Formula 1

Niki Lauda: una tempra d'acciaio

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Dopo esser stato dimesso dal General Hospital di Vienna dove era stato ricoverato a pochi mesi dal trapianto di polmoni per un'infezione causata da un virus influenzale, il tre volte campione del mondo austriaco punta a ritornare a seguire ai box la Mercedes già dal Gp inaugurale in Australia.

La tempra di un grande condottiero. Quando pensiamo a Niki Lauda, non possiamo non pensare ai tre titoli mondiali vinti tra il 1975 e il 1984 in Ferrari e poi in McLaren, ma ancor più alle dure prove che la vita ha saputo presentargli. Una su tutte il drammatico incidente del Nürburgring del 1976, che ha visto il 69enne ex pilota austriaco salvarsi per miracolo da morte certa grazie al gesto eroico di Arturo Merzario, ma anche e sopratutto grazie a una tempra che gli ha consentito non solo di sopravvivere nonostante i fumi tossici inalati mentre la sua Ferrari 312T2 prendeva fuoco, ma addirittura di ripresentarsi a Monza 42 giorni dopo quel bruttissimo incidente per affrontare il Gp d'Italia nonostante le ferite sul volto non si fossero ancora richiuse.

Una tempra che abbiamo avuto modo di apprezzare una volta di più quest'estate, quando a causa di una malattia polmonare dovuta a un'influenza di cui erano stati sottovalutati i sintomi, Lauda era stato costretto a rientrare dalle vacanze nella sua casa di Ibiza e a sottoporsi d'urgenza a un trapianto di polmoni effettuato presso  l'Akh (Allgemeines Krankenhaus) di Vienna dall'equipe medica del Dott. Walter Klepetko, responsabile dell'unità toracica. Grande in quel frangente la paura che il cuore di questo leone austriaco non ce la potesse fare, ma per fortuna non solo Lauda riuscì a superare quella fase così delicata, ma nello scorso mese di Ottobre l'attuale Presidente non esecutivo della Mercedes  venne dimesso dall'ospedale, pronto a iniziare un lungo periodo di riabilitazione a distanza di circa due mesi e mezzo da un intervento così delicato (con allenamenti di natura respiratoria e muscolare volti a tenere i polmoni puliti e in funzione).

Una tempra messa nuovamente alla prova da un ulteriore ricovero avvenuto nei primi giorni dell'anno, a causa di un'infezione generata da una grave influenza che il tre volte campione del mondo austriaco aveva contratto mentre si trovava nella sua casa di Ibiza per festeggiare le festività natalizie assieme alla sua famiglia. Fin da subito i medici avevano consigliato il ritorno immediato in Austria e un nuovo ricovero in terapia intensiva presso l'Akh per evitare un ulteriore indebolimento del sistema immunitario, già provato per via del delicato trapianto subito pochi mesi prima.

Per fortuna, però, anche questa volta la sua forza di volontà e la sua tempra hanno avuto la meglio, e così nella giornata di ieri un comunicato dello stesso nosocomio austriaco in cui l'ex pilota di Ferrari e McLaren era stato operato in estate ha ufficializzato la notizia che i tifosi di Formula 1 sparsi in tutto il mondo aspettavano di sentire: la guarigione e al contempo le dimissioni dall'ospedale.
Secondo quanto raccolto dall'agenzia austriaca APA, Lauda era stato tenuto sotto osservazione in terapia intensiva per via delle precarie condizioni di salute, ma per fortuna tutto è andato per il meglio riuscendo persino ad evitare il rischio di una polmonite. Non solo: sempre secondo quanto appreso dalla stessa  APA, il Dr. Kepletko aveva già autorizzato le dimissioni la scorsa settimana, viste le tutto sommato buone condizioni del 69enne ex campione del mondo. Dimissioni alla fine arrivate nella giornata di ieri.

Per Lauda riprende ora la fase di riabilitazione, con il campione austriaco che sogna con tutto il cuore di poter riessere all'interno dei box Mercedes al fianco della squadra il prossimo 17 Marzo in occasione del Gp d'Australia a Melbourne, gara inaugurale della stagione 2019.
Un sogno apparentemente impossibile, anche se il tre volte campione del mondo più volte ha mostrato nel corso della sua lunga carriera grazie al suo valore e alla sua grinta come nella vita tutto sia possibile. A patto di volerci credere.