Formula 1

Liberty Media e la battaglia dei Gp storici

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Incontro positivo tra la FOPA (associazione dei promoter delle gare di Formula 1) e Liberty Media dopo il comunicato diffuso nei giorni scorsi e sottoscritto da 15 promoter su 21 facenti parte del Circus

Un rapporto fattosi improvvisamente complicato, ma non per questo meno incline all'apertura. Se in un primo momento l'acquisizione della Formula 1 da parte degli americani di Liberty Media aveva fatto respirare una boccata d'ossigeno ai promoter dei Gp storici (Monza, Silverstone, Hockenheim tanto per fare alcuni nomi) vista la decisa apertura fatta verso di essi da parte della nuova proprietà dopo l'ultima fase della gestione Ecclestone (incentrata sul costante aumento dei contratti che gli organizzatori dovevano pagare per vedere la propria gara iscritta al Mondiale di Formula 1), negli ultimi tempi la situazione è andata progressivamente cambiando con buona parte dei promoter dei Gp di Formula 1(15 su 21) che nella giornata di Lunedì si sono riuniti a Londra e in serata hanno diffuso un comunicato in cui mai come in questo momento emergono le divisioni tra organizzatori e proprietari del Circus.

La FOPA (Formula One Promoter Association) e il suo Presidente Stuart Pringle (promoter del circuito di Silverstone, il cui contratto con il Circus non verrà rinnovato a fine anno salvo colpi di scena a causa della quota sempre più alta di denaro richiesta dalla FOM per ospitare una gara di Formula 1) nel comunicato diffuso manifestano seria preoccupazione per il futuro della Formula 1 a lungo termine in primis a causa dell'impossibilità da parte dei tifosi di poter accedere ai contenuti gratuiti(a cominciare dalla trasmissione televisiva gratuita in diretta dei Gran Premi a scapito della concorrenza rappresentata dalle pay tv). Non solo: la FOPA si lamenta anche nel comunicato emesso della mancanza di chiarezza in merito alle nuove iniziative per la F1, come anche del fatto che a delle possibili nuove gare possa venir riservato un differente trattamento economico rispetto a quello riservato alle gare attualmente presenti in calendario. Un riferimento, questo, legato alle indiscrezioni che vorrebbero l'ingresso a partire dal 2020 del Gp di Miami nel calendario di Formula 1, con gli organizzatori che non pagherebbero nessuna quota di denaro a Liberty Media in cambio di una compartecipazione degli utili. Un comportamento, questo, che a Pringle non è assolutamente piaciuto, al punto da citare in un' intervista rilasciata al Daily Mail il differente atteggiamento utilizzato da Liberty Media nei confronti dell'altra gara americana, con i promoter di Austin costretti a lavorare duramente pur di trovare i soldi necessari per mantenere il Gp in Formula 1, con il rischio serio e concreto che il Circus possa andare a correre su circuiti di secondo livello visto l'interesse manifestato da Liberty Media a voler organizzare un Gp nelle Filippine, dopo l'ingresso del Vietnam nel 2020 a scapito di quelle gare che hanno fatto la storia della Formula 1.

Una posizione, quella della FOPA e del suo Presidente Pringle, non condivisa dal promoter del Gp della Russia, Sergey Vorobyev, il quale intervistato dal sito Motorsport.com, ha sostenuto come le questioni indicate nel comunicato siano tutte state risolte nella riunione organizzata da Liberty Media la scorsa settimana sempre a Londra. Per quanto riguarda il mancato pagamento di una quota di denaro per iscrivere la gara al Mondiale di Formula 1 a favore di una compartecipazione degli utili con Liberty Media, Vorobyev sostiene che prima di affrontare questo argomento (peraltro non riguardante il calendario attuale) ci sarebbe da esaminare gli attuali accordi tra Miami e la proprietà della Formula 1, e qualora questa ipotesi fosse veritiera, valutare la possibilità di apportare dei miglioramenti alle condizioni contrattuali delle altre gare facenti parte del calendario mondiale della Formula 1. Non essendo però presente Miami al momento in calendario, non ha senso affrontare ora questo argomento.
Secondo Vorobyev, infine, la Formula 1 del 2021 dovrebbe tornare a dei motori meno ibridi e con meno regole ed influenza da parte dei commissari di gara, ma al contempo il promoter russo nutre profonda fiducia nell'operato di Ross Brawn, e nelle sue capacità manageriali ed ingegneristiche.

Nel giro di qualche ora anche i promoter del Gp del Messico hanno voluto dissociarsi dal comunicato della FOPA manifestando piena solidarietà nei confronti dei promoter degli altri paesi, ma apprezzando al contempo il lavoro fin qui svolto da Liberty Media, che non ha esitato ad ascoltare le loro richieste e preoccupazioni. I promotori messicani, visto il rapporto proficuo instaurato con l'attuale management della F1 non condividono il comunicato della FOPA e così hanno annunciato di voler proseguire privatamente la trattativa per il rinnovo del contratto del Gp del Messico.

Nella serata di martedì, sempre a Londra si è infine svolto un incontro tra Liberty Media e la stessa FOPA, che il Presidente dell'associazione promoter Pringle, intervistato dalla BBC, ha definito costruttivo. “Ogni indizio ci mostra che il messaggio è stato ascoltato. Eravamo frustrati al pensiero di non avere altra soluzione che intraprendere questo tipo di azione. Ma al momento abbiamo avuto una giornata molto positiva. Crediamo nelle nostre preoccupazioni, e noi come gruppo di promotori riconosciamo che ultimamente stiamo tutti aspirando allo stesso obiettivo: uno sport sano. Vogliamo lavorare in modo significativo per raggiungere questo obiettivo lavorando assieme a loro in modo collaborativo”. Nessuna dichiarazione ufficiale è stata rilasciata da Liberty Media.

Si apre, dunque, una nuova fase di discussione tra i promoter della Formula 1, e il gruppo guidato da Chase Carey. Scopriremo però già dalle prossime settimane se la tensione si sarà definitivamente allentata grazie all'incontro andato in scena martedì sera, o se sarà necessario un mediatore (Ecclestone?) per evitare una frattura di cui nessuno vuole prendersi oneri e responsabilità.