Formula 1

Ricordando Niki Lauda

© LAPRESSE

Il tre volte campione del mondo austriaco è morto all'età di 70 anni nella clinica svizzera dov'era stato ricoverato a inizio Maggio per un problema ai reni.

Un vero e proprio fulmine a ciel sereno. Quando tutti auspicavano un suo pronto ritorno ai box in Mercedes al fianco del Team Principal Toto Wolff, ecco la notizia che non ti aspetti, una di quelle che fanno veramente male al cuore, diffusa nella notte: Niki Lauda non ce l'ha fatta.
Quella salute che tante volte l'aveva afflitto prima con il doppio trapianto di reni nel 1997 e nel 2005 e poi con il trapianto al polmone lo scorso mese di agosto e dal quale si stava progressivamente riprendendo grazie a un'attenta riabilitazione, alla fine purtroppo lo ha tradito.
Secondo quanto aveva comunicato nei giorni scorsi il fratello Florian, dall'inizio di maggio Niki dopo aver fatto dei grossi progressi era stato costretto a trasferirsi dal Centro di Riabilitazione Cireneo diVitznau in una clinica privata sempre in Svizzera per sottoporsi a dialisi per purificare il sangue. Nulla poteva far presagire un epilogo così drammatico, con Niki che ha vissuto i suoi ultimi momenti di vita pacificamente con la sua famiglia nella giornata di ieri.

LA SUA CARRIERA IN FORMULA 1.

La Formula 1 perde, dunque, un grande campione, capace di scrivere con il suo estro e il suo talento innumerevoli pagine della storia di questo sport.
Nato a Vienna il 22 Febbraio 1949, Lauda approda in Formula 1 in occasione del Gp d'Austria del 1971 dopo una lunga gavetta che lo aveva visto debuttare contro il volere dei suoi genitori (che sognavano per lui un futuro da banchiere nella banca di famiglia) prima in Formula Vee, passando poi in Formula 3 senza ottenere risultati significativi, Formula 2 e per l'appunto Formula 1 con la March, con cui disputerà anche il Mondiale 1972 . La scarsa competitività della sua monoposto lo spinge ad offrirsi come pilota pagante alla BRM per il Mondiale 1973, ed è qui che incontra il pilota svizzero Clay Regazzoni, il quale rimane fin da subito colpito dal talento di pilota e di collaudatore del giovane austriaco, capace in pochi giri di capire subito quali modifiche dare alla propria monoposto in modo da farla andare più veloce (da qui il soprannome di pilota Computer), al punto che, una volta rientrato in Ferrari, non esita a segnalare Lauda direttamente ad Enzo Ferrari, il quale decide di ingaggiare anche l'austriaco per la stagione 1974.

Lauda non solo darà un grande contributo fin dal suo approdo a Maranello trovando nelle sospensioni il tallone d'Achille della nuova monoposto 312 B3-74 riuscendo con la nuova tipologia di sospensione a migliorare il proprio tempo di 8 decimi rispetto a quello effettuato con le vecchie sospensioni, ma, supportato da una squadra costituita dal progettista (l'Ing. Mauro Forghieri) e dal Direttore Sportivo (un giovanissimo Luca Cordero di Montezemolo) darà al via a una nuova stagione di successi che porterà la Rossa dopo un'annata preparatoria rappresentata dal 1974, a conquistare il titolo mondiale sia nel 1975 con la 312T, sia nel 1977 con la 312T2.


In mezzo il drammatico incidente del Nürburgring del 1° Agosto 1976 dal quale Lauda si salva miracolosamente grazie al prezioso contributo del collega Arturo Merzario, tornando a correre a Monza il 12 Settembre dello stesso anno, nonché la conquista del titolo mondiale da parte del pilota inglese James Hunt, in occasione della gara finale disputata il 24 Ottobre 1976 in Giappone sul circuito del Fuji in seguito alla decisione di Lauda di ritirarsi dopo due giri a causa delle condizioni troppo pericolose in cui versava la pista, battuta da una violenta pioggia.

Il 1977 è un'annata chiave per il pilota austriaco: se da una parte Lauda conquista con la Ferrari 312 T2 il suo secondo titolo mondiale, dall'altra il rapporto sempre più burrascoso con la scuderia di Maranello, fortemente intenzionata a puntare su Reutemann (che aveva preso il posto di Regazzoni) lo spinge a lasciare la squadra una volta acquisita la certezza matematica del titolo.
Lauda si trasferisce così nel biennio 1978-1979 alla Brabham, ma la monoposto inglese motorizzata Alfa Romeo non poteva avere inevitabilmente le prestazioni della Ferrari, e così dopo aver conseguito due vittorie nel 1978 (Svezia e Italia) e nel 1979 solo due piazzamenti a punti (Sudafrica e Italia) a causa della scarsissima affidabilità della sua monoposto, decide di ritirarsi dal mondo della Formula 1.

Non sarà però un addio: a sorpresa, il 30 Settembre 1981 Niki Lauda annuncia il suo ritorno come pilota di Formula 1, e a fine Novembre dello stesso anno dopo un test effettuato sulla pista di Donington sarà la McLaren ad annunciare l'ingaggio dell'austriaco.
Lauda disputerà con la McLaren le stagioni 1982-1985, conquistando il suo terzo e ultimo titolo iridato nel 1984, battendo per solo mezzo punto il suo nuovo compagno di squadra, il francese Alain Prost.

 

I problemi tecnici accusati nel 1985 dalla sua monoposto lo spingono ad annunciare il suo ritiro definitivo dalla Formula 1, al termine di una carriera che lo aveva visto disputare la bellezza di 171 gare, con ben 25 vittorie e la conquista dei già citati tre titoli piloti.

L'amore, però, per il Circus negli anni è rimasto fortissimo, e così, smessi i panni di pilota, Lauda è stato negli anni 90 consulente per la Ferrari negli anni della presidenza Montezemolo, e poi a cavallo del nuovo millennio per la scuderia Jaguar. Nel 2012 l'austriaco torna in Formula 1 come Presidente non esecutivo della scuderia Mercedes, dove fino allo scorso anno ha collaborato a stretto contatto con il Team Principal della scuderia, il connazionale Toto Wolff.

LA F1 RICORDA LAUDA.

Moltissimi i messaggi di cordoglio arrivati in queste ore per ricordare Niki Lauda, a cominciare dalle scuderie con cui ha corso il campione austriaco, o a cui ha dato comunque un grande contributo.

A cominciare dalla Ferrari, che questa mattina ha ricordato Niki Lauda con un tweet (“Oggi è un giorno triste per la F1. La grande famiglia della Ferrari apprende con molta tristezza la notizia della morte dell'amico Niki Lauda, tre volte campione del mondo, due con la Scuderia(1975-1977). Resterai per sempre nei nostri cuori e in quelli dei tifosi”).

Anche la McLaren ha voluto ricordare la figura di Niki Lauda. “Tutti in McLaren sono profondamente attristati dall'apprendere che il nostro amico, collega e Campione del Mondo 1984, Niki Lauda, è scomparso. Niki sarà per sempre nei nostri cuori e scolpito nella nostra storia.”

Anche la Mercedes ha voluto ricordare Niki Lauda. Su Twitter il team campione del mondo ha pubblicato una foto del campione austriaco accompagnandolo con la scritta Niki 1949-2019 e con un cuoricino. Poco fa sull'account Twitter del team campione del mondo è uscita una dichiarazione di cordoglio da parte del Team Principal Toto Wolff in cui viene messo in evidenza l'importante ruolo di Lauda all'interno della squadra.

L'ex pilota Mercedes Nico Rosberg laureatosi Campione del Mondo nel 2016 con il team tedesco ha voluto ricordare Niki Lauda sui social con una lettera. “Caro Niki, grazie per tutto quello che hai fatto per me. Ho imparato così tanto da te. La tua passione, il tuo spirito combattivo, il non mollare mai,il tuo credo sul fatto che c'incontriamo sempre due volte nella vita, e anche la tua pazienza con noi giovani piloti. Io come tutti i tuoi 100 milioni di fans in tutto il mondo che tu hai fortemente ispirato a non mollare mai nei momenti più difficili stiamo pensando a te e alla tua famiglia e ti auguriamo di riposare in pace”.

Anche la F1 ha voluto ricordare su Twitter la figura di Niki Lauda. “Riposa in pace, Niki Lauda. Per sempre portato nei nostri cuori, per sempre immortalato nella nostra storia. La comunità del motorsport piange oggi la devastante perdita di un vera leggenda. I pensieri di tutta la Formula 1 sono rivolti ai suoi amici e alla sua famiglia”.

Un pilota, Niki Lauda, simbolo di una Formula 1 che purtroppo oggi non c'è più, e in cui a fare la differenza non era la tecnologia odierna, ma l'estro, il talento, e magari anche le conoscenze tecniche che un pilota poteva avere grazie all'esperienza. Un pilota, Niki, che, siamo certi, avrà per sempre un posto speciale nel cuore di tutti gli appassionati di Formula 1.