Formula 1

Il ritorno di Kubica in Formula 1

© Getty Images

Tra i protagonisti più attesi della stagione 2019 c'è sicuramente il pilota polacco che torna in Formula 1 come pilota titolare in Williams dopo otto anni e mezzo di assenza.

Uno dei protagonisti più attesi. C'è grandissima curiosità nel Circus per Robert Kubica, che a distanza di otto anni e mezzo dall'ultima gara iridata (Gp Abu Dhabi 2010) torna in Formula 1 come pilota titolare della Williams. Un pilota, Kubica, che è mancato moltissimo al Circus sia per le sue doti umane (riconosciute da tutti), sia ancor più per il suo stile di guida, che aveva consentito al pilota polacco di farsi apprezzare in BMW sin dall'esordio, avvenuto nel 2006 in occasione del Gp d'Ungheria al posto dell'infortunato Villeneuve e che lo aveva poi portato nel 2010 ad approdare in Renault, dove aveva conseguito l'ottavo posto finale. Un risultato che Kubica avrebbe sicuramente migliorato nel 2011 come faceva ben presupporre il miglior tempo conseguito durante i primi test pre-campionato a Valencia il 3 Febbraio dello stesso anno, se non ci fosse stato quel drammatico incidente occorsogli tre giorni dopo in occasione del rally di Andora, che ha finito con il condizionare pesantemente la sua carriera per via delle gravi lesioni riportate (frattura gamba destra, emorragia interna, lesioni a mano, braccio e spalla destra, la cui mobilità, purtroppo non è stata del tutto recuperata). Bisogna dare atto al pilota polacco di non aver mai smesso di credere in se stesso, cercando per prima cosa di poter tornare a disputare dei rally, ma con in testa l'obiettivo di poter tornare a respirare l'aria della Formula 1. Prima nel 2017 con dei test assieme alla Renault, poi lo scorso anno come terzo pilota Williams, in attesa di venir promosso titolare in questa stagione.

Voglia di rifarsi, mostrando a tutti il proprio potenziale. Non c'è dubbio come sia per Kubica che per la stessa Williams il 2019 possa rappresentare l'anno del riscatto: se per il pilota polacco è importante mostrare a tutti che nonostante gli anni di assenza forzata il suo talento e la sua classe sono rimasti gli stessi di prima, ancor più importante è per la scuderia di Grove dimostrare che il 2018 sia stato solamente una battuta di arresto in quella che è stata senza ombra di dubbio una delle peggiori stagioni (se non la peggiore) affrontate dalla squadra inglese fin dalla fondazione, avvenuta nel 1977 ad opera di Frank Williams assieme al fido Patrick Head.

La domanda che in tanti in queste settimane si staranno ponendo è come si senta il pilota polacco al suo rientro in Formula 1 a distanza poco meno di due mesi dall'inizio del campionato (che prenderà il via, lo ricordiamo, il prossimo 17 Marzo in Australia). A svelarlo è stato lo stesso Kubica che, intervistato nel giorni scorsi dal celebre magazine britannico Autosport, ha confessato di sentirsi quasi come un rookie, essendo cambiata molto la Formula 1 in questi ultimi anni rispetto a quando affrontava lui le gare. Una situazione, questa, che rappresenta uno stimolo importante per il 34enne pilota polacco, il cui obiettivo è quello di ritrovare quel modo naturale di guidare che aveva in passato. Importante in tal senso è il fatto di aver già corso in Formula 1, e quindi, di aver già corso contro i migliori, con l'auspicio che anche in questo caso l'esperienza possa comunque dargli una mano.

Una scelta, difficile, quella compiuta lo scorso autunno da Kubica, il quale per la seconda volta ha rinunciato a una proposta della Ferrari (nel 2012 la possibilità di correre assieme ad Alonso al posto di Felipe Massa, lo scorso anno la possibilità di sostituire dal 2019 Kvyat al simulatore), ma motivata dalla volontà di voler ritornare con tutto se stesso a correre. Non c'è dubbio come ritornare a correre in Formula 1 dopo otto anni e mezzo sia una sfida piuttosto tosta per il 34 enne polacco, a cui non manca forza e coraggio, come già dimostrato negli ultimi anni con il progressivo recupero dall'infortunio. Se alla fine questa sfida si sarà rivelata più o meno vincente sarà solo il tempo a dirlo.