Formula 1

Monoposto F1 2019: Alfa Romeo Racing, Toro Rosso, McLaren, Williams.

© Getty Images

Ultimo appuntamento con l'analisi tecnica delle monoposto 2019: ci occupiamo dell'Alfa Romeo e delle altre monoposto chiamate a dare un segnale nella stagione che sta per cominciare.

Dopo esserci soffermati sui top team e sulle immediate inseguitrici, dedichiamo questa ultima puntata delle presentazioni delle monoposto partecipanti al Mondiale di Formula 1 2019 alle rimanenti squadre. In particolare, ci soffermeremo sulla nuova Alfa Romeo, sulla Toro Rosso, sulla McLaren e sulla Williams.

ALFA ROMEO.

Fare ancora meglio della passata stagione, cercando nei limiti del possibile di puntare al quarto posto. Con questo ambiziosissimo obiettivo l'Alfa Romeo Racing punta con un pilota di grande esperienza come Kimi Raikkonen e un giovane pilota di talento come Antonio Giovinazzi a migliorare non poco il settimo posto conseguito lo scorso anno in Classifica Costruttori, e lo fa portando in pista una monoposto estremamente audace che nel corso delle prime due sessioni di test precampionato ha finito con il colpire tifosi ed avversari.
La C38 messa a punto da Luca Furbatto e dal Direttore Tecnico Simone Resta presenta molte soluzioni già viste sulla monoposto della passata stagione, portate però all'estremo.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Wait is over! ? We warmly welcome our beloved #C38! . . #AlfaRomeoRacing?#GetCloser?#TheFutureRevealed #F1

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Cominciamo dall'ala anteriore, perfettamente in linea con il nuovo Regolamento tecnico 2019, ma con i profili che sembrano quasi indirizzati verso l'esterno con chiaro effetto endwash. Interessante il naso, che presenta ben tre aperture: una centrale, e due laterali ricavate all'interno dei due piloni. Una soluzione già vista la scorsa stagione sulla McLaren, e che Alfa Romeo ha ripreso in maniera ancora più netta.  Molto ben visibile la presa dell'S-Duct. Occhio al vanity panel: nella sua prossimità nella seconda sessione di test precampionato sono apparsi ben quattro flap verticali di forma potremmo dire svirgolettata, la cui funzione potrebbe essere quella di spingere l'aria verso i deviatori di flusso al fine di farla incanalare meglio verso il fondo della monoposto.
La sospensione anteriore mantiene lo schema push-rod, con il triangolo superiore rialzato e va a riprendere così l'idea che lo scorso anno ha esordito sulla Mercedes. Le pance risultano rastremate, anche se leggermente meno della Ferrari. L'airbox è caratterizzato da una presa d'aria più grossa e da due prese d'aria più piccole. Le bocche dei radiatori appaiono più grosse; sopra di esse si vede un profilo che tende quasi ad attaccarsi ai due specchietti, evidenziando una chiara funzione aerodinamica. La C38 a differenza delle altre monoposto non presenta la pinna all'altezza del cofano motore. Per quanto riguarda il retrotreno, l'ala posteriore è sorretta dal doppio pilone che come già visto sulla Ferrari si presenta con la forma “a collo di cigno”. Occhio infine alla sospensione posteriore, che pur mantenendo lo schema pull-rod, presenta i bracci carenati. Per quanto riguarda, infine gli scarichi, a differenza di Ferrari e Haas nel corso della seconda sessione di test precampionato è stato mantenuto il doppio scarico della valvola wastegate in verticale.

Una monoposto, la C38, che nella prima sessione di test precampionato aveva ben impressionato, salvo poi fare un passo indietro nella seconda sessione di test a causa di un pacchetto aerodinamico (fondo e nuova ala posteriore) che in pista non avrebbe dato i risultati sperati. Per questi motivi, in vista del debutto stagionale in Australia, l'Alfa Romeo ha deciso di andare in pista a Melbourne utilizzando il pacchetto aerodinamico base usato nella prima sessione di test, riservandosi di testare ulteriormente fondo ed ala posteriore nuovi in occasione della prima sessione di test in-season che si svolgerà subito dopo il Gp del Bahrain sul circuito del Sakhir.

TORO ROSSO.

L'ala anteriore si presenta piuttosto base, costituita dai 5 profili orizzontali previsti dal Regolamento e da una paratia che si presenta piuttosto rettilinea. Occhio al muso, che presenta ben tre soffiaggi che ricordano molto quelli adottati lo scorso anno dalla McLaren. Visibile l'S-Duct. La sospensione anteriore mantiene lo schema push-rod, con il triangolo superiore posto piuttosto alto ma nella norma, mentre il triangolo inferiore sembra essere posizionato piuttosto basso. Presa d'aria piccola come da regolamento, turning vanes e badgeboard sembrano piuttosto basici. L'airbox è simile a quello della passata stagione, le pance si presentano piuttosto rastremate, più strette verso l'alto, e più larghe verso il basso. Gli specchietti presentano due ancoraggi (uno alla scocca, e uno alla pancia) dalla chiara funzione aerodinamica, confermata la pinna sulla sommità del cupolino motore. Per quanto riguarda la sospensione posteriore, confermato lo schema pull-rod. Occhio, infine all'ala posteriore: è sorretta da un monopilone che diventa tutt'uno con il comando del DRS.

MCLAREN.

Una monoposto elegante, ma al contempo sofisticata. La McLaren mantiene all'interno della sua MCL34 alcune soluzioni introdotte nel corso della passata stagione, ma dove possibile, cerca di affinarle in modo da rendere la monoposto più efficace da guidare.

Il muso resta identico a quello introdotto lo scorso anno in Spagna (e che ha subito trovato dei proseliti nell'Alfa Romeo) con la struttura a tre canali. Dietro ai piloni di sostegno dell'ala, visibili (ingrandendo il rendering diffuso dalla squadra) due convogliatori di flusso, che spingono l'aria verso l'esterno. Occhio alla sospensione anteriore (schema push-rod), la quale presenta lo schema ideato dalla Mercedes con il triangolo superiore rialzato. Interessante l'impostazione dei badgeboard i quali, perfettamente rispettosi del Regolamento, presentano dinanzi a loro una inedita struttura rettangolare. Occhio agli specchietti, che presentano un supporto che ha una chiara funzione aerodinamica. L'airbox risulta più ampio rispetto alla scorsa stagione, quasi come si volesse dare maggiore aria al motore Renault. Le pance dei radiatori sono di chiara ispirazione Ferrari, con le bocche rivolte verso l'alto, e tagliate dal convogliatore di flusso. La monoposto presenta delle fiancate piuttosto rastremate, e a differenza delle altre monoposto, mostra sulla parte inferiore del cupolino motore una piccolissima pinna, visibile grazie al numero del pilota. Di chiara ispirazione Ferrari l'ala posteriore, sorretta da due piloni a collo di cigno, in mezzo ai quali viene fatto passare lo scarico principale della monoposto. Nuova la sospensione posteriore la quale, pur mantenendo lo schema pull-rod, evidenzia il triangolo inferiore carenato. La MCL34 mantiene l'assetto rake visto nel corso della passata stagione, anche se in maniera più ridotta. Per quanto riguarda infine la livrea, pur venendo riconfermato l'arancio papaya, si evidenzia la maggiore presenza del blu. A Sainz e a Norris il compito (con il fantasma di Alonso che aleggia inesorabilmente nelle stanze del team di Woking, in attesa che l'asturiano dopo la nuova partecipazione alle 500 Miglia d'Indianapolis metta a disposizione il suo contributo nei confronti dei piloti e dei tecnici in vista poi di alcuni test a bordo della MCL34) di tirare fuori il massimo dalla nuova monoposto del team inglese.

WILLIAMS.

Rilanciarsi dopo una stagione a dir poco deludente. Questo era l'obiettivo che la Williams si era prefissa e per cui aveva deciso di affiancare a un giovane di belle speranze come George Russell un pilota di grande esperienza come Robert Kubica. Nessuno si sarebbe però immaginato come quella che avrebbe dovuto essere la stagione del rilancio fin da subito si sarebbe trasformata in una ennesima, tormentata Via Crucis, con la monoposto in forte ritardo di realizzazione al punto di dover tassativamente rinviare il filming day, ed esordire nella prima sessione di test precampionato due giorni e mezzo dopo tutte le altre squadre, con una monoposto che al momento si presenta piuttosto acerba e che per di più, come vedremo, dovrà tassativamente essere modificata per evitare la squalifica da parte della Federazione. Una situazione che ha spinto il Dt Paddy Lowe a prendersi un periodo di congedo per motivi personali in attesa di un divorzio che al momento appare abbastanza scontato, e la Williams a cercare inevitabilmente un Dt (anche al suo interno) che dovrà giocoforza mettere mano al progetto per tentare di mandare in pista la macchina a Melbourne rispettando in pieno il Regolamento tecnico.

Una monoposto, la FW42, che in linea di massima sembra un'evoluzione della monoposto della passata stagione, con il muso identico a quello della FW41, come anche l'ala anteriore (fatti salvi ovviamente i cinque profili richiesti dal Regolamento, che vedono però lateralmente uno spazio, la cui funzione aerodinamica potrebbe essere quella di far uscire il flusso verso l'esterno). La prima novità piuttosto evidente è lo spostamento della sospensione anteriore (schema push-rod) verso l'alto seguendo così lo schema adottato a partire dalla scorsa stagione da parte della Mercedes, anche se nel caso della Williams non si può non notare come il triangolo superiore sia stato alzato eccessivamente, come anche insolita appare l'attaccatura del braccio della sospensione (carenato) al portamozzo. Proprio questo triangolo superiore così eccessivamente rialzato ha spinto il Dt della Racing Point, Andrew Green, a chiedere dei chiarimenti alla Federazione. Alzare la sospensione anteriore (e in particolare il triangolo superiore) può certamente assicurare dei benefici nell'instradare il flusso verso il fondo del telaio, ma la soluzione adottata dalla Williams è risultata essere ai limiti del Regolamento. Così come hanno fatto particolarmente discutere gli specchietti, di forma concava, che a detta sempre del Dt della Racing Point Andrew Green nascondevano un deviatore di flusso. Soluzione questa, come la sospensione anteriore,bocciata dalla Federazione, la quale ha invitato caldamente la Williams a modificare il disegno della monoposto per quanto riguarda specchietti e sospensione anteriore pena la squalifica della monoposto a Melbourne. Se per quanto riguarda gli specchietti la Williams si era già adeguata, montando nel corso della seconda sessione dei test precampionato degli specchietti di tipologia standard, c'è ancora molto lavoro da fare per quanto riguarda la sospensione anteriore.

Tornando alla FW42, data per scontata la presenza dell'S-Duct (visibile sotto al numero di gara), e l'airbox identico a quello della FW41, occhio alle bocche dei radiatori che si presentano in posizione piuttosto arretrata se messe a paragone con altre monoposto. Le fiancate si presentano piuttosto rastremate, mentre come già visto sulla McLaren, il cofano motore presenta una pinna di dimensioni piuttosto ridotte. L'ala posteriore è sorretta dai due piloni a collo di cigno, mentre la sospensione posteriore conserva lo schema pull-rod. Confermato, infine, l'assetto Rake.