Formula 1

Mercedes, Ferrari e la lotta sul filo dei millesimi

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La seconda e ultima sessione di test precampionato ci mostrano Ferrari e Mercedes separate da soli 3 millesimi, ma alle prese ancora con dei problemi da risolvere (affidabilità per la Rossa, graining per il team campione del mondo).

Una stagione che si preannuncia fin da ora piuttosto combattuta. Ferrari e Mercedes nel momento di togliere la maschera mostrano finalmente il loro vero volto, e così, nel corso dell'ultima giornata di test precampionato, hanno cominciato finalmente a spingere sull'acceleratore mostrandosi molto vicine tra di loro. Se già nella giornata di giovedì Leclerc aveva impressionato  confermando di essere un pilota molto veloce facendo fermare i cronometri sul tempo di 1'16”231, ancora meglio hanno fatto i rispettivi caposquadra, con Vettel e Hamilton che nella giornata di venerdì hanno fatto rispettivamente segnare i tempi di 1'16”221, e 1'16”224. Tre millesimi, dunque, separano Hamilton da Vettel al termine di una sessione che ha visto (come vedremo) da una parte la Mercedes portare in pista praticamente una versione bis della propria monoposto, e Ferrari rispondere con alcuni affinamenti aerodinamici. Al contempo questa seconda sessione di test precampionato ha visto emergere alcune problematiche che i due top team dovranno provare a risolvere prima dell'esordio in Australia relative all'uso delle gomme nel caso del team campione del mondo, e di affidabilità nel caso della scuderia di Maranello.

MERCEDES, FERRARI E I NUOVI AGGIORNAMENTI.

Una versione B della propria monoposto. Se in occasione della presentazione e della prima sessione di test precampionato la Mercedes aveva schierato una versione piuttosto basica della propria monoposto, nel corso della seconda e ultima sessione di test il team campione del mondo ha portato in pista una versione completamente differente.

La prima novità visibile è all'altezza del muso, che si presenta quasi arrotondato ai lati all'altezza della scritta Pirelli, con una inedita attaccatura laterale. Anche la paratia dell'ala anteriore risulta più tagliata con l'obiettivo di spingere il flusso d'aia verso l'esterno, andando così a riprendere l'effetto endwash visto sulla Ferrari nel corso della prima sessione di test. Occhio, poi, alla presenza di due profili che ricordano una L rovesciata visibili ai lati del numero di gara la cui funzione potrebbe essere quella di convogliare il flusso d'aria verso il retrotreno della monoposto. Novità all'altezza dei badgeboard, ma anche del fondo, che presenta lateralmente due coppie di tre piccoli deviatori il cui scopo anche in questo caso è deviare il flusso verso l'esterno. Il cofano motore appare ancora più rastremato rispetto alla versione iniziale della monoposto vista nella presentazione, mentre in prossimità del doppio pilone a collo di cigno che sorregge l'ala posteriore è possibile vedere una T-Wing dal doppio profilo.

Queste, dunque, in linea di massima le novità introdotte dalla Mercedes, che, come dicevamo, hanno dunque portato in pista di fatto una nuova monoposto rispetto a quella vista sia nel corso della Presentazione che nella prima sessione di test. Come si può spiegare la scelta di schierare due monoposto così diverse? In casa Mercedes hanno tenuto a precisare come la prima versione più basica usata sia per la Presentazione che per lo shakedown e la prima sessione di test ospitava tutti gli aggiornamenti aerodinamici approvati fino a fine Novembre, mentre nella versione B introdotta in questi ultimi giorni a Barcellona sono stati inseriti tutti gli aggiornamenti approvati da fine Novembre ad oggi.

Anche in Ferrari sono arrivati degli aggiornamenti rispetto alla prima versione della SF90 vista in occasione della Presentazione, ma di minor impatto estetico: se è vero che i condotti della valvola wastegate sono stati unificati in uno solo (come possiamo vedere dal tweet sopra pubblicato), collocato sempre verticalmente e centralmente rispetto al tubo di scappamento, per il resto sono state introdotte delle piccole modifiche all'altezza  dei badgeboard, come anche un nuovo fondo che vede la presenza di tre piccole pinne all'altezza delle ruote posteriori, con lo scopo di mandare verso l'esterno il flusso.
Comparsi, infine, nel corso dell'ultimo giorno di test, i mozzi forati introdotti lo scorso anno dalla Mercedes, e che la stessa scuderia di Maranello, Red Bull e McLaren avevano testato nel corso della prima sessione di test precampionato. Se con Leclerc non c'erano stati grossi benefici, con Vettel sembra sia stato percepito un giovamento nella gestione delle temperature delle gomme posteriori. Da capire ancora se questa soluzione verrà adottata o meno nella gara di esordio a Melbourne. 

FERRARI, RED BULL  E IL REBUS AFFIDABILITÀ.

Una monoposto veloce, ma fragile. Questa la descrizione che emerge della Ferrari al termine della seconda sessione di test precampionato. Se la prima sessione ci aveva mostrato una Rossa ai limiti della perfezione sia sul fronte dei tempi cronometrici (ottenuti con una certa facilità) che dell'affidabilità, la seconda sessione non è stata altrettanto positiva, con la SF90 che ha confermato la sua facilità ad ottenere degli ottimi tempi cronometrici con le cinque mescole portate dalla Pirelli, ma ha al contempo evidenziato una certa fragilità. Se nel corso del primo giorno Leclerc era stato costretto a fermarsi momentaneamente per una perdita d'acqua dall'impianto di raffreddamento della power unit (problema poi risolto dai meccanici in Rosso), nella terza giornata sul finire della sessione pomeridiana il giovane pilota monegasco è stato costretto a fermarsi per la rottura di uno scarico, mentre nell'ultima giornata di test la simulazione gara di Vettel si è conclusa anticipatamente a causa di un problema elettrico che di fatto ha messo la parola fine ai test della Rossa. Se a questo poi aggiungiamo l'incidente con tanto di contatto contro le barriere occorso al pilota tedesco della Ferrari causato dalla rottura del cerchio anteriore sinistro danneggiato dal contatto con un detrito presente in pista, possiamo capire come in questa seconda sessione la Ferrari abbia effettuato meno km rispetto alla Mercedes, fermatasi a dire il vero anch'essa nel corso della prima giornata con Bottas per un problema al motore.

Problemi di gioventù per la nuova Rossa su cui sicuramente si può lavorare in vista della gara di esodio di Melbourne, ma che in casa Ferrari devono essere ben analizzati (e su questo il neo Team Principal Binotto ha dimostrato di avere le idee piuttosto chiare) per evitare che questi problemi possano verificarsi in gara, quando i punti cominciano ad assumere un'importanza a dir poco basilare.

Se dunque la Ferrari ha accusato problemi di affidabilità nel corso della seconda sessione di test, anche in casa Red Bull non c'è molto da sorridere: se il motore Honda ha confermato una volta di più la raggiunta affidabilità, molti problemi sembrano arrivare dal cambio, che ha finito con il condizionare in ben due giornate il lavoro di Verstappen. Un elemento, il cambio, in comune con Toro Rosso, ma che sulla monoposto del team di Faenza non ha per ora accusato le rotture evidenziate sulla monoposto del team con sede a Milton Keynes, la quale nel corso della terza giornata di test è stata protagonista di un contatto con le barriere con Gasly, uscito a tutta velocità all'altezza della curva 9. Pilota illeso, ma monoposto danneggiata, e senza gli ultimi aggiornamenti, a tal punto da costringere la Red Bull a riutilizzare forzatamente le soluzioni usate nella prima sessione di test.
A differenza, poi della Toro Rosso, nel corso dell'ultima giornata di test, sulla Red Bull sono tornati a vedersi i tiranti sul retrotreno: una conferma in più delle possibili voci che vogliono la RB15 soffrire delle vibrazioni che verrebbero emesse dalla power unit Honda?

HAAS E LA SIMULAZIONE DI GARA.

Tra i protagonisti della seconda sessione di test precampionato un cenno lo merita sicuramente la Haas. Se in simulazione di qualifica la monoposto del team guidato da Gunther Steiner è stata tutto sommato regolare senza impressionare né deludere, molto più interessante è stata la simulazione gara che ha visto la VF-19 tenere un passo gara migliore della Ferrai guidata da Vettel. Un passo gara che ha sorpreso persino lo stesso Steiner, il quale intervistato dal magazine tedesco Auto, Motor und Sport, ha cercato comunque di tenere bassi i toni, sottolineando come Magnussen nel primo stint di simulazione abbia iniziato troppo velocemente stressando le gomme, quando con le nuove mescole della Pirelli la scelta più opportuna è guidare inizialmente più cauti, per poi tirare al massimo. Se quella della Haas è solo pretattica, o se la nuova monoposto è destinata a riservare delle grosse sorprese ai propri tifosi, lo scopriremo solo in Australia.

MCLAREN PROTAGONISTA IN PISTA CON SAINZ E NORRIS, E CON ALONSO RACING AMBASSADOR.

Un'altra squadra protagonista della seconda sessione dei test precampionato è stata sicuramente la McLaren, capace di far segnare il miglior tempo al termine della prima giornata con il giovane Lando Norris (1'17”709), e nel corso della seconda giornata con il compagno di squadra Carlos Sainz Jr (1'17”144). Tempi poi migliorati nelle giornate successive prima da Leclerc, poi dal duo Vettel-Hamilton. Il fatto, però, che la McLaren ottenesse il miglior tempo dopo le difficoltà conseguite nel corso delle ultime stagioni aveva fatto illudere tantissimi appassionati circa le reali potenzialità della nuova MCL34. A riportare un po' tutti sulla terra è stato lo stesso Sainz, il quale ha successivamente dichiarato che pur essendo bello essere primi, la sua squadra non sta andando in Australia con l'obiettivo di fare la pole o di vincere la gara, abbassando comprensibilmente l'asticella.
In simultanea con i test, la stesso team di Woking ha ufficializzato la nomina di Fernando Alonso come Racing Ambassador McLaren, specificando come nella seconda parte della stagione il pilota asturiano testerà la MCL34 in vista di un possibile eventuale ritorno nel 2020, mentre nella prima parte della stagione la massima priorità sarà sul nuovo tentativo di Alonso in Indy 500 al fianco di McLaren.

WILLIAMS E LA PREOCCUPAZIONE DI KUBICA.

Un'autentica delusione. Chi esce con il morale a terra dai test di Barcellona è purtroppo la Williams, con Robert Kubica apparso piuttosto demoralizzato al termine della seconda sessione di test. La FW42 purtroppo anche nel corso della seconda sessione si è dimostrata essere una monoposto piuttosto acerba nonostante l'elevato numero di giri effettuati in pista sia dal polacco che dal giovane compagno di squadra Russell, e per di più senza poter contare su dei pezzi di ricambio. Lo stesso pilota polacco ha ammesso di aver potuto fare solamente il 20% di quello che avrebbe voluto fare, e che inevitabilmente le prime gare saranno solo e unicamente dei test di sviluppo con l'auspicio che la macchina possa poi migliorare nel prosequio del campionato.

RIEPILOGO TEMPI.

Questo, dunque, il miglior tempo eseguito da ciascun pilota nell'arco dei quattro giorni dei test e la mescola con cui è stato eseguito.

Vale sempre la pena ricordare che trattandosi di test, non siamo in grado di conoscere il quantitativo di carburante presente sulla monoposto nel momento in cui è stato
effettuato il tempo.
La Formula 1 tornerà in pista con tutte le squadre in occasione del primo Gp stagionale in programma sul circuito dell'Albert Park a Melbourne (15-17 Marzo 2019).