforma Sky .per satellite e fibra; canale 482 (SD) e 472 (HD) del digitale terrestre).
Il Gp verrà inoltre trasmesso in differita in chiaro su TV8 (canale 8 del digitale terrestre) con qualifiche e gara che verranno trasmesse rispettivamente sabato e domenica con inizio a partire dalle 18 (prequalifiche e pregara a partire dalle 17).