Formula 1

Prost, Senna, Schumacher: un podio per tre campioni

© LAT Images

Il 9 Maggio 1993 per la prima ed unica volta nella storia della Formula 1 salgono sul podio al termine del Gp di Spagna a Barcellona tre campioni che hanno scritto la storia del Circus: Alain Prost, Ayrton Senna e Michael Schumacher.

Tre grandi campioni capaci con le loro gesta di scrivere pagine di storia della Formula 1. Quando pensiamo ad Ayrton Senna, Alain Prost e a Michael Schumacher non possiamo non pensare a questo. Tre piloti (il brasiliano, il francese e il tedesco) capaci di ottenere 14 titoli mondiali (7 Schumacher, 4 Prost e 3 Senna), 163 vittorie (91 Schumacher, 51 Prost, 41 Senna), 166 Pole position (68 Schumacher, 65 Senna e 33 Prost) nei 667 Gp da loro disputati (307 Schumacher,199 Prost, 161 Senna), Tre campioni che anche se per poco tempo e in una differente fase della propria carriera hanno visto le loro strade incrociarsi e hanno condiviso lo stesso podio in una sola occasione, il 9 Maggio 1993 a Barcellona, ma per i quali il destino aveva già in mente una strada ben precisa.

Una stagione, quella 1993, iniziata con due vittorie a testa per Prost (Sudafrica e San Marino) e Senna (Brasile e il Gp d'Europa a Donington), con i due rivali di sempre che si approcciano al campionato con due stati d'animo differente: di rivincita per quanto riguarda Prost, al rientro in Formula 1 in Williams dopo l'anno sabbatico legato alla conclusione anticipata del suo rapporto in Ferrari avvenuto sul finire della stagione 1991; di insofferenza nei confronti di una McLaren divenuta scarsamente competitiva per quanto riguarda Senna, il quale avrebbe volentieri salutato la scuderia di Woking per approdare in Williams se Prost non avesse fatto mettere sul proprio contratto un diritto di veto nel caso il cui il pilota brasiliano avesse optato proprio per il team di Grove. Senna decide così di correre a gettone con la McLaren (che al termine della precedente stagione aveva perso la motorizzazione Honda, con il motorista nipponico che si era accollato le spese per la fornitura annuale dei motori Ford) chiedendo al team di Woking un milione di dollari a gran premio (in attesa di trovare un accordo fino a fine stagione solo a metà campionato in Francia).
Anche in Williams però la situazione non è così rosea. Se la FW15C (degna erede della vittoriosa FW 14B messa a punto dal duo costituito da Adrian Newey e Patrick Head), promette molto bene nei test, in realtà rischierà molto seriamente di non prender parte al Mondiale a causa del ritardato invio della domanda d'iscrizione, con Benetton e Minardi contrarie alla sua iscrizione posticipata ( vale la pena ricordare che in caso di ritardata iscrizione al Mondiale, la domanda poteva venir accettata solo nel caso in cui tutte le rimanenti squadre fossero state d'accordo). Questa situazione spinge così il Presidente FISA Max Mosley a portare la questione al Consiglio Mondiale che, in cambio dell'accettazione delle controproposte portate dalla Ferrari (la riduzione delle prove libere, dei set di gomme e del numero di monoposto disponibili per weekend come anche il minor uso delle sospensioni attive), alla fine acconsente all'iscrizione del team di Grove al Mondiale.

Dopo le prime quattro gare, la Formula 1 approda in Spagna con la Classifica piloti che vede in testa Senna con 26 punti, seguito da Prost a quota 24. Terzo è l'inglese Damon Hill (promosso da collaudatore a secondo pilota Williams, dopo il contemporaneo addio del campione del mondo uscente Mansell, passato alle corse americane, e di Patrese, approdato alla Benetton) con 12 punti, seguito dal giovane pilota tedesco della Benetton Schumacher a 10 e dal duo britannico Blundell (Ligier)-Herbert (Lotus) a 6 punti.

Una tappa, quella spagnola, che sulla carta dovrebbe privilegiare la Williams, e le qualifiche in effetti vanno proprio in questa direzione con il team di Grove che conquista l'intera prima fila con Alain Prost (1'17”809) alla sua quinta pole stagionale consecutiva davanti al compagno di squadra Damon Hill (1'18”346). In seconda fila la McLaren-Ford di Senna (1'19”722) davanti alla Benetton-Ford di Michael Schumacher (1'20”550), che precede di 80 millesimi il neo compagno di squadra Riccardo Patrese, in terza fila assieme al pilota austriaco della Sauber, Karl Wendlinger.
La partenza (avvenuta con un semaforo che da rosso diventa giallo lampeggiante e non verde e nonostante questo considerata valida dalla Federazione) vede Prost in difficoltà con il cambio semiautomatico, e così viene superato da Hill, che prende la testa della gara. Il campione del mondo francese però dopo i primi giri che lo vedono accusare un distacco quantificabile in circa un secondo, comincia man mano a recuperare, fino a superare nel corso dell'undicesimo giro il compagno di squadra inglese.
Le due Willams sembrano avere un ritmo insostenibile per i principali avversari, e sono avviati verso una sicura doppietta, quando improvvisamente nel corso del 42° giro dopo esser tornato vicino al compagno di squadra Hill è costretto a ritirarsi a causa di un problema al motore. Senna guadagna così la seconda posizione, ma nel corso del 53° giro un errore commesso dai suoi meccanici in occasione del cambio gomme consente al giovane Schumacher di avvicinarsi pericolosamente alla McLaren del pilota brasiliano. L'inseguimento, però, avrà vita breve: il pilota tedesco a poche tornate dal termine finisce con il toccare con le gomme l'olio appena seminato davanti a lui dalla Lotus guidata da Alex Zanardi, uscendo così fuoripista. Schumacher riesce a tornare in pista e a concludere al terzo posto una gara che vede Prost vincere il Gp di Spagna con 16”873 su Ayrton Senna, e con 27”125 sul pilota tedesco originario di Kerpen.

Il podio vede così sui suoi tre gradini due grandi campioni per l'epoca come Prost e Senna, e un giovane emergente, come Michael Schumacher. Un podio apparentemente come tanti, ma che visto oggi a distanza di 26 anni assume un significato veramente speciale, visto e considerato che, come abbiamo già detto all'inizio, quello di Barcellona è l'unico podio che li vedrà raffigurati tutti e tre insieme. Nessuno, infatti, può anche solo lontanamente immaginare cosa il destino ha in serbo per loro, con Prost che al termine della stagione si ritirerà dalla Formula 1 anche se al Circus resterà per sempre legato (inizialmente come commentatore televisivo per TF1, poi come proprietario della Prost Grand Prix (ex team Ligier), e poi ancora negli ultimi anni come consulente della Renault), con Senna che, approdato in Williams grazie al prezioso aiuto di Prost (divenuto nel frattempo suo amico) perderà la vita ad Imola a bordo della FW16 il 1° Maggio 1994, e con Schumacher destinato a conquistare ben 7 titoli mondiali piloti tra il 1994 e il 2004 (due con la Benetton nel 1994 e nel 1995, cinque consecutivi con la Ferrari dal 2000 al 2004). Ma questa è un'altra storia.