Formula 1

Monoposto F1 2019: Renault, Haas, Racing Point.

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Scopriamo le caratteristiche tecniche delle monoposto di media classifica, chiamate ad approfittare dei rari errori dei top team per tentare di salire sul podio.

Dopo aver descritto tecnicamente nelle scorse settimane le tre monoposto candidate alla vittoria finale del Mondiale 2019 (Mercedes, Ferrari, Red Bull), in questo articolo ci occupiamo delle monoposto che nella scorsa stagione si sono classificate nel Mondiale Costruttori subito dietro i top team: ci stiamo riferendo per la precisione a Renault, Haas e Racing Point.

RENAULT. 

Una monoposto piuttosto conservativa, pur se adattata al Regolamento 2019. L'ala anteriore con protuberanza è piuttosto tradizionale con i cinque elementi orizzontali, e con i piloni che reggono l'ala che sembrano fungere da convogliatori di flusso, così come abbiamo visto ad esempio sulla Ferrari, sebbene in configurazione più evoluta.

Proprio l'ala anteriore è stata oggetto di alcuni esperimenti, come possiamo vedere, nel corso dell'ultima sessione di test precampionato a Barcellona.

Sempre parlando di ala anteriore, evidente l'effetto endwash, con la paratia incurvata verso l'esterno, con il chiaro obiettivo di reindirizzare i flussi verso l'esterno delle ruote anteriori.
La sospensione anteriore presenta lo schema push-rod, con i bracci (e i triangoli della suddetta sospensione) che si presentano molto più rialzati rispetto alla monoposto della passata stagione. I badgeboard (più lunghi e più bassi rispetto allo scorso campionato) si presentano ancorati al deviatore a ponte. Visibile poco sopra il numero 27 (e comunque al termine della scritta Renault) l'apertura dell'S-Duct.
Evidenti i turning vanes sotto la scocca, mentre le fiancate appaiono piuttosto rastremate. L'airbox risulta di forma inedita, con la presa d'aria divisa a metà quasi da un profilo orizzontale. Le bocche dei radiatori risultano piazzate più in lato, e di forma rettangolare più stretta. Confermata la pinna alla sommità del cupolino motore. La sospensione posteriore presenta chiaramente lo schema pull-rod, mentre la stessa ala posteriore è sorretta dal doppio pilone a forma di collo di cigno già introdotto lo scorso anno dalla Ferrari. Pronunciato,infine, l'assetto rake, come possiamo vedere dall'immagine laterale destra della monoposto.



HAAS.

Lottare per il quarto posto della classifica costruttori, con l'obiettivo quanto prima di poter insidiare il terzo posto della Red Bull. In questo inedito derby delle Energy Drink, dovuto al neo title sponsor Rich Energy, la Haas si presenta con una ritrovata voglia di emergere, ma ancor più con una inedita livrea nera-giallo oro che ha ricordato a molti appassionati la livrea della Lotus guidata negli anni 80 da Ayrton Senna, e in tempi più recenti nel triennio 2012-2014 quando l'attuale team Renault aveva assunto non solo la denominazione Lotus, ma anche la storica livrea della scuderia fondata da Colin Chapman. Unica differenza la presenza della scritta Haas in bianco, che a detta del Team Principal della squadra americana, Gunther Steiner, rappresenta un'evoluzione perchè altrimenti sarebbe stata una degna copiatura della monoposto anni 80.

L'ala anteriore è perfettamente conforme al nuovo Regolamento tecnico (che prevede una larghezza pari a 2 metri in modo da essere pari alla carreggiata anteriore della monoposto, e un'altezza frontale di 220 mm), ed è costituita da massimo 5 elementi, con la paratia laterale che appare con una leggera inclinazione verso l'esterno con lo scopo di reindirizzare il flusso verso l'esterno. Il muso a chiglia sembra simile a quello utilizzato sulla monoposto della passata stagione. Visibile sul muso all'altezza del logo della Rich Energy collocato sopra al numero di gara della monoposto  l'S-Duct. La sospensione anteriore conserva il sistema push-rod, ma a prima sensazione i bracci sembrano collocati un po' più in alto (quasi rialzati) rispetto alla monoposto 2018 riprendendo così il concetto lanciato dalla Mercedes sulla W09 nel corso della passata stagione. Occhio ai cerchioni sull'anteriore: dal rendering si intravvede la presenza di alcuni fori o canali, il cui compito potrebbe essere quello di far smaltire il calore in eccesso.
Le prese d'aria anteriori dei freni sembrano dal rendering essere compatibili con il Regolamento in quanto più semplici ma anche più piccole rispetto alla monoposto 2018. I badgeboard sono più lunghi ma al contempo meno alti (passando da 475 a 350 mm) rispettando così il Regolamento tecnico 2019.
Tornando a osservare la nuova Haas frontalmente, non possiamo non osservare come gli specchietti retrovisori sembrino quasi sorretti da due braccetti, con il primo ancorato al bordo del telaio, e il secondo, più allungato, che si estende fino all'esterno del cockpit: da non escludere una possibile funzione aerodinamica.
L'airbox è simile a quello visto lo scorso anno sulla VF-18, mentre osservando con molta attenzione le bocche dei radiatori oltre a intravvedere il deviatore di flusso posto dinanzi alle bocche stesse (introdotto lo scorso anno dopo l'adozione nel 2017 da parte della Ferrari SF70-H) non si può non notare come le stesse bocche dei radiatori siano rivolte verso l'alto, riprendendo così il concetto introdotto dalla scuderia di Maranello due anni fa, e che la Haas lo scorso anno in fase di presentazione aveva deciso di non seguire.

Le pance della monoposto si presentano ancora più rastremate rispetto a quelle della VF-18 della passata stagione. Confermata la pinna già vista sulla monoposto dello scorso anno (su cui possiamo vedere il numero del pilota), così come la piccola T-Wing posta in coda ad essa.
L'ala posteriore è ovviamente più alta (passando da 800 a 870 mm) e più larga (passando da 950 a 1050 mm). La sospensione posteriore mantiene la schema pull-rod  già visto nelle scorse stagioni. Interessante, però, la scelta attuata dalla Haas per quanto riguarda gli scarichi. Come possiamo vedere, osservando il retrotreno della monoposto, i due condotti della valvola wastegate non sono posti lateralmente rispetto al tubo di scappamento centrale, ma in verticale, sopra al tubo di scappamento centrale, come già visto sulla Ferrari e sull'Alfa Romeo. Una soluzione, questa, che nel corso della seconda sessione dei test precampionato è stata ulteriormente aggiornata, con i due condotti della valvola wastegate che sono stati unificati in uno solo.



RACING POINT.

La SportPesa Racing Point si approccia all'inizio del Mondiale di Formula 1 con una maggiore sicurezza economica in seguito all'acquisizione della scuderia lo scorso Agosto (quando si chiamava ancora Force India)  da parte della cordata guidata da Lawrence Stroll, ma anche con la consapevolezza che nei primi Gp si vedrà una monoposto provvisoria (la 2018 adattata ai Regolamenti 2019), con i primi seri aggiornamenti previsti a Maggio per la gara di Barcellona.

Leggermente diversa la livrea, con il blu che va ad aggiungesi al rosa, riconfermato dopo il prolungamento dell'accordo con la BWT. Da un punto di vista tecnico, poche le cose da segnalare, essendo la monoposto praticamente identica a quella 2018, se eccettuiamo l'ala anteriore semplificata, la posteriore più alta, e i badgeboard più lunghi e bassi per rispettare il nuovo Regolamento. La sospensione anteriore mantiene lo schema push-rod, con i bracci che sembrano posizionati leggermente più in alto rispetto alla passata stagione,così come le bocche dei radiatori sembrano rivolte verso l'alto. L'airbox è identico a quello della passata stagione, così come le pance appaiono meno rastremate se paragonate ad altre monoposto. Confermata la pinna che si protende sulla sommità del cupolino motore, da rilevare la presenza del monopilone dell'ala posteriore. Confermato lo schema pull-rod sulla sospensione posteriore.