Formula 1

Ferrari e il rebus affidabilità

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Dubbi e certezze in casa Ferrari al termine del Gp del Bahrain: se da una parte la SF90 ha ritrovato le prestazioni cronometriche viste in occasione dei test di Barcellona, dall'altra purtroppo si confermano i dubbi sul fronte affidabilità.

Un bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto. L'immagine che esce dal Gp del Bahrain è quella di una Ferrari in ripresa rispetto all'Australia, ma non ancora al top: se da una parte la SF90 è tornata ad essere quella monoposto stabile e competitiva che avevamo imparato ad apprezzare nei test precampionato di Barcellona, dall'altra purtroppo sono nuovamente emersi quei problemi relativi all'affidabilità, già visti in occasione dei test di Barcellona e che purtroppo domenica scorsa hanno privato Charles Leclerc di una vittoria ormai certa.
Importante diventava quindi capire cosa avesse generato l'avaria del motore della Ferrari numero 16, esaminato in queste ore a Maranello dai tecnici della scuderia. Se in un primo momento a caldo si era parlato di un problema alla componente ibrida del motore (la MGU-H, tanto per intenderci) come emergeva inizialmente anche in un team radio rivolto a Leclerc dal suo ingegnere di macchina, già poche ore dopo la conclusione della gara il Team Principal Mattia Binotto non aveva esitato a smentire questa ipotesi, parlando di un problema a un cilindro che non avrebbe però danneggiato la power unit.
I controlli successivi svolti a Maranello, come rivelato da Motorsport.com, hanno ulteriormente specificato come nel corso del 45° Giro l'iniettore (normalmente fornito dalla Magneti Marelli) avrebbe smesso di funzionare, impedendo così al quarto cilindro del motore di ricevere il carburante basilare per il suo funzionamento. Il mancato funzionamento dell'iniettore (e di conseguenza del cilindro) avrebbe portato così a una perdita improvvisa di potenza quantificabile in circa 120 cavalli, che in Ferrari hanno provato a risolvere spingendo più benzina verso i cinque cavalli rimanenti (attraverso una diversa mappatura del motore, segnalata al pilota via radio) che hanno consentito alla Mercedes di Hamilton di superare facilmente il pilota monegasco, ma, dopo poche tornate, purtroppo i consumi di benzina hanno cominciato ad alzarsi eccessivamente, motivo per il quale Leclerc è stato costretto giocoforza ad alzare il ritmo e a farsi superare anche dall'altra Mercedes guidata da Bottas, pur di poter tagliare il traguardo con ancora un goccio di benzina nel serbatoio della propria monoposto.

Uno dei motivi di apprensione da parte della squadra ma anche dei tifosi riguardava lo stato di salute del motore stesso, con il timore di dover già montare il secondo dei tre a disposizione in occasione della terza gara. Per fortuna, secondo quanto si apprende, dai controlli effettuati la power unit della Ferrari numero 16 non avrebbe subito danni, per cui dopo la sostituzione dell'iniettore guastatosi in gara verrà usato tranquillamente nelle prove libere del Gp della Cina, riservandosi poi i tecnici della Rossa una decisione finale sul suo reale utilizzo in occasione di qualifiche e gara solo al termine delle due sessioni di libere del venerdì.

Se, quindi, come ammettono in casa Ferrari, il componente oggetto del problema alla monoposto di Leclerc domenica in gara non desta particolari preoccupazioni sul fronte affidabilità visto che finora era sempre stato un elemento che non aveva mai generato particolari problemi, non possiamo non rilevare al contempo come quello accusato dal pilota monegasco non sia il primo problema di affidabilità rilevato quest'anno sulla monoposto della scuderia di Maranello.

Se la prima sessione dei test precampionato si era svolta senza particolari intoppi per la SF90, la seconda sessione invece ha visto nei quatto giorni di test diversi problemi sulla Rossa, e precisamente una perdita d'acqua dall'impianto di raffreddamento della power unit nella prima giornata sulla monoposto di Leclerc, la rottura di uno scarico nella terza giornata sempre sulla monoposto del pilota monegasco, ed infine un problema elettrico nell'ultima giornata di test sulla monoposto di Vettel.
Tutta una serie di guasti che su una monoposto a inizio vita possono anche starci, ma non se il tuo obiettivo è lottare per il titolo mondiale contro una squadra come la Mercedes che è abile a sfruttare nel migliore dei modi ogni possibile passo falso dell'avversario.
Un problema, quello dell'affidabilità, che la scuderia di Maranello, constatata la bontà del telaio della SF90, dovrà tassativamente risolvere il prima possibile, se vorrà seriamente lottare con Mercedes per il titolo mondiale. Quello che i tifosi e gli appassionati di Formula 1 auspicano di vero cuore, per evitare di assistere a un campionato che altrimenti, rischia dopo poche gare di vedersi già assegnato.