Formula 1

F1 Austria: la vittoria di Verstappen e il duello con Leclerc

© LAPRESSE

Max Verstappen su Red Bull si aggiudica il Gp d'Austria davanti alla Ferrari di Charles Leclerc e alla Mercedes di Valtteri Bottas, con Vettel staccato di pochi decimi. Solo quinto il leader del Mondiale Lewis Hamilton.

Un anticipo della F1 che verrà. Il Gp d'Austria corso nella giornata di ieri al Red Bull Ring verrà ricordato non solo per essere stata una gara altamente spettacolare al punto da riconciliarsi con il motorsport, ma anche e sopratutto per il duello tra Charles Leclerc e Max Verstappen destinato a ripetersi con sempre più frequenza ed intensità nelle prossime stagioni.


Che tra i due i rapporti fossero piuttosto burrascosi lo avevamo già raccontato lo scorso Gennaio, ricordando il precedente occorso in Francia sul circuito di Val d'Argenton nella Masters Series KF2 di Kart nel 2012 che di fatto ha inaugurato la loro forte rivalità quando entrambi erano ancora a inizio carriera, e che ha visto oggi un nuovo intenso capitolo, che ha spinto i Commissari a mettere sub iudice l'esito della gara (ufficializzato poi alle 19:46) che ha visto la vittoria del giovane pilota olandese davanti al monegasco della Ferrari, autori entrambi di una bellissima gara.

L'episodio contestato si verifica nel corso del 69° giro, con un paio di tornate ancora da affrontare. Dopo una prima parte di gara decisamente a favore di Leclerc, gli ultimi giri avevano visto tornare prepotentemente alla ribalta Verstappen dopo l'errore commesso al via grazie alla decisione della Red Bull di ritardare la sua sosta, potendogli così garantire delle gomme dure più fresche di almeno 10 giri sui principali rivali. Mossa, questa, che ha consentito al giovane pilota olandese,di poter avere un ritmo insostenibile per gli avversari, e di poter superare con una certa facilità sia la Ferrari di Sebastian Vettel, sia la Mercedes di Valtteri Bottas. Per poter bissare la vittoria già ottenuta in Austria lo scorso anno, a Verstappen restava solo di superare Leclerc, ormai in crisi di gomme (dopo aver cercato nelle tornate precedenti di gestire il carburante).

Cosa che avviene nel corso del 69° Giro, con Verstappen che all'altezza della curva 3 chiude il rivale monegasco, spingendolo con un po' di malizia fuori pista e chiudendolo al momento in cui Leclerc aveva provato a rientrare in pista, come possiamo vedere dalle immagini sopra pubblicate.

Una manovra, quella, compiuta da Verstappen, che ha ricordato a molti quanto compiuto proprio tre anni fa in Austria dal duo Mercedes Hamilton-Rosberg con l'inglese che nel corso dell'ultimo giro alla curva 2 (la Remus) non esita ad attaccare dall'esterno Rosberg, e con il pilota tedesco che prova invano a chiudere la traiettoria, toccando il compagno di squadra e danneggiandosi l'ala anteriore. Alla fine non solo Rosberg chiuderà la gara al quarto posto, ma verrà penalizzato di ulteriori dieci secondi (che non cambieranno il risultato finale) essendo stato considerato colpevole dai commissari per il contatto con Hamilton.

Se nel caso del duello Leclerc-Verstappen per fortuna entrambe le monoposto non avevano fatto registrare nessun danno significativo, era risultato altrettanto evidente come il monegasco fosse stato spinto fuori pista dal pilota olandese della Red Bull, e proprio per questo i commissari non hanno esitato a mettere sotto inchiesta l'azione di Verstappen, convocando poi i piloti alle 18 per ascoltare entrambe le versioni.

Alla fine, alle 19:46 è stata emessa la sentenza che conferma la vittoria della Red Bull di Verstappen (la prima della Honda dal ritorno in Formula 1 come motorista, avvenuto nel 2015). Come possiamo leggere nel comunicato diffuso su Twitter dalla Federazione (e disponibile on line in tarda serata per via di un malfunzionamento del sito, avvenuto curiosamente dopo la diffusione di un documento fake alle 18:45 circa, fatto anche piuttosto bene, in cui veniva assegnata la vittoria a Leclerc, e la penalità di cinque secondi con due punti tolti sulla patente all'olandese), i commissari hanno considerato sostanzialmente un incidente di gara il contatto tra Leclerc e Verstappen, senza rilevare una particolare responsabilità di un pilota o dell'altro.

Se da quanto emerso in pista la vittoria di Verstappen ci può anche stare visto anche il ritmo assolutamente irraggiungibile per gli altri impartito dal giovane pilota olandese della Red Bull (autore anche del giro più veloce), dall'altra la decisione dei commissari del Gp d'Austria mostra una volta di più la diversità di vedute anche tra gli stessi commissari nell'applicare il Regolamento, con un'azione, quella di Verstappen ai danni di Leclerc, molto più violenta di quelle sanzionate a Vettel in Canada ai danni di Hamilton e di Ricciardo ai danni di Norris prima e di Raikkonen poi.

Comprensibile, quindi, la reazione della Ferrari, che alla fine si vede privata a causa di queste diversità di vedute nell'interpretare un Regolamento sportivo forse troppo pieno di regole di ben due vittorie assolutamente meritate, con Vettel e Leclerc in Canada prima e Austria poi, con il Team Principal Binotto che, pur riconoscendo la vittoria di Verstappen, non ha esitato a definire sbagliata la decisione presa dai commissari, in quanto il pilota olandese ha realmente spinto fuori pista Leclerc e avrebbe dovuto per questo essere sanzionato avendo di fatto originato una collisione, sottolineando poi che se questa è la decisione presa, allora in Canada la vittoria doveva essere di Vettel.
Alla luce di quanto visto nelle ultime gare non è più rinviabile un confronto tra la Federazione e le squadre in modo da poter avere una interpretazione equa del Regolamento in tutte le gare, per evitare non solo differenti interpretazioni dello stesso da pista a pista, ma ancor più che si possa pensare che vengano usati due pesi e due misure a seconda delle squadre coinvolte. Rischio piuttosto concreto alle luce degli episodi occorsi in Canada e in Austria.

Cercando di tornare ad analizzare la gara, non c'è dubbio che la tappa austriaca abbia messo forse per la prima volta in evidenza le difficoltà della Mercedes nel gestire le gomme con delle alte temperature e in altura. Se Bottas si è lamentato in merito a un surriscaldamento del motore, Hamilton non è mai stato protagonista in gara arrivando addirittura a rompere l'ala anteriore e a danneggiare il fondo (e dei componenti aerodinamici, che alla fine lo hanno privato di carico aerodinamico) per via di una interpretazione apparsa a tutti piuttosto estrema della curva 1. Se le difficoltà della Mercedes dovessero venir confermate su circuiti piuttosto caldi come l'Hungaroring, Singapore, o in altura come in Messico, e in attesa di capire come la W10 possa comportarsi su circuiti di alta velocità come Spa o Monza, questo vorrebbe poter dire che il team campione del mondo può esser battuto, a patto di saper sfruttare seriamente le occasioni a disposizione.

Tornando a parlare di casa Ferrari, non possiamo non sottolineare la bellissima rimonta di Sebastian Vettel, risalito dal nono al quarto posto grazie a una gara d'attacco svolta brillantemente dal quattro volte campione tedesco di Heppenheim. Peccato solamente per il problema radio che non ha consentito ai meccanici di prepararsi per tempo con le gomme al momento della sosta: senza quell'inconveniente, Vettel avrebbe potuto tranquillamente salire sul podio (e magari proteggere Leclerc dall'assalto di Verstappen).

Scorrendo la classifica, da segnalare l'ottima gara delle McLaren (seppur doppiate), con Lando Norris ottimo sesto, e Carlos Sainz ottavo dopo esser partito dal fondo per la sostituzione del motore, che conferma una volta di più l'evidente crescita del team di Woking dopo annate piuttosto delicate.

Delude ancora una volta Pierre Gasly, autore di una gara anonima conclusa al settimo posto, e sul cui futuro aleggiano le ombre dei piloti Toro Rosso Daniil Kvyat e Alexander Albon. Qualora il suo rendimento non dovesse cambiare nel prossimo mese tra Gran Bretagna, Germania e Ungheria, lecito immaginarsi alla ripresa del campionato in Belgio sul circuito di Spa-Francorschamps dopo la pausa estiva la sua retrocessione in Toro Rosso con uno come dicevamo tra Kvyat ed Albon al fianco di Verstappen.

Ottimo risultato, infine, anche per l'Alfa Romeo, con Raikkonen nono dopo una prima fase di gara che lo aveva visto combattere addirittura in quarta posizione con le Mercedes e il suo ex compagno di squadra in Ferrari Vettel, e Giovinazzi decimo che conquista così il suo primo punto in carriera nel Mondiale di Formula 1.

Un punto festeggiato molto allegramente in Alfa Romeo con il Team Principal Frederic Vasseur, improvvisatosi barbiere, che taglia una ciocca di capelli al giovane talento di Martina Franca.

In Classifica Piloti per quanto riguarda le primissime posizioni Hamilton è sempre in testa con 197 punti, seguito da Bottas a quota 166. Verstappen sale in terza posizione con 126 punti, tallonato da Vettel a quota 123. Leclerc è quinto con 105 punti. seguito da Gasly (43), Sainz (30), Norris (22), Raikkonen (21), Ricciardo (16).

In Classifica Costruttori la Mercedes è in testa con 363 punti, seguita dalla Ferrari con 228 punti. Terza è la Red Bull con 169 punti, seguita da McLaren (52), Renault (32), Alfa Romeo (22), Racing Point (19), Toro Rosso (17), Haas (16).

Prossimo appuntamento con la Formula 1 Domenica 14 Luglio con il Gp di Gran Bretagna a Silverstone con diretta pomeridiana su SKY e in chiaro su TV8.