Formula 1

F1 Canada: Vettel in pole a Montreal

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Sebastian Vettel conquista la prima pole position stagionale davanti a Lewis Hamilton e Charles Leclerc. Sesto Valtteri Bottas, eliminato in Q2 Max Verstappen.

Una pole conquistata in extremis, all'ultimo respiro. Sebastian Vettel mette fine a un digiuno lungo 17 gare iniziato lo scorso anno in Germania, e conquista a Montreal la sua prima pole stagionale (la seconda consecutiva con la Ferrari se consideriamo anche quella della passata stagione, la quinta in carriera sulla pista canadese) al termine di una qualifica estremamente combattuta con la Mercedes. Se FP2 e FP3 ci avevano mostrato una Ferrari autentica mattatrice in pista sopratutto nel terzo e ultimo settore (quello principalmente di motore), fin dalla Q1 è stato evidente come la Mercedes in realtà si fosse nascosta, con i distacchi andati improvvisamente ad assottigliarsi. Eppure, nonostante questo, il pilota tedesco nell'ultimo tentativo è riuscito a compiere il giro della vita. A fare, insomma, la differenza.
Una pole, quella di Vettel, figlia di un primo settore assolutamente magistrale, degno del miglior Hamilton, e di un ultimo settore ai limiti della perfezione, che alla fine hanno consentito al campione di Heppenheim di battere per 206 millesimi il cinque volte campione del mondo inglese, fermando i cronometri sul tempo di 1'10”240 (nuovo record della pista). Un risultato emozionante, quello odierno, ottenuto certamente su una pista il cui layout poteva essere sicuramente a favore della Rossa, e i cui meriti sono da suddividersi tra l'estro del campione tedesco oggi assolutamente tangibile, e la power unit del Cavallino, che anche oggi ha confermato sul dritto di essere più performante rispetto a quella Mercedes a livello di velocità di punta.

Proprio questa lieve differenza tra le due power unit sul dritto esalta ancor di più la prestazione di Lewis Hamilton, autore anche oggi di un'ottima qualifica e che conferma come il campione inglese può anche commettere degli errori nel corso delle libere (come quello di ieri in FP2), ma, quando conta accelerare, quando conta veramente dare il massimo, riesce sempre a realizzare una grandissima performance.

In seconda fila la Ferrari di Charles Leclerc, autore di una buona qualifica, che avrebbe potuto addirittura essere migliore del terzo posto se non avesse commesso un errore nell'ultimo tentativo all'altezza del tornantino.

Chi invece ha rischiato di andare molto seriamente a muro è stato Valtteri Bottas, molto veloce nella giornata di ieri, e che nella Q3 nel tentativo di emulare i tempi di Hamilton, ha perso la monoposto in curva 2, sfiorando di un niente il muretto. Il pilota finlandese è così rientrato ai box per effettuare un nuovo tentativo, ma, forse con ancora il pensiero dell'errore precedente, non è riuscito a realizzare un'ottima prestazione, qualificandosi in sesta posizione.

Tra i protagonisti di giornata non possiamo non citare Daniel Ricciardo, autore di un ottimo quarto posto in qualifica con la Renault, e apparso decisamente in ripresa rispetto alle ultime gare. Una soddisfazione per il pilota italo-australiano rafforzata anche dalla consapevolezza di aver battuto in questa occasione per soli otto millesimi la sua ex squadra, la Red Bull, qualificatasi quinta con Gasly, e solo undicesima con Verstappen.
Una qualifica negativa, quella del pilota olandese, figlia del poco grip che la sua RB15 ha evidenziato con le gomme medie (che Verstappen, al pari dei piloti Mercedes e Ferrari aveva scelto di usare in Q2 in ottica gara), a cui va poi aggiunto sia il traffico nel momento dei vari giri lanciati, nonché la bandiera rossa provocata da un violento schianto della Haas di Kevin Magnussen contro il celeberrimo Muro Dei Campioni.

Un impatto devastante, con il pilota danese che ha sbagliato il punto di corda nell'ultima chicane andando a impattare come detto contro il Muro, e con la monoposto che a quel punto a causa anche della foratura della gomma posteriore destra, è andata a sua volta a impattare altrettanto violentemente contro le protezioni danneggiando piuttosto pesantemente il retrotreno. L'aspetto se vogliamo positivo di questo bruttissimo episodio è stata l'ottima tenuta del telaio Dallara e della cellula di sopravvivenza che hanno fatto si che lo stesso Magnussen dopo qualche attimo potesse scendere autonomamente dalla monoposto, e, salito in macchina, recarsi precauzionalmente al centro medico, con la partecipazione alla gara che al momento non dovrebbe essere assolutamente a rischio.

Scorrendo la classifica, da sottolineare la performance della McLaren, con Norris ottavo e Sainz nono, ma con lo spagnolo a rischio penalizzazione per aver ostacolato Albon.
Passo indietro per l'Alfa Romeo, con Giovinazzi 13°, ma con Raikkonen addirittura 17° ed eliminato in Q1, come anche per una irriconoscibile Racing Point, la quale conferma il negativo inizio di campionato nonostante la raggiunta solidità economica, con Perez 16° e Stroll 18°.

Soffermandoci, infine, sulla gara di domani (diretta tv su SKY SPORT F1 HD e su SKY SPORT UNO, differita in chiaro su TV8), quale scenario è lecito immaginarsi?
Non c'è dubbio che Ferrari e Mercedes avendo scelto di qualificarsi con gomma media, viste anche le alte temperature della pista fatte registrare in queste ore in Canada (circa 49°) hanno il vantaggio di poter a metà gara optare per la gomma dura, che dovrebbe sulla carta consentire di poter concludere serenamente il Gp senza altre soste. Vero è anche che la Ferrari a differenza del team campione del mondo ha portato un solo set di gomme dure che nella simulazione gara in FP2 non ha utilizzato al contrario di Bottas, che di set ne aveva scelti ben due. Se quindi Hamilton potrà contare in ottica gara sulle indicazioni ottenute nel passo gara dal suo compagno di squadra, Vettel e Leclerc inevitabilmente dovranno andare alla cieca con questa mescola. Cosa che invece non avverrà con la mescola media, che aveva visto Bottas andar molto forte,e con Leclerc vicino ai tempi del finlandese della Mercedes.

Occhio, infine, a Verstappen. Se è vero che il giovane pilota olandese ha mancato la qualificazione alla Q3, è altrettanto vero che questa situazione gli consentirà di scegliere liberamente la mescola con cui partire, e non è assolutamente da escludere l'ipotesi di partire con una gomma dura per poi passare a una media, se non addirittura a una morbida nelle ultimissime fasi di gara, quando la pista (molto sporca in questi giorni per i lavori di rifacimento del paddock e dei box, che hanno portato sopratutto nelle libere di ieri, come anche in qualifica ad avere della polvere alzata dalle monoposto) dovrebbe essere decisamente più gommata.
Verstappen non è nuovo a rimonte: basti pensare che l'ultima volta in cui non si qualificò alla Q3 (Usa 2018), partendo dalla 18° posizione, riuscì addirittura a risalire fino al secondo posto.

Una gara, quella in programma domani in Canada, che si preannuncia piuttosto combattuta tra Ferrari e Mercedes, con l'auspicio che a vincere sia sopratutto lo spettacolo in pista.