Formula 1

Qualifiche Gp Cina: Bottas in pole, Ferrari in seconda fila

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Il pilota finlandese della Mercedes ottiene sul circuito di Shanghai la pole position del Gp della Cina, terza prova del Mondiale 2019 di Formula 1, davanti al compagno di squadra Hamilton. Staccate a tre decimi le Ferrari di Vettel e di Leclerc.

Un pilota assolutamente ritrovato. Se la prima fila con vittoria in Australia poteva essere visto come un episodio anche casuale, la pole odierna a Shanghai conferma una volta di più il buon stato di forma di Valtteri Bottas, che a bordo della Mercedes conquista non solo la sua prima pole position in Cina (la settima in carriera), ma sopratutto mette la sua firma sulla qualifica numero 1000 della storia della Formula 1. Una pole, quella odierna (conseguita con il tempo di 1'31”547), assolutamente preventivabile fin dalla giornata di ieri: se in FP1 il pilota finlandese si era dimostrato piuttosto attardato in classifica, fin dalla FP2 grazie a una monoposto (la Mercedes W10) apparsa molto ben bilanciata sia nelle curve lente che in quelle più veloci Bottas è stato costantemente il più rapido, mostrando uno stile di guida molto pulito che ben si è adattato alle caratteristiche del circuito cinese e che non ha necessitato di particolari correzioni, e che gli ha consentito al tempo stesso per soli 23 millesimi di essere davanti al compagno di squadra Hamilton (1'31”570). Il cinque volte campione del mondo inglese fin dalla giornata di ieri ha dimostrato di non trovarsi perfettamente a suo agio con la monoposto, e solo a partire dal secondo tentativo in Q2 ha potuto cominciare a lottare per la pole contro il suo compagno di squadra grazie ad alcune modifiche dell'assetto sul volante, come confessato a Martin Brundle nelle consuete interviste post qualifiche.
Se, quindi, la Mercedes si candida alla vittoria del Gp numero 1000 nella storia della Formula 1 con una prestazione di forza potendo contare su una monoposto assolutamente competitiva, ha fatto discutere non poco l'eccessivo rallentamento provocato dalle monoposto del team tedesco nel corso dell'ultimo tentativo in Q3 (probabilmente per non sfruttare eccessivamente le gomme soft), ma che ha finito con il condizionare la posizione in griglia delle Red Bull e delle Haas, impossibilitate ad effettuare il tentativo finale (unico nel caso del team americano, con Grosjean e Magnussen al nono e decimo posto senza tempo) in quanto hanno tagliato il traguardo con la bandiera a scacchi già esposta.

Una situazione, questa, che ha finito con il penalizzare sopratutto Max Verstappen, qualificatosi quinto: il giovane pilota olandese ha dimostrato una volta di più di essere l'unico pilota su cui in questo momento può contare la Red Bull (il compagno di squadra, Gasly, pur qualificandosi sesto, ha accusato un distacco di 1”383 da Hamilton, e di 841 millesimi da Verstappen), e nelle due precedenti fasi di qualifica aveva dimostrato di potersela giocare tranquillamente per il terzo posto con le Ferrari.
Nell'immediato post qualifiche il pilota olandese non ha esitato a prendersela con chi lo ha sorpassato per evitare di ricevere la bandiera a scacchi a causa del ritmo lento delle Mercedes nel giro di lancio (Vettel e le due Renault) promettendo vendetta, ma bisogna anche al contempo dire che la Red Bull poteva gestire meglio questa fase, consentendo anche al pilota olandese la possibilità di superare i piloti che gli stavano davanti, permettendogli così di poter effettuare l'ultimo tentativo in Q3.

Se la Mercedes a Shanghai dimostra di essere tornata ad essere quella già vista nella gara inaugurale a Melbourne dopo la prestazione un po' opaca del Bahrain (conclusasi comunque con una doppietta a causa del problema tecnico occorso alla monoposto di Leclerc), non può del tutto essere felice la Ferrari, che conquista l'intera seconda fila con Sebastian Vettel (1'31”848) davanti al compagno di squadra Charles Leclerc (1'31”865). Fin dalle libere di ieri il pilota tedesco è stato costantemente davanti al giovane pilota monegasco grazie alla maggiore conoscenza della pista, senza però riuscire a star davanti (ad eccezione della FP1) alla Mercedes, accusando un distacco che ieri si aggirava sui due decimi, salito poi nella giornata odierna sui 4-5 decimi (scesi poi a tre nell'ultimo tentativo in Q3).
Un distacco che può essere motivato dal differente comportamento delle due monoposto in pista: se nel primo settore è la Ferrari ad essere davanti mentre nel secondo settore non c'è troppa differenza tra le due monoposto, è nel terzo settore (e in particolare tra curva 11 e 12) che la Rossa sembra soffrire di più rispetto agli avversari con un retrotreno apparso più volte piuttosto instabile sulle curve lente, e che ha spinto sia nelle libere che nelle prime fasi di qualifica i piloti a dover fare delle correzioni in quei tratti di pista dove la trazione gioca un ruolo fondamentale. Sui rettilinei, invece, la SF90 ha dimostrato di essere più veloce rispetto alla Mercedes W10, e questo in gara potrebbe essere sulla carta un elemento favorevole per la scuderia di Maranello, visto e considerato che sulla pista di Shanghai è possibile sorpassare.

Scorrendo le classifiche (da segnalare come le prime cinque file vedano a testa due piloti della stessa scuderia, caso più unico che raro nella storia della F1), da sottolineare in quarta fila la prestazione di Daniel Ricciardo (1'32”958) che per quattro millesimi riesce a metter davanti la sua Renault rispetto a quella del compagno di squadra Hulkenberg.
Giornata opaca in Toro Rosso: se Daniil Kvyat per soli 22 millesimi ha mancato l'accesso in Q3, peggio ancora è andata al compagno di squadra Albon, che a causa di un incidente piuttosto violento occorsogli in FP3 non ha potuto disputare le qualifiche. Situazione occorsa anche ad Antonio Giovinazzi a causa di un problema alla power unit della sua Alfa Romeo segnalato nel giro di lancio in Q1. Un weeekend da dimenticare per il giovane pilota di Martina Franca, costretto ieri a rinunciare anche alla FP1 per un problema nell'installazione della power unit. Fuori dalla Q3 anche il compagno di squadra Kimi Raikkonen (non accadeva dal Gp d'Ungheria 2016): il pilota finlandese ha accusato un calo di potenza della sua power unit, segnalato via radio al team.

Ancora una volta, infine, nelle retrovie McLaren e Williams, ma con un differente stato d'animo: se il team di Woking si è qualificato al 14° e 15° posto rispettivamente con Sainz e Norris (autore anche di un errore) mancando per la prima volta in stagione la Q3, la scuderia di Grove evita per la prima volta l'ultima fila (grazie ai problemi occorsi a Giovinazzi e ad Albon), ma sopratutto da la sensazione di essere sotto il profilo delle prestazioni più vicina alle altre squadre di bassa classifica, con Russell (17°) davanti a Kubica (18°), e separato di “solo” 1 secondo dalla Racing Point di Lance Stroll, qualificatosi 16°. Un primo, importante segnale di risveglio per la Williams, che, in attesa di ulteriori miglioramenti, sembra finalmente essersi messa definitivamente alle spalle un avvio di stagione piuttosto tribolato grazie al ritorno dello storico Direttore Tecnico, Patrick Head.